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TIM, BUM, BAM! – LA DECISIONE DELLA CASSAZIONE DI DICHIARARE INAMMISSIBILE IL RICORSO DELLA CONSOB SUL CONTROLLO DI FATTO DELL’EX TELECOM DA PARTE DI VIVENDI È UNA BELLA MINA SULL’ACCORDO PER LA RETE UNICA – I FRANCESI POTREBBERO FORZARE LA MANO, REVOCARE L’ATTUALE CDA E PUNTARE ALLA MAGGIORANZA DEL CONSIGLIO, SENZA RISCHIARE DI CIUCCIARSI I 20 E PASSA MILIARDI DEL DEBITO DI TIM – URSO RIBADISCE CHE CDP FARÀ UN’OFFERTA SULLA RETE, MA BOLLORÉ VORREBBE FARE PRIMA LA SCISSIONE (PER INCASSARE DI PIÙ)

1. TIM: FITCH VEDE OUTLOOK STABILE CON CRESCITA EBITDA

BOLLORE' DE PUYFONTAINE

(ANSA) - Il bond emesso da Tim la settimana scorsa migliora la posizione di liquidità del gruppo nel breve periodo, in vista delle scadenze del 2023 e del 2024.

 

A sottolinearlo è l'agenzia di rating Fitch, secondo cui l'outlook di Tim potrebbe essere cambiato a stabile con un miglioramento del profilo di liquidità del gruppo, legato a Ebitda sopra le attese, aiutato da un sostenuto miglioramento nel business domestico, a flussi di cassa più forti e a un successo nel rifinanziamento del debito.

 

Pietro Labriola DI TIM

Fitch rileva peraltro che l'emissione per 850 milioni di euro "migliora la posizione di liquidità a breve termine di Tim, ma non è sufficiente ad alleviare i rischi di credito che si riflettono nell'outlook negativo" assegnato al rating del gruppo.

 

"Il profilo di rifinanziamento dell'azienda potrebbe migliorare con la stabilizzazione o la crescita dell'Ebitda e con condizioni operative e di finanziamento più favorevoli", scrive Fitch stimando che "le fonti di liquidità di Tim a fine 2022 comprendano riserve di cassa per circa 4,7 miliardi di euro e linee di credito non utilizzate per circa 4 miliardi di euro".

 

adolfo urso

L'agenzia ritiene quindi "che i proventi della nuova emissione consentiranno all'azienda di coprire i propri obblighi operativi e di finanziamento fino alla fine del 2024, rispetto alla copertura della liquidità fino a giugno 2024, prima dell'emissione delle obbligazioni". "Il successo del rifinanziamento delle prossime scadenze del debito di Tim e il mantenimento di una liquidità sufficiente sono - aggiunge Fitch - un fattore chiave per il rating. Tim - ricorda - ha scadenze residue di 2,3 miliardi di euro nel 2023, dopo che 1,1 miliardi di euro sono stati rimborsati a gennaio, e di 4,5 miliardi di euro nel 2024".

 

I SOCI DI TIM

"Lo scenario di base di Fitch continua a ipotizzare un continuo accesso ai mercati per il rifinanziamento del debito, ma il fabbisogno di liquidità potrebbe essere compensato anche dai proventi delle fusioni e acquisizioni. Ci aspettiamo che Tim rimanga disciplinata nelle sue attività di rifinanziamento, visto l'aumento dei tassi di interesse", evidenzia l'agenzia.

 

2. TIM LA RIVINCITA FRANCESE

Estratto dell’articolo di Francesco Spini per “La Stampa”

 

ARNAUD DE PUYFONTAINE

La Cassazione lega le mani alla Consob. E dà ragione a Vivendi, gruppo francese primo azionista di Tim, che si ritrova ora più forte al tavolo del governo sulla rete «nazionale», destinata a finire sotto il controllo di Cdp come ha ribadito ieri il ministro Adolfo Urso, e sul destino dell'ex monopolista del telefono.

 

I francesi puntano a raggiungere un accordo e a muoversi in sintonia con Palazzo Chigi, ma in caso di forzature non condivise potrebbero […] proporre le revoca dell'attuale cda e puntare, con una propria lista, alla maggioranza del consiglio senza più rischiare di dover consolidare a bilancio i 20 miliardi del debito di Tim.

 

dario scannapieco

Era questo l'effetto collaterale più insidioso del «controllo di fatto», quello che il 13 settembre 2017 la Consob aveva dichiarato in capo al gruppo francese in virtù del suo 24,68% e dopo che, nell'assemblea del 4 maggio dello stesso anno, aveva eletto con la sua lista 10 consiglieri su 15, portando alla presidenza l'ad transalpino Arnaud de Puyfontaine. Ecco: secondo le sezioni riunite della Cassazione, Consob non ha agito come avrebbe dovuto.

 

[…] Tutto questo potrebbe ora pesare nella discussione sulla rete al tavolo del Mimit che riprende oggi e dove Parigi, rappresentata da Daniele Ruvinetti e assistita dalla advisor Rothschild, non ha ancora trovato una quadra con la Cdp, presente col suo direttore investimenti, Francesco Mele.

 

DE PUYFONTAINE BOLLORE

Quest'ultima, sostenuta dal Mimit, punterebbe a riproporre l'acquisizione della rete insieme con alcuni fondi ma potrebbe offrire una cifra (si è parlato di 19-20 miliardi) considerata insufficiente da Vivendi, che parte da una stima di 31 miliardi debito incluso.  Viceversa i francesi sono per una scissione proporzionale in cui il valore alla rete lo stabilirebbe il mercato. […] Si cerca una difficile intesa, dunque, ma i francesi potranno far pesare di più la loro quota.

PIETRO LABRIOLABOLLORE' VIVENDIPIETRO LABRIOLA

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