stabilimento bari

TURISTI DELL'AUTOCRAZIA - URSULA CHE DICE ''NON PENSATE ALLE VACANZE ESTIVE'' HA DATO IL COLPO DI GRAZIA A UN SETTORE GIÀ IN GINOCCHIO. BOCCA (FEDERALBERGHI): ''SE LE PERSONE RITARDERANNO LE PRENOTAZIONI, LE IMPRESE E I POSTI DI LAVORO SI SQUAGLIERANNO COME NEVE AL SOLE'' - COSA CHIEDONO I BALNEARI CHE RISCHIANO DI NON RIAPRIRE GLI STABILIMENTI

 

 

1 - TURISMO IN RIVOLTA CONTRO LA UE

Giuseppe Marino per “il Giornale

 

coronavirus, il video messaggio di ursula all'italia 1

Nel momento in cui nessuno ha certezze sul futuro, a Bruxelles qualcuno pare sicuro che sarà un' estate senza vacanze: un altro incubo che grava sull' Italia chiusa per virus. Nessuno alza troppo i toni, ma ieri per il turismo italiano è stato un «Lagarde moment»: un nuovo scivolone da parte delle istituzioni europee. L' invito della presidente della Commissione europea agli europei a non prenotare le vacanze ha lasciato interdetti migliaia di operatori: «Raccomando di aspettare prima di fare piani - ha detto Ursula Von der Leyen -, in questo momento nessuno può fare previsioni affidabili per luglio ed agosto».

 

Se il consiglio della leader europea venisse davvero ascoltato, per il turismo italiano si genererebbe una catastrofe peggiore di quella che già si è abbattuta. Il settore, che genera il 5,5 per cento del Pil diretto e il 13 per cento contando l' indotto, è già tra i più colpiti in assoluto.

 

stabilimenti balneari

Per alberghi, spiagge, b&b, ristoranti, agenzie di viaggio non c' è smart working che tenga: se i turisti non tornano, sarà un bagno di sangue. A Stasera Italia, il programma di Rete4, il presidente di Confturismo-Confcommercio Dario Patanè aveva confidato le sue preoccupazioni e il bilancio drammatico di 90 milioni di presenze alberghiere perse fino a maggio: «Molte attività alberghiere o di tour operator sono al lumicino». Stessa (funesta) musica per Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari: «Su tutte le spiagge italiane si era nel pieno dei preparativi per piantare gli ombrelloni, adesso è tutto fermo».

 

Ma è soprattutto Federalberghi a reagire direttamente all' affermazione che Von der Leyen ha rilasciato al tabloid tedesco Bild: «Un errore da non commettere - ha replicato il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca -. Se le persone ritarderanno le prenotazioni, le imprese e i posti di lavoro si squaglieranno come neve al sole».

 

Certo, nessuno si nasconde le incognite che ci attendono. Anche se qualche Paese che ha un' offerta turistica concorrente pare vicino alla ripartenza (vedi l' Austria con le sue montagne), nessuno sa davvero come si svilupperà l' epidemia e come si potrà gestire in sicurezza un eventuale ritorno nelle località di vacanza. Ma, proprio perché non ci sono certezze, è parso a tutti incredibile che la presidente della Commissione si sia sbilanciata così alla leggera. Von der Leyen ha anche detto che le restrizioni di movimento per gli anziani devono essere mantenute fino a quando non sarà trovato un rimedio al coronavirus: «Spero che si abbia un vaccino entro la fine dell' anno - ha detto -, ma intanto dobbiamo imparare a convivere con il virus per molti altri mesi, almeno fino alla fine dell' anno».

BERNABO' BOCCA FEDERALBERGHI

 

Ovviamente gli operatori turistici non si nascondono le difficoltà, ma temono una pioggia di frettolose cancellazioni sull' onda della paura che causerebbe ulteriori gravi problemi di liquidità ad aziende già messe in ginocchio dall' emergenza.

 

In campo per il settore c' è poco e niente. Addirittura, segnala Antonio Tajani, la maggioranza ha bocciato la proposta di Forza Italia di «un emendamento per scalare dalle tasse tutte le spese che un cittadino avrebbe sostenuto trascorrendo le vacanze in Italia». «L' uscita della Von der Leyen dimostra la distanza tra chi governa e il settore del turismo - dice al Giornale l' ex ministro Gian Marco Centinaio della Lega -, l' ultimo esempio sono i saggi nominati da Conte: nessuno competente nei settori agricoltura e turismo».

 

stabilimento bari

Eppure, cancellare la solita camera già prenotata al mare o non prenotare il tour che si aspettava da tempo non è l' unica possibilità. Federalberghi invita a contattare le strutture assicurando che garantiranno la massima flessibilità: il consiglio dell' associazione è di prenotare chiedendo la possibilità di cancellare in seguito, se sarà necessario. Preoccupato dalla frase della Von der Leyen anche Nardo Filippetti - Presidente Astoi - Confindustria Viaggi: «Invito tutti a continuare a prenotare tramite tour operator e agenzie viaggi: hanno adottato politiche flessibili. Ed è anche un' azione concreta per aiutare il settore del turismo italiano».

 

 

2 - CHIUSE, APERTE O SUL LASTRICO SPIAGGE A RISCHIO NAUFRAGIO

Sofia Fraschini per “il Giornale”

 

Lettera morta. Al momento è questa la fine che stanno facendo gli appelli dei concessionari demaniali marittimi al governo per far ripartire la stagione turistica 2020 in tutta sicurezza nonostante il Covid-19. Un settore, quello che coinvolge soprattutto gli stabilimenti balneari (ma anche i porti turistici, alberghi, campeggi...), che rappresenta ben il 13% del Pil nazionale e che, a oggi, è «completamente ignorato dal governo» denuncia al Giornale Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari Italia Federturismo Confindustria. Quattro sono le lettere che da oltre un mese giacciono inascoltate sulle scrivanie del premier Giuseppe Conte, del commissario per l' Emergenza Angelo Borrelli e dei presidenti di Camera e Senato.

 

bernabo bocca (2)

«Eppure la stagione turistica, se ci sarà, è alle porte e mancano del tutto indicazioni, e programmi d' azione - spiega Licordari ricordando che il settore è il volano dell' economia turistica del Paese ed è quanto mai urgente un coinvolgimento dei soggetti interessati per dare vita a una cabina di regia efficace». In gioco ci sono ben 30.000 imprese, tipicamente a conduzione famigliare, e circa 300.000 addetti. Tra l' altro i virologi sono possibilisti: «Non è escluso che a luglio e agosto si riesca ad andare a mare -dice Massimo Galli, direttore del dipartimento di Malattie infettive del Sacco di Milano- ma chi potrà fare le vacanze le dovrà fare nel nostro Paese».

 

Ma cosa chiede in concreto Assobalneari? Oltre ad un coinvolgimento attivo e al supporto logistico, ci sono delle misure urgenti, e a costo zero, che sarebbero la premessa di una ripartenza possibile. In primis, va regolarizzata la questione delle concessioni. «Serve una circolare che estenda le attuali, in scadenza a fine anno, fino al 2033 come indicato e già legiferato dal governo stesso (Legge 145 del 2018)» spiega il presidente. «Una circolare che obblighi i Comuni a mettersi in regola su questo fronte. In caso contrario, chi potrà fare investimenti senza la certezza di poter continuare a operare?».

 

E necessario poi - scrive Licordari al governo «escludere dall' applicazione della Direttiva Bolkestein le concessioni demaniali marittime ai fini turistico ricreativi». Direttiva che obbligherebbe nuove gare e quindi riverserebbe nuova incertezza sugli investimenti necessari.

 

riccione stabilimento aperto d'inverno

Due interventi che si possono fare nell' immediato, mentre tutto il comparto richiede a gran voce anche un supporto di tipo fiscale: «Come faranno gli operatori a pagare le tasse come l' Imu e la Tari se non lavorano o lavorano a mezzo regime?», osserva Assobalneari sollevando anche la questione delle spiagge libere. Come saranno controllate e gestite nel tempo del Coronavirus? Tutte questioni che attendono una risposta.

 

Anche se ieri, una prima apertura è arrivata dal sottosegretario del Mibact, Lorenza Bonaccorsi: «Andremo al mare questa estate. Stiamo lavoriamo per far sì che possa essere così», ha detto aggiungendo che «si stanno studiano gli atti amministrativi necessari per gli stabilimenti, immaginando una serie di normative prese con il comitato tecnico scientifico, che contemplino l' ipotesi di un distanziamento». Bonaccorsi ha poi spiegato che sono allo studio misure per consentire lo sviluppo di un «turismo di prossimità» che favorisca i borghi rispetto alle aree più affollate.

 

«Un primo accenno alla questione dopo settimane di silenzio che ci fa piacere», replica Licordari sollevando però la questione tempo: «Devono metterci in condizioni oggi di poter operare negli stabilimenti, ma per poter avviare la manutenzione degli stabilimenti e fare nuove installazioni, riorganizzare insomma tutto il nostro lavoro. Normalmente, non in condizioni d' emergenza, ci vorrebbero due mesi per riavviare uno stabilimento per la stagione».

Insomma, le parti chiedono un dialogo con il governo su queste istanze e quelle legate ai rischi da Covid.

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