TIM DELLE MIE BRAME - GLI EMISSARI DI KKR HANNO LASCIATO ROMA DOPO GLI INCONTRI ISTITUZIONALI CON VITTORIO COLAO E ALESSANDRO RIVERA. INCONTRI NEI QUALI HANNO CONFERMATO L’INTENZIONE, AL DI LÀ DELLE DECISIONI DEL CDA TIM DI DOMANI, DI IRROBUSTIRE L’OFFERTA E DI PRESENTARE UN PIANO INDUSTRIALE CHE PREVEDE UNO SCORPORO: DA UNA PARTE TIM SERVIZI E DALL’ALTRA TIM RETE CON GLI ASSET STRATEGICI SOTTO CONTROLLO DEL GOVERNO. DOPO L’EVENTUALE SEMAFORO VERDE DA PARTE DELLO STATO, PARTIRÀ L’OPA - TERZO ALLARME PROFITTI

-

Condividi questo articolo


kkr kkr

DAGONEWS

Gli emissari del fondo americano KKR hanno lasciato Roma dopo gli incontri istituzionali con il ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao e il direttore generale del Tesoro Alessandro Rivera.

 

henry kravis henry kravis

Incontri nei quali hanno confermato l’intenzione, al di là delle decisioni del Cda Tim di domani, di irrobustire l’offerta e di presentare un piano industriale che prevede uno scorporo: da una parte Tim Servizi e dall’altra Tim Rete con gli asset strategici sotto controllo del governo. Dopo l’eventuale semaforo verde da parte dello Stato, partirà l’Opa.

 

L'ACCORDO CON DAZN PESA SUI RICAVI TIM IL GRUPPO LANCIA IL TERZO ALLARME SUI CONTI

S. Ric. per “La Stampa”

 

pietro labriola pietro labriola

Alle prese con l'offerta del fondo americano Kkr, Tim si trova costretta a lanciare il terzo «profit warning» in pochi mesi. Con una nota in tarda serata, il gruppo che dopo l'addio di Luigi Gubitosi è nelle mani del dg Pietro Labriola ha informato i mercati che le previsioni per il 2021 non saranno raggiunte.

 

vittorio colao a cernobbio 2 vittorio colao a cernobbio 2

In particolare il margine lordo (ebitda) organico del business domestico scenderà del 13-15% rispetto al 2020, ed è in peggioramento anche rispetto all'ultima comunicazione di ottobre. L'ex monopolista paga il calo di ricavi della telefonia fissa, in parte «connessi - spiega l'azienda - all'andamento dell'accordo con Dazn per la distribuzione della serie A».

 

ALESSANDRO RIVERA ALESSANDRO RIVERA

Tim fa sapere che «eventuali accantonamenti non ricorrenti saranno determinati sulla base degli esiti della rinegoziazione in corso dell'accordo con Dazn e saranno valutati in sede di bilancio 2021». Grazie alla crescita degli affari in Brasile l'Ebitda consolidato organico del gruppo supererà comunque i 5,4 miliardi di euro.

 

Nella nota Tim spiega che «l'andamento dei ricavi organici di gruppo è confermato in calo e l'indebitamento finanziario netto consolidato rettificato è atteso a circa 17,6 miliardi di euro dopo il pagamento di licenze per 435 milioni di euro, di cui 140 milioni di euro a seguito dell'aggiudicazione delle frequenze 5G in Brasile». Il piano 2022-2024 verrà sottoposto all'approvazione del Cda, che terrà conto del consolidamento degli asset di telefonia mobile di Oi in Brasile e delle azioni di riorganizzazione aziendale.

 

Condividi questo articolo

business

ARRIVA LA TEMPESTA E GLI ITALIANI METTO I SOLDI AL SICURO (O ALMENO CREDONO DI FARLO) – AD AGOSTO I DEPOSITI SUI CONTI CORRENTI SONO AUMENTATI DI 61 MILIARDI DI EURO RISPETTO A UN ANNO PRIMA. UN TREND SOSPINTO DALLA PRUDENZA, ANCHE SE TENERE I SOLDI FERMI, CON L'INFLAZIONE CHE GALOPPA, PORTA A UNA SVALUTAZIONE DEI RISPARMI: 10 MILA EURO DEPOSITATI OGGI, TRA 12 MESI VARRANNO 9.160 EURO – NELL'UTIMO ANNO SI REGISTRA POI UNA FORTE RIDUZIONE IN PORTAFOGLIO DEI BOND, A CAUSA DEI RENDIMENTI AI MINIMI, VANNO FORTE LE POLIZZE ASSICURATIVE

GENERALI DIETRO LA COLLINA – A METÀ MESE È PREVISTO IL CDA DI GENERALI E PER ALLORA SI CAPIRÀ SE DAVVERO IL LEONE HA INTENZIONE DI COMPRARE GUGGENHEIM, LA SOCIETÀ AMERICANA DI GESTIONE DEL RISPARMIO DA 228 MILIARDI DI DOLLARI DI ATTIVITÀ – UN'OPERAZIONE COMPLICATA DAL DOLLARO FORTE E CHE SI POTREBBE FINANZIARE CON LA VENDITA DI BANCA GENERALI CHE ANDREBBE MESSA ALL'ASTA, CON MEDIOBANCA IN PRIMA FILA (MA OGGI DALL'ASSEMBLEA DEI SOCI DI PIAZZETTA CUCCIA HANNO FATTO TRAPELARE CHE NON SI È DISCUSSO DELLA QUESTIONE)

RISCHIAMO UNA NUOVA LEHMAN? – CREDIT SUISSE È NEL PIENO DELLA BUFERA: ALLA BORSA DI ZURIGO IL TITOLO È CROLLATO AI MINIMI STORICI MENTRE I CREDIT DEFAULT SWAP SONO SCHIZZATI AI MASSIMI – COLPITO DA UNA SERIE DI SCANDALI E SCELTE AZZARDATE, IL NUOVO CEO KOERNER HA AMMESSO "IL MOMENTO CRITICO" MA HA ASSICURATO SULLA “FORTE BASE DI CAPITALE E LA POSIZIONE DI LIQUIDITÀ". PAROLE CHE NON HANNO CALMATO I MERCATI, ANZI – PER GLI ANALISTI DOVRÀ VARARE UN MAXI-AUMENTO DI CAPITALE DI ALMENO 4 MILIARDI