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LA TRANSIZIONE ECOLOGICA SARÀ UN BAGNO DI SANGUE - LA BOSCH ANNUNCIA 700 ESUBERI (SU 1700 ADDETTI) NELLO STABILIMENTO DI BARI, PER VIA DELLA RICONVERSIONE ALLE AUTO ELETTRICHE - SECONDO I SINDACATI, A QUESTO PUNTO È A RISCHIO LA STESSA SOPRAVVIVENZA DELLA FABBRICA, SPECIALIZZATA IN MOTORI ENDOTERMICI - LA REGIONE PUGLIA HA APERTO UN TAVOLO PERMANENTE DI CRISI…

Vincenzo Rutigliano per www.ilsole24ore.com

 

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L’accelerazione sulle auto elettriche ha i primi effetti a Bari con la direzione dello stabilimento Bosch, focalizzato sui motori endotermici, che ha annunciato, quest’oggi, 700 esuberi nei prossimi 5 anni, su un organico di 1700 addetti.

 

Un annuncio che fa di Bari anche la prima crisi aziendale in Italia causata dal passaggio all’auto elettrica e dunque un primo caso di riconversione industriale da finanziare con i fondi del PNRR in tema di transizione ambientale. L’annuncio degli esuberi è stato fatto al termine dell’incontro tra OO.SS. e direzione aziendale, convocato dalla regione Puglia.

bosch bari 3 5

 

Fabbrica a rischio

Secondo i sindacati è così a rischio la stessa sopravvivenza della fabbrica che aveva vissuto momenti difficili già nel 2017, quando i licenziamenti vennero scongiurati facendo ricorso agli ammortizzatori sociali, e alle uscite volontarie e incentivate di 190 persone.

 

bosch bari 3

 Il punto di snodo è tutto nella specializzazione produttiva dello stabilimento che, dal punto di vista industriale, ha attirato nuovi prodotti sia nell'ambito tradizionale del diesel che in nuovi settori.

 

Ma la continua contrazione del diesel produce tuttora un pesante esubero, mentre sulle produzioni non diesel, innanzitutto sulla e-bike, lavorano circa 350 persone ed è previsto l'impegno di ulteriori 100.

efficientamento energetico

 

Ma l'80% circa della forza lavoro è ancora impegnato sul diesel, che continua a calare sempre più rapidamente a causa delle disposizioni europee. Secondo fonti sindacali Uilm, il CP1H da 2,1 milioni di pezzi del 2017 è passato a 400mila pezzi nel 2022 e in pratica si azzererà nel 2027; il CP4 dagli attuali 720mila pezzi calerà a 455mila nel 2027.

 

bosch bari 2

«Chiediamo a Bosch – spiegano Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm, e Riccardo Falcetta, segretario della Uilm di Bari – di adottare finalmente una logica di solidarietà italiana ed europea a favore di Bari, poiché nel suo complesso la multinazionale tedesca va bene e sta investendo in nuove tecnologie, solo che lo sta facendo altrove. La solidarietà infragruppo deve servire non solo a portare a Bari lavorazioni che oggi addirittura sono affidate all'esterno, ma soprattutto ad assegnare una missione produttiva adeguata nell'ambito della green economy».

motore auto elettrica

 

La Regione Puglia ha aperto un tavolo di crisi permanente

Su tutta la vertenza la regione Puglia ha aperto un tavolo permanente di crisi e promette contatti formali sia con la casa madre che con il Mise, dove, secondo le OO.SS., deve essere presentato un piano di reindustrializzazione del plant, in grado di azzerare gli esuberi denunciati evidenziando gli investimenti e le risorse finanziarie necessarie. Preoccupate le reazioni di Confindustria.

 

“La transizione verso l'auto elettrica ha avuto un'accelerazione troppo repentina, che sta schiacciando tutta l'industria automobilistica -avverte Sergio Fontana, presidente di confindustria Bari-Bat e Puglia.

 

bosch bari

Questo non significa che dobbiamo arrenderci alla storia, ma dobbiamo attrezzarci per cavalcare il cambiamento. La Bosch infatti sta facendo la sua parte. In soli 4 anni ha messo a punto ben 7 nuovi prodotti ed è pronta a intraprendere una coraggiosa riconversione, ma per sostenere questa sfida la Bosch deve poter contare su politiche industriali adeguate. Servono soluzioni straordinarie per la Bosch e per tutto il settore Automotive del Paese alle prese con una crisi epocale”.

michele emiliano by edoardo baraldiAuto elettrica ricarica

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