mustier collezione unicredit

UNICREDIT MEDIO-SBANCA! - MUSTIER METTE IN VENDITA TUTTA LA QUOTA DELL’8,4% DI MEDIOBANCA (A DEL VECCHIO?) – IL FRANCESE ERA ARRIVATO SOGNANDO LA GRANDE OPERAZIONE INTERNAZIONALE (PRIMA SOCIÉTÉ GÉNÉRALE, POI COMMERZBANK) E SI È RIDOTTO A CEDERE, DOPO LA SVENDITA DELLA COLLEZIONE D’ARTE, ANCHE PIAZZETTA CUCCIA PERCHÉ UNICREDIT SEMBRA AVERE UN FAMELICO BISOGNO DI SOLDI

https://www.ilsole24ore.com/art/unicredit-esce-mediobanca-vendita-tutta-quota-dell-84percento-ACdoICx

unicredit

 

Unicredit ha avviato avvia l'uscita dal capitale di Mediobanca lanciando un accelerated bookbuilding sull’intera quota posseduta dell’8,4%. La decisione dell’istituto guidato dal ceo Jean Pierre Mustier , spiega una nota, è «in linea con la strategia di cessione degli asset non strategici». Il momento è propizio: il titolo Mediobanca quota a 10,78 euro mentre UniCredit ha in carico in bilancio la sua quota a 9,89 euro. Per lungo tempo c’è stata una potenziale minusvalenza che ora non c’è più.

jean pierre mustier

 

Il collocamento starebbe avvenendo, scrive Radiocor, in un range di prezzo compreso tra i 10,53 euro per azione e i 10,78 del prezzo di chiusura di Borsa odierno. Al prezzo minimo della forchetta il collocamento avverrebbe con uno sconto del 2,3%.

 

Il collocamento sarà effettuato «nei confronti di alcuni investitori istituzionali». L'operazione è curata da BofA Securities, Morgan Stanley e UniCredit Cib come joint bookrunner. UniCredit «ha richiesto il collocamento» della quota «presso un book diversificato di investitori» e si è impegnata a «non interferire nel collocamento delle azioni». L'istituto sottolinea di «essere impegnato nel sostegno dell'economia reale dei suoi diversi mercati» e che i ricavati della vendita «saranno reinvestiti nello sviluppo delle attività dei propri clienti».

 

nagel e moglie

LA RASSEGNAZIONE DI MUSTIER, DALLA GRANDE IMPRESA ALLA SVENDITA DEI QUADRI

Lettera43 - 11 Ottobre 2019

 

collezione unicredit 7

Jean Pierre Mustier è malinconico. A chi lo va a trovare l’ad di Unicredit non risparmia tutta la sua delusione. Era arrivato in Unicredit per fare grandi cose, si è ridotto a vendere la collezione di quadri perché la banca sembra avere un famelico bisogno di soldi. Sognava la grande operazione internazionale: prima Société générale, poi Commerzbank (ipotesi quest’ultima gonfiata come un canotto dai suoi della comunicazione), si ritrova con un titolo in Borsa talmente deprezzato che non può fare nulla.

mediobanca nagel

 

Insomma, un mezzo disastro con l’incubo che la data della presentazione del più annunciato piano industriale della storia – se ne parla da un anno – si avvicina e l’ex legionario francese rischia di avere poco nulla da dire al mercato, al di là forse dell’ennesima riorganizzazione interna con l’incubo dei 10 mila esuberi svelati a luglio da Bloomberg con il sindacato dei bancari che minaccia, si spera metaforicamente, di prenderlo a cazzotti.

 

AZIONISTI DILUITI E QUASI AZZERATI

collezione unicredit 1

Eppure, in mezzo a tale desolazione, in Unicredit lui continua a fare il bello e cattivo tempo, come se le cose andassero a gonfie vele e la banca non avesse azionisti. E in realtà non li ha o, meglio, li ha talmente diluiti da fare dell’istituto di piazza Gae Aulenti forse l’unica vera public company italiana. Con un aumento di capitale monstre da 13 miliardi varato al suo arrivo, li ha quasi azzerati tutti, Fondazioni comprese, che adesso hanno solo la forza di emettere qualche mugugno.

JEAN PIERRE MUSTIER

 

LA SCELTA DEL SUCCESSORE DI SACCOMANNI

Che Mustier comandi a piacimento lo si è visto anche in occasione della nomina del presidente dopo l’improvvisa scomparsa questa estate di Fabrizio Saccomanni. Ebbene, poteva essere l’occasione per mettere lì una figura che gli facesse da contrappeso, invece il consiglio ha nominato colui che faceva da reggente, Cesare Bisoni che di Saccomanni era il vice. Eppure nella partita si erano evocati nomi di peso, come quelli di Claudio Costamagna e Massimo Tononi, rispettivamente ex ed attuale presidente di Cdp.

JEAN PIERRE MUSTIER

 

Niente da fare, Mustier ha preteso (e il cda lo ha accontentato all’unanimità) che il successore di Saccomanni fosse il frutto di una scelta interna, in modo da non avere sorprese. E così è stato, la continuità con una gestione che l’unica cosa che ha saputo fare è vendere a uno a uno pezzi pregiati della banca è assicurata. Col titolo a 10 euro, i sogni di gloria se ne stanno ben chiusi in un cassetto. E nemmeno la bellicosa partita che Leonardo del Vecchio sta conducendo su Mediobanca, di cui Unicredit è il principale azionista, sembra svegliarlo più di tanto dall’intorpidita rassegnazione che lo avvolge.

 

 

Ultimi Dagoreport

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!