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UCCI UCCI FISCO INFERNO PER GUCCI - IL GRUPPO DELLA MODA, DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO KERING DI FRANCOIS-HENRY PINAULT,  CERCA UN ACCORDO PER SANARE L'ACCUSA DI EVASIONE FISCALE PER 1,5 MILIARDI DI EURO - SECONDO I PM, I RICAVI DEL CENTRO DISTRIBUTIVO DI GUCCI, “LUXURY GOODS INTERNATIONAL”, PROPRIETARIA DI ALCUNI MAGAZZINI IN CANTON TICINO, ANDAVANO TASSATI IN ITALIA E NON IN SVIZZERA…

Francesco Rigatelli per “la Stampa”

pinault

 

Ballano ancora qualche centinaio di milioni, che gli avvocati stanno contrattando con il fisco, ma la multa che il gruppo Kering si appresta a pagare è la più salata di sempre. Si tratta di un assegno di poco inferiore al miliardo e mezzo di euro per sanare la presunta evasione da 1,4 miliardi su 14,5 miliardi di ricavi non dichiarati dal 2011 al 2016 da Gucci, società di proprietà del colosso del lusso francese al pari di altri marchi italiani come Bottega Veneta e Brioni, e facente capo a Francois-Henry Pinault.

 

L' accordo, che è un accertamento con adesione, verrà firmato secondo una ricostruzione Reuters a inizio maggio, costituendo la più alta conciliazione fiscale mai raggiunta tra una società e il fisco italiano. Kering nega da sempre l' evasione, affermando che le sue attività sono pienamente conformi a tutti gli obblighi di legge, chiarisce di avere «confronti regolari con le autorità su questo tema», tanto che «diversi incontri hanno già avuto luogo in un clima aperto e collaborativo» e specifica di non aver ancora «raggiunto un accordo sull' ammontare specifico».

GUCCI

 

La vicenda nasce da un' indagine su Gucci, i cui uffici di Milano e di Firenze sono stati perquisiti dalla guardia di finanza a fine 2017. Nel novembre 2018 la procura di Milano ha chiuso l' inchiesta penale sulla presunta evasione fiscale, che vede indagati per omessa dichiarazione dei redditi l' ad Marco Bizzarri ed il suo predecessore Patrizio Di Marco. La tesi del pm Stefano Civardi è che i ricavi del centro distributivo di Gucci, Luxury Goods International, proprietaria di alcuni magazzini in Canton Ticino, andassero tassati in Italia e non in Svizzera configurando così una stabile organizzazione occulta.

 

La questione preoccupa anche oltre confine, dove da anni i sindacati lamentano la precarizzazione del settore moda e salari troppo bassi per vivere in Ticino. I dipendenti infatti sono assunti a tempo parziale, ma devono essere disponibili in tempi brevi. I turni di lavoro e la sede nella quale devono presentarsi vengono loro annunciati per sms solo la sera prima. Le retribuzioni si aggirano sui 2.500 franchi, cifra che non permette a nessun residente di arrivare a pagare l' affitto alla fine del mese.

EVASIONE FISCALE

 

Come denunciato anche da alcuni politici svizzeri, oltre che su simili condizioni di lavoro, gli importanti redditi delle aziende dell' alta moda stabilite in Ticino poggiano su un sistema che fattura nel cantone per delle attività commerciali che avvengono all' estero.

Il centro distributivo di Gucci, con tre sedi svizzere, viene sospettato di essere al centro di un disegno del genere. A ottobre, appena prima che l' indagine venisse chiusa, Luxury Goods International ha deciso di trasferire 150 dei suoi 900 dipendenti dal Ticino a Novara.

 

Se l' accordo fiscale venisse raggiunto si alleggerirebbe la posizione dei due ad e Kering risparmierebbe circa 500 milioni di sanzioni e di interessi di mora, che sarebbero dovuti in caso di mancata adesione all' accertamento. Va ricordato infine che il gruppo francese del lusso fattura 13,6 miliardi di euro, con un utile netto di 2,8 miliardi, e il marchio Gucci al suo interno pesa per il 63 per cento dei ricavi. Secondo i documenti dell' ultima assemblea, il guadagno di Pinault da Kering per il 2018 è di 21,8 milioni di euro, di cui metà vengono reinvestiti nel gruppo come segnale di fiducia attraverso la sua holding Artemis, che detiene il 40,9 per cento del capitale sociale.

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