lakshmi narayan mittal 5

LA TEORIA DEL COMPLOTTO NON È PIÙ SOLO UNA TEORIA: I PM VOGLIONO CAPIRE SE DAVVERO ARCELOR-MITTAL È ENTRATA IN ILVA SOLO PER CHIUDERLA E TOGLIERSI DI TORNO UN INGOMBRANTE RIVALE (L'IMPIANTO È IL SECONDO PRODUTTORE D'ACCIAIO D'EUROPA) - OCCHIO PERCHÉ IL CODICE PENALE PREVEDE PENE FINO A 12 ANNI ''PER CHI CAGIONA GRAVE NOCUMENTO ALLA PRODUZIONE NAZIONALE''

 

Sandro De Riccardis per “la Repubblica

 

lakshmi narayan mittal

ArcelorMittal aveva deciso già sei mesi fa, all' inizio dell' estate, di andare via da Taranto. Tanto da mettere in pratica una serie di atti - un rallentamento degli acquisti, le mancate manutenzioni - che andavano in questo senso. Sarebbero questi i primi dati emersi dagli atti che ieri la Guardia di finanza ha sequestrato nella sede di ArcelorMittal e acquisito in quella di Ilva. In mano due decreti di perquisizione, firmati dalle procure di Milano e Taranto, che parallelamente stanno cercando di accertare cosa abbia portato il colosso franco indiano a cambiare radicalmente strategia industriale in poche settimane.

 

E cioè, se davvero è stata la decisione del governo ad accelerare le cose o se invece l' obiettivo era «con la programmazione delle attività di chiusura, distruggere un tradizionale concorrente nel panorama della siderurgia europea e mondiale, al fine di alterare e falsare il mercato della concorrenza», così come scrivono i commissari dell' Ilva nel loro esposto.

 

arcelor mittal

I finanzieri cercavano «documentazione inerente agli ordinativi di materie prime dai fornitori per verificare un' eventuale preordinazione della chiusura». In questo senso, le perquisizione ha avuto esito positivo. Da una prima lettura degli atti emergerebbe che, effettivamente, all' inizio del primo semestre del 2019 il volume degli ordini è calato.

C' è però un fatto di cronaca da registrare: proprio a giugno l' allora governo giallo verde annunciò l' eliminazione dello scudo per poi reinserirlo. Per capire come stanno le cose, sarà però necessario aspettare le prossime settimane quando la Finanza presenterà alle due procure i primi risultati delle indagini.

 

ILVA DI TARANTO

Nell' indagine del procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e dei pm Stefano Civardi e Mauro Clerici si ipotizzano reati di false comunicazioni sociali, distrazione dei beni fallimentari e omissione dei redditi. Tra gli aspetti monitorati l' andamento del titolo (salito dopo l' annuncio di dismissione) sui mercati esteri, che dunque accende una luce sull' attuale management e sulle comunicazioni fatte dall' amministratore delegato Lucia Morselli.

 

Ma obiettivo della magistratura - sulla base della documentazione acquisita e dall' ascolto di alcuni testimoni che ieri sono stati ascoltati come persone informate sui fatti - è anche individuare chi ha deciso il cambio di strategia su Ilva. Uno scenario precipitato in un paio di settimane. Il 15 ottobre scorso, giorno in cui Lucia Morselli viene nominata ad di AcelorMittal in sostituzione di Matthieu Jehl, il ceo di AM Europa parla di «implementazione degli investimenti ambientali» e «miglioramento dei processi di produzione ».

OPERAIO ILVA

 

La stessa Morselli si dice pronta a dare del suo «meglio per garantire il futuro dell' azienda». Repubblica , il 23 ottobre, racconta del piano di esuberi già pronto: - "Cinquemila persone via". Il giorno dopo l' azienda fa filtrare una secca smentita, per poi però mettere sul tavolo gli stessi dati. Di più: quando in estate Arcelor lancia il primo ultimatum: «O lo scudo, o andiamo via» lascia esterrefatti i manager italiani che poche ore prime erano stati a Taranto per raccontare dei progetti di sviluppo del siderurgico.

 

lucia morselli 1

In sintesi: il sospetto è che le decisioni vengano prese all' estero. E che la parte italiana è come saltata. Motivo per cui la Finanza dovrà ora capire attentamente se, ma soprattutto chi, ha messo in piedi «una strategia per cagionare un grave nocumento alla produzione nazionale», come prevede l' articolo 499 del codice penale, che prevede il carcere e pene fino a 12 anni.

 

Nell' inchiesta sono però ipotizzati anche una serie di possibili reati societari e fiscali: è un fatto che Mittal comprasse materie prime da una società del gruppo, con sede in Olanda, probabilmente per assicurarsi vantaggi di natura fiscale. Ma sono da valutare anche le politiche dei prezzi, perché il sospetto - esplicitato anche dal Governo, con un' intervista a Repubblica del ministro Francesco Boccia - è che siano superiori a quelli del mercato. Mentre a prezzi più bassi sarebbe stato venduto il prodotto finito, anche in questo caso attraverso una società del gruppo con sede in Lussemburgo. Se il meccanismo fosse provato dagli atti sequestrati, si capirebbe il motivo per cui Ilva perde due milioni al giorno.

Lakshmi Niwas Mittal

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…