palermo benetton

LA TRATTATIVA FERMA AL CASELLO - ATLANTIA E CDP SONO ANCORA LONTANE DA UN ACCORDO SU AUTOSTRADE: AL CENTRO CI SONO I DUE PROBLEMINI DELLO SCUDO LEGALE PER EVITARE AZIONI DI RESPONSABILITÀ E DEL PREZZO, SU CUI BALLANO VARI MILIARDI. SE PER STABILIRE IL PREZZO DELL'AUMENTO DI CAPITALE SI POTREBBE RICORRERE ALLA SCELTA DI PERITI INDIPENDENTI, C'È UNA ''DIVERGENZA'' (EUFEMISMO) SUI VALORI DELLA QUOTAZIONE SUL MERCATO

Rosario Dimito per ''Il Messaggero''

 

LA SVOLTA

fabrizio palermo foto di bacco (2)

Partecipando all'inaugurazione del nuovo Ponte, ieri Giuseppe Conte ha manifestato ottimismo sull'esito del cambio di proprietà di Autostrade. Ma il premier forse ha voluto precorrere i tempi perché se sembra scontato che Atlantia ceda il controllo di Aspi, la strada è ancora tortuosa e su prezzo dell'ipo e garanzie, le parti sono uno contro l'altro. Ieri ci sono stati i consigli di Cdp e di Autostrade per le rispettive semestrali e oggi toccherà ad Atlantia approvare i conti.

 

Specie nel board della Cassa che, secondo il piano concordato tra i vertici della holding e il governo il 14-15 luglio, dovrà acquisire il 33% in aumento di capitale, mentre un gruppo di investitori graditi in via Goito, rileverà il 22%, l'informativa fatta da Fabrizio Palermo avrebbe spiegato che il negoziato è ancora lontano da una conclusione, come ha confermato la ministra Paola De Micheli, escludendo una firma domani quando i vertici di Aspi torneranno al Mit per il piano sulle tariffe.

 

Ai consiglieri è stato genericamente detto che potrebbe esserci un cda straordinario in agosto. Nulla di più preciso.

 

carlo bertazzo

RISCHI E RISARCIMENTI

Ieri sera avrebbe dovuto esserci una riunione fra gli uomini di Palermo e quelli di Carlo Bertazzo e Roberto Tomasi, alla presenza degli advisor finanziari e legali di Atlantia e Cdp per continuare l'esame dei vari punti controversi, tra cui prezzo della quotazione e i rischi legali e la manleva di una responsabilità in solido richiesta dalla Cassa nei confronti di eventuali conseguenze che dovessero sorgere sulle infrastrutture. Ma da Atlantia l'appuntamento è stato annullato.

 

Comunque sarebbe stato risposto picche perché il gruppo non avrebbe goduto di alcune garanzia quando 21 anni fa rilevò la concessione dall'Iri. E la stessa cosa è accaduto tre anni fa in occasione della vendita del 7% ad Allianz e del 5% a Silk Road fund. Ma i legali di Cassa, tra i quali è comparso Michele Crisostomo, partner dello studio Rccd nonchè presidente di Enel, non vogliono sentir ragione e sul paracadute puntano i piedi.

 

Da parte di Atlantia - affiancata dagli studi legali Gop e Annoni, però si fa balenare l'arma dell'azione di responsabilità che potrebbe essere brandita nei confronti del governo per quello che viene definito un vero e proprio esproprio, non motivato, pretestuoso perché Autostrade si è detta pronta a risarcire i danni causati a vari livelli.

 

GIUSEPPE CONTE FABRIZIO PALERMO

Da qui a farsi togliere la concessione per motivazioni risibili ne passa se si continua a tirare la corda. C'è quindi black out di comunicazione che alimenta la tensione. L'ultima volta le parti si sono viste sabato scorso. E quel giorno è nata la diatriba sullo scudo legale e sulla definizione del valore delle azioni in sede di ipo che non hanno consentito di approfondire gli aspetti complessivi nuovamente in alto mare, come la struttura dell'operazione, ribaltata nel contropiano consegnato venerdì scorso da Atlantia a Cdp. Quando si sarebbe tornati indietro alla proposta di Aspi e Atlantia al governo con i quattro step, in tempi da definire.

 

I VALORI

roberto tomasi autostrade per l'italia

Infatti, se per stabilire il prezzo dell'aumento di capitale, si potrebbe ricorrere alla scelta di periti fatta di comune accordo, stabilendo criteri rigidi per individuare una griglia di nomi, invece, ci sarebbero punti di vista divergenti sui valori della quotazione sul mercato che dovrebbe avvenire post scissione proporzionale di Autostrade a favore degli azionisti di Atlantia. E per finire, il gruppo Benetton insiste perché si faccia un'asta per la vendita del 22% a investitori. Secondo Tci, Aspi vale 11-12 miliardi, per Cdp 8-9 miliardi.

Ultimi Dagoreport

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE LE SUE CERTEZZE: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…