ilva taranto

TE LO MITTAL IN QUEL POSTO - GLI INDIANI PERDONO UN MILIARDO L'ANNO PER L'ILVA: L'ENNESIMA PROVA CHE L'EXIT STRATEGY DA TARANTO ERA PRONTA DA TEMPO E POCO HA A CHE VEDERE CON LO SCUDO PENALE - DEUTSCHE BANK: ''LA DECISIONE DI LASCIARE L'IMPIANTO È POSITIVA PER IL BILANCIO DELLA SOCIETÀ, ENTRO FINE ANNO SARANNO RILASCIATE INGENTI RISORSE FINANZIARIE'', OVVERO TUTTI I SOLDI CHE NON SARANNO PIÙ SPESI IN ITALIA

Giuliano Balestrieri per https://it.businessinsider.com/

 

lakshmi mittal ospite del party di blair

 

Probabilmente ha ragione l’ex premier Matteo Renzi quando dice che gli indiani di ArcelorMittal avevano “previsto da tempo” di uscire dall’Ilva. E ancora di più quando spiega che la rimozione dello scudo penale sia una scusa. D’altra parte i margini del settore sono in calo e gli analisti si aspettano un’ulteriore contrazione degli utili. Di più: Ilva drena oltre un miliardi di euro l’anno alla casse degli indiani. Motivo per cui gli analisti di Deutsche Bank hanno salutato positivamente la decisione di ArcelorMittal: “E’ un catalizzatore positivo per i conti” si legge nel report pubblicato dalla banca d’affari tedesca che conferma il proprio giudizio sul titolo (“buy”) con un obiettivo di prezzo a 18 euro per azione.

 

lucia morselli 1

“Pur aspettandoci un calo degli utili nel breve termine – si legge – riteniamo che questa decisione sia positiva perché rimuove l’enorme peso di Ilva in termini di cassa dal bilancio di ArcelorMittal. A causa dell’incertezza sull’Ilva, non possiamo escludere che ArcelorMittal avrebbe dovuto tenere inventari in eccesso a garanzia di tutti gli accordi di fornitura. Per questo ci aspettiamo per fine anno il rilascio di ingenti risorse finanziarie”. Tradotto: secondo gli analisti, alla luce delle incertezze e dei problemi legati al rilancio di Ilva, per gli indiani il gruppo italiano rappresentava solo un peso capace di drenare risorse che invece, adesso, potrebbero essere destinate altrove.

 

Anche perché l’interesse di ArcelorMittal verso l’Italia era sicuramente opportunistico. Se è vero che probabilmente quello dell’Ilva è stato l’ultimo grande passo degli indiani verso il consolidamento del mercato europea è altrettanto vero che sarebbe stato difficile ignorare un asset del genere perché il leader del settore – Arcelor – doveva assicurarsi che fosse venduto a un prezzo ragionevole. Una svendita avrebbe aperto le porte del mercato a un potenziale concorrente.

ilva taranto 9

 

A conti fatti, però, il calcolo degli indiani si sarebbe rivelato sbagliato e la decisione di uscire dall’Italia avrebbe motivazioni più finanziarie che politiche. I numeri messi in fila dagli analisti di Deutsche Bank sembrano lasciare poco spazio ai dubbi. ArcelorMittal ha rilevato Ilva per 1,8 miliardi di euro con un contratto di leasing decennale, ma l’operazione ha immediatamente spinto verso l’alto la leva operativa degli indiani in un momento nel quale – peraltro – il ciclo di mercato è in sofferenza. Di conseguenza l’asset italiano si è trasformato in pericoloso freno per la casa madre.

 

ilva taranto 10

Deutsche Bank, quindi, ritiene che “Ilva contribuisca sui conti del 2019 con un’Ebitda negativo di 500-700 milioni di dollari. Considerando investimenti per 400-500 milioni di dollari e una rata d’affitto di 200 milioni, tutto questo porta a un assorbimento di cassa pari a 1,1-1,4 miliardi di dollari e a una resistenza molto elevata del 7-9% rispetto all’attuale capitalizzazione di mercato. Quindi, crediamo che questo sia un positivo a breve termine per l’azienda e per il titolo”. E in effetti all’annuncio i mercati hanno reagito positivamente.

 

ARCELOR MITTAL

A questo punto l’obiettivo sembra quello di deconsolidare i conti Ilva entro fine anno. Ma c’è di più, secondo gli analisti della banca tedesca “ArcelorMittal mira a recuperare alcuni dei fondi iniettati. E potrebbe arrivare a chiedere oltre due miliardi di dollari. Anche se potrebbe essere un’operazione difficile e lunga”.  Di sicuro gli esperti sono convinti che senza Ilva e con la cessione degli asset più in sofferenza di inizio anno, le attività di ArcelorMittal in Europa ne trarranno vantaggio. Quanto agli sviluppi futuri per gli analisti una chiusura definitiva delle acciaierie in Italia aiuterebbe a bilanciare il mercato riducendo la pressione sui prezzi, ma non è escluso un accordo in extremis tra il governo e gli indiani.

deutsche bank

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…