lufthansa piloti infermiere

TUTTI A TERRA – QUASI L’INTERA FLOTTA DI LUFTHANSA, LA QUARTA POTENZA MONDIALE DEI CIELI, LASCIA NEGLI HANGAR 763 AEREI PER L’EMERGENZA CORONAVIRUS. EFFETTUERÀ SOLTANTO IL 5% DEI COLLEGAMENTI PREVISTI – LA PANDEMIA SARÀ UN DISASTRO PER IL SETTORE AEREO: I PASSEGGERI CALERANNO (ALMENO) DEL 30% CON PERDITE DI ALMENO 200 MILIARDI. MA SARANNO MOLTI DI PIÙ…

 

 

Francesco Malfetano per “il Messaggero”

 

lufthansa

Settecento aerei rimasti a terra. Almeno fino al 19 aprile resterà parcheggiata negli hangar quasi l'intera la flotta di Lufthansa (763 velivoli in totale), vale a dire della quarta potenza dei cieli mondiale. A causa delle misure restrittive messe in campo per contrastare il Coronavirus, la compagnia aerea tedesca effettuerà infatti solo il 5% dei collegamenti previsti facendo fronte, come tutta la concorrenza, a quello che l'amministratore delegato Carsten Spohr ha definito «uno stato di emergenza senza precedenti».

 

Carsten Spohr CEO LUFTHANSA

Una situazione drammatica che secondo l'Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata), che raggruppa 290 compagnie in 120 Paesi, richiederà fino a 200 miliardi di dollari di aiuti per i colossi di tutto il mondo. Lo stesso Spohr ha infatti ammesso che serviranno non solo «misure drastiche e a volte dolorose», ma soprattutto il supporto dei governi: «Quanto più dura questa crisi - ha spiegato in una nota diffusa ieri - tanto più è probabile che il futuro del trasporto aereo non possa essere garantito senza aiuti di Stato».

 

LUFTHANSA

Ogni compagnia sostiene dei costi fissi enormi che oggi non vengono più compensati dalla vendita di biglietti e servizi. Una crisi nera che per gli economisti di Standard & Poor's nel 2020 porterà a un calo del 20%-30% su base annua dei passeggeri. Perdite quasi incalcolabili che, stando alle loro previsioni, non potranno neanche essere recuperate nel breve periodo. Non ci sarà un «rapido rimbalzo» come quello «registrato dopo l'epidemia di Sars del 2003», anzi la ripresa sarà più lunga e «si completerà solo nel 2022-2023».

 

Lufthansa sciopero

Per questo, proprio come accade da anni in Italia dove Alitalia è quasi sempre in perdita e viene mantenuta in vita con i soldi pubblici (l'ultima iniezione da 500 milioni di euro è arrivata nel decreto Cura Italia del 17 marzo), ora altri governi saranno costretti a mettersi le mani in tasca. Lo ha già fatto la Danimarca che, in condivisione con la Svezia, ha appena ottenuto una garanzia pubblica, condivisa da 300 milioni di dollari, ed è sul punto di farlo anche Donald Trump. All'interno del pacchetto di misure su cui sta lavorando la Casa Bianca sarebbero già stati predisposti 50 miliardi di dollari di aiuti per le compagnie a stelle e strisce.

donald trump

 

A LARGO RAGGIO

Ovviamente, a fronte di una situazione tanto difficile, anche Bruxelles ha iniziato a muoversi. Anche perché nel Vecchio Continente, come ricordato nei giorni scorsi l'Airlines for Europe (A4E), l'associazione dei colossi europei del volo, il settore sostiene 2,6 milioni di posti di lavoro che diventano 12,2 milioni se si considera l'indotto. Tutelarli significa garantire da subito flessibilità agli aiuti di Stato, e quindi bisogna essere pronti a varare misure d'emergenza per cui ieri Bruxelles ha già dato un primo via libera.

piloti Lufthansa

 

«Per minimizzare i danni al settore dell'aviazione, serve azione urgente - hanno spiegato - La Commissione è pronta a lavorare con gli Stati immediatamente per cercare soluzioni». Ad esempio «la compensazione alle compagnie può essere data in base all'articolo 107(2)(b) del Trattato», quello che prevede gli aiuti destinati a «ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali», e anche per compagnie «che hanno ricevuto aiuti negli ultimi dieci anni. In altre parole non si applica il principio del one time last time'».

donald trump coronavirus 1ASSEMBRAMENTO CON DONALD TRUMP

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