andrea orcel leonardo del vecchio unicredit

DEL VECCHIO NON SI FERMA PIÙ: UOMO SOLO AL COMANDO IN ESSILORLUXOTTICA E PUNTA UNICREDIT – IL “CAVALIERE DI AGORDO” FA L’INGORDO: DOPO AVER APPOGGIATO LA NOMINA DI ORCEL, VORREBBE AVERE UNA SUA VOCE NEL CDA CHE SARÀ RINNOVATO AD APRILE - NEL FRATTEMPO È SALITO AL 13,2% DEL CAPITALE DI MEDIOBANCA, E ASPETTA LA PRIMAVERA DEL 2022, QUANDO L’ASSEMBLEA DI GENERALI VOTERA' IL NUOVO CDA…

Cinzia Meoni per “il Giornale”

 

Leonardo Del Vecchio

Leonardo Del Vecchio, classe 1935, si prepara a chiudere il cerchio in EssilorLuxotica, tornando a essere un uomo solo al comando e, al contempo, diventa sempre più l' asse centrale della finanza italiana, senza contrappesi, antagonisti o supposti eredi.

 

Mercoledì notte il gruppo italo francese ha annunciato l' acquisizione, in partnership con CooperCompanies, di SightGlass Vision, società attiva in lenti da vista innovative che contrastano la miopia infantile. Ma più che agli accordi strategici che dovrebbero passare anche dalla soluzione del nodo di GrandVision (l' acquisizione nel mirino della Commissione Ue) e dallo sviluppo dei Facebook Glass, la piazza guarda alla prossima conclusione della sofferta governance paritetica tra soci italiani e francesi.

HUBERT SAGNIERES E LEONARDO DEL VECCHIO

 

Con il rinnovo del cda, in agenda in primavera, torneranno a contare le azioni (Del Vecchio ha il 32,2% del capitale a fronte del 4,3% in mano ai dipendenti di Essilor). La lista per il rinnovo del board sarà probabilmente condivisa con i francesi, ma l' impronta la darà Delfin con la probabile conferma alla guida di EssiLux di Francesco Milleri, D' altro canto, l' imprenditore è uno dei pochi ad essere riuscito a comandare Oltralpe come dimostra anche l' altro business, l' immobiliare di Covivio (Del Vecchio ha il 26%), nato dalle nozze tra Beni Stabili e Foncière des Régions.

 

andrea orcel di unicredit

Ma se il business è internazionale, il cuore di Del Vecchio continua a battere a Piazza Affari dove l' ex Martinitt è una presenza ormai fissa a tutti i tavoli principali della finanza tricolore. Il suo ingresso nei cosiddetti salotti buoni risale all' inizio degli anni '90 con l' acquisizione di Gs e Autogrill insieme ai Benetton e il suo coinvolgimento in Credito Italiano (oggi Unicredit).

 

leonardo del vecchio

Dopo essere rimasto quasi silente per anni, con la recente caccia al successore di Jean-Pierre Mustier alla guida di Piazza Gae Aulenti, l' imprenditore ha però deciso di far pesare anche l' 1,9% detenuto nella banca. Insieme alle Fondazioni di Cariverona e Crt, la richiesta era chiara: chiunque avesse preso il posto di comando in Unicredit non avrebbe dovuto essere asservito a Roma.

 

La designazione al timone di Unicredit di Andrea Orcel, il deal maker apprezzato a quanto pare da Del Vecchio sin dai tempi di Credito Italiano, potrebbe però non bastare. Secondo indiscrezioni, il patron di Luxottica punterebbe ad avere una sua voce nel cda della banca che sarà rinnovato ad aprile, pur tenendo conto delle limitazioni previste dalla normativa sulle parti correlate (Unicredit è tra le sue banche di riferimento)

 

LEONARDO DEL VECCHIO NAGEL

Nel 2007 Del Vecchio ha fatto poi capolino nell' assemblea del salotto per eccellenza, Generali, con lo 0,4% del capitale (oggi è al 4,89%), ottenendo un posto in cda mantenuto fino al 2011 (poi lasciato al suo rappresentante Romolo Bardin). E sarebbe proprio l' influenza sul Leone di Trieste (con i suoi 630 miliardi di attivi gestiti) alla base della più recente scalata di Mediobanca (a cui fa capo il 13% della compagnia assicurativa).

 

A un anno e mezzo dall' avvio del blitz su Piazzetta Cuccia, il fondatore di Luxottica è appena salito al 13,2% del capitale, dopo essersi assicurato il via libera della Bce ad arrivare fino al 20. L' appuntamento è per la primavera 2022, quando l' assemblea di Generali voterà il rinnovo del cda e i nuovi equilibri potrebbero tradursi in una diversa composizione del board. E forse non è un caso che Francesco Gaetano Caltagirone, a sua volta, stia consolidando la presa su Trieste dove ieri è salito al 5,55%.

francesco gaetano caltagirone philippe donnet

In questo scenario rimane aperto il nodo di Delfin, la holding lussemburghese che custodisce le partecipazioni. Le quote sono suddivise, in nuda proprietà, tra i sei figli (al 12,5% ciascuno) e la signora Nicoletta Zampillo (al 25%).

 

La governance futura della finanziaria potrebbe però non essere delle più semplici tanto più che per ogni decisione è richiesta l' unanimità o quasi (88,5% del capitale).

Leonardo Del Vecchioleonardo del vecchio con il figlio leonardo mariaLEONARDO DEL VECCHIO NAGEL

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...