VIVENDI E LASCIA VIVERE – PUR DI CONQUISTARE TIMVISION, VIVENDI CORRE IN SOCCORSO DI DAZN: BOLLORÈ FA DA PACIERE FRA TIM E LA SOCIETÀ DI STREAMING, IN LOTTA PER I DIRITTI DEL CAMPIONATO DI SERIE A, E OFFRE A DAZN I 100 MILIONI CHE TELECOM NON VUOLE SGANCIARE IN CAMBIO DI ACQUISIRE LA PIATTAFORMA TIMVISION CHE VERREBBE SCORPORATA DALLA CASA MADRE - LA MOSSA PERMETTEREBBE A BOLLORÉ DI METTERE UN PIEDE NEL MERCATO ITALIANO E…

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Da "Libero Quotidiano"

 

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In questo caso vale proprio il famoso detto "tra i due litiganti, il terzo gode". Qui i due rivali sono da un lato Tim e dall'altro Dazn che ora stanno litigando sulla partnership dei diritti tv del Campionato di Serie A che la società di streaming ha ottenuto l'anno passato e per il prossimo biennio sborsando ben 840 milioni di euro, di cui 340 milioni garantiti da Telecom (con il placet dell'allora ad Luigi Gubitosi) in base a un accordo di cessione. in esclusiva, sulla piattaforma TimVision. Di mezzo, però, ci si sono poi messi problemi tecnici di distribuzione di Dazn, molti meno abbonati rispetto alle previsioni iniziali, dati d'ascolto non certificati e il conseguente intervento dell'Agcom.

 

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Tutta questa serie di problemi hanno portato l'azionista di maggioranza di Telecom, Vivendi (che possiede il 23,74% del capitale) a togliere la fiducia al numero della telco aprendo la strada al nuovo ceo, Pietro Labriola. Che ora chiede uno sconto a Dazn di 100 milioni rispetto ai 340 pattuiti ma ancora senza ottenere nulla di concreto. Secondo quanto risulta al sito Tvzoom, ora i francesi di Vivendi potrebbe andare in soccorso di Dazn offrendogli proprio quei 100 milioni che Telecom non vuole più pagare. In cambio, però, vorrebbero acquisire la piattaforma TimVision, che verrebbe così scorporata dalla casa madre.

 

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La mossa permetterebbe ai Bolloré di mettere un piede nel mercato italiano, dopo il fallimento dell'accordo con Mediaset per Premium, finito in tribunale per anni, e di intraprendere così quel progetto paneuropeo, fondamentale secondo Vivendi per difendersi dai colossi over the top americani. Ad oggi non ci sarebbe nulla di concreto ma, in ambienti finanziari commentano che questa ipotesi avrebbe un senso e, d'altronde, si inquadra bene nel riassetto che Labriola sta progettando con la separazione in diverse società dell'infrastruttura e dei servizi.

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