padoan del vecchio orcel zinga gualtieri

UNICREDIT, UNICAOS - TOH, VUOI VEDERE CHE PIERCARLETTO PADOAN, NON ANCORA PRESIDENTE IN CARICA DI UNICREDIT, RISCHIA UNA BRUTTA SCONFITTA? LA CANDIDATURA CHE STA PRENDENDO VELOCITÀ IN QUESTE ORE, PER OCCUPARE IL POSTO DEL DIMISSIONARIO MUSTIER, È QUELLA DI ANDREA ORCEL CHE È SUPPORTATA PRINCIPALMENTE DA DEL VECCHIO, CARIVERONA E CASSA RISPARMIO TORINO. SÌ, PROPRIO I TRE AZIONISTI DI UNICREDIT CHE SI SONO MESSI DI TRAVERSO ALLA FUSIONE CON MONTE DEI PASCHI DI SIENA, CHE E' IL MOTIVO PER CUI IL PD AVEVA SPEDITO A PIAZZA GAE AULENTI PADOAN…

Andrea Orcel

DAGONOTA

Toh, vuoi vedere che Piercarletto Padoan, non ancora presidente in carica di Unicredit, rischia una brutta sconfitta? La candidatura che sta prendendo velocità in queste ore, per occupare il posto del dimissionario Mustier, è quella di Andrea Orcel che è supportata principalmente da Del Vecchio, Cariverona e Cassa Risparmio Torino. Sì, proprio i tre azionisti di Unicredit che si sono messi di traverso alla fusione con Monte dei Paschi di Siena. Aggiungere alla lista anti-Mps diversi fondi esteri, capitanati dall'anglosassone Capital Research (5%).

 

ROBERTO GUALTIERI PIER CARLO PADOAN

Un’operazione invisa ai 5Stelle ma tanto cara al Pd al punto che i dem hanno spinto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, in barba ai cacciatori di teste Spencer Stuart, a far traslocare il deputato Padoan dal Parlamento a piazza Gae Aulenti. Infatti, il candidato di Padoan è Flavio Valeri, già pronto alla fusione di Unicredit e Mps. Chi la vincerà?

 

Avviso ai navigati: qualcuno dica al direttore generale di Cariverona, Giacomo Marino, ex dipendente di Andrea Orcel, che tutta la panna che sta montando a favore del suo candidato per fare il CEO di Unicredit sta innervosendo molti. Se continua così, Orcel farà la fine che ha fatto al Santander, e il sogno di Marino di lasciare Verona per tornare a lavorare con lui, anche.

FLAVIO VALERI

 

2 - ORCEL IN TESTA NELLA GARA PER UNICREDIT

Andrea Greco e Sara Bennewitz per "la Repubblica"

 

Entra nel vivo la contesa per il successore di Jean Pierre Mustier, costretto dal cda a lasciare Unicredit entro aprile, ma che secondo le ultime indicazioni potrebbe uscire - firmando il bilancio 2020 - il 10 febbraio, nella riunione in agenda per approvare i conti.

giovanna galli

 

Indiscrezioni convergenti degli ultimi giorni vedono importanti azionisti allinearsi sulla candidatura di Andrea Orcel, l' ex banchiere d' affari di Bank of America (Bofa) e poi di Ubs, che dunque partirebbe favorito mentre la procedura entra nella fase finale, che prevede la presentazione di una lista ristretta di nomi condivisi tra il comitato nomine interno al consiglio e i selezionatori esterni di Spencer Stuart.

 

PIER CARLO PADOAN

Gli inseguitori di Orcel nella gara per chi sarà il prossimo capo di Unicredit sarebbero l' ed capo in Italia di Deutsche Bank, Flavio Valeri, e l' ex ad della Cdp e oggi dg di Fincantieri, Fabio Gallia.

 

Orcel, sarebbe il preferito di un plotone di azionisti: diversi fondi esteri, capitanati dall' anglosassone Capital Research (5%), oltre che il "nucleo italiano", che ruota attorno a Delfin e alle due Fondazioni Caritorino e Cariverona, titolari di un complessivo quasi 6%. Ma anche il fondo Algebris, che ha investito circa un miliardo di euro in bond ad alto rischio di conversione in capitale Unicredit, ritiene che il banchiere romano di formazione sia l' uomo giusto per il rilancio.

 

SPENCER STUART

Ha dalla sua un quarto di secolo trascorso nella City di Londra, che lo ha reso famoso e ricco (i parlamentari britanici lo hanno ribattezzato «il Ronaldo dei banchieri ») e dove ha preso parte attiva alle principali aggregazioni tra banche in Europa, prima con Merrill Lynch- Bofa, poi con Ubs.

 

fabio gallia con la moglie

Tra i suoi mandati, anche quelli nella battaglia di Santander-Fortis-Rbs per aggiudicarsi Abn Amro a 71 miliardi (2007), che generò la vendita di Antonveneta al Montepaschi; o numerose acquisizioni dell' Unicredit di Alessandro Profumo, o altre operazioni al fianco delle Fondazioni azioniste di Unicredit, tanto che già in passato fu sul punto di succedere a Profumo, o al predecessore di Mustier, Federico Ghizzoni.

 

ANA PATRICIA BOTIN

Un indizio che porta verso Orcel sarebbe anche la negoziazione avanzata in corso con il Santander, per chiudere un contenzioso che dura da due anni, quando dapprima la presidenta Ana Patricia Botin spinse il banchiere con cui aveva ottimi rapporti verso il soglio di ad del gruppo spagnolo, poi il cda Santander ritirò l' offerta ritenendo «inaccettabili» le condizioni del trasferimento. Una cinquantina di milioni, si scrisse: ma sempre meno dei 112 milioni di danni chiesti da Orcel al Santander, certo non un buon viatico verso la guida di una banca concorrente.

Del Vecchio

 

A quanto si apprende, i fautori di Orcel sarebbero anche seri detrattori delle nozze Mps, banca che considerano poco attrattiva nonostante la dote pubblica da 5 miliardi. Chiederebbero invece, al nuovo capo, un rilancio della banca commerciale e del posizionamento strategico paneuropeo di Unicredit, anche con acquisizioni ma meglio se con multipli rafforzati: oggi Unicredit quota a un terzo del patrimonio netto.

 

Nei prossimi giorni potrebbe riunirsi il comitato nomine Unicredit, per approvare la lista dei nomi ristretta da portare al vaglio del cda, cui spetta la decisione. Il 10 febbraio o anche prima, in casi di grande concordia.

Ultimi Dagoreport

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...