pokemon scarlatto e violetto

DAGOGAMES BY FEDERICO ERCOLE - IL NUOVO "POKÉMON SCARLATTO E VIOLETTO" PER SWITCH APPARE SCIATTO, PROGRAMMATO CON PIGRIZIA AD OCCHI ADULTI, MA DIVERTE PER DECINE DI ORE BAMBINI E RAGAZZINI , AI QUALI NON IMPORTA NULLA DEI SUDDETTI PROBLEMI GRAFICI E TECNICI; PERCHÉ OLTRE LA SUPERFICIE C’È LA BELLEZZA INDISCUTIBILE DEL FAVOLOSO BESTIARIO DI CREATURE E DI UNA STORIA QUESTA VOLTA PERSINO TOCCANTE - VIDEO

pokemon scarlatto e violetto 9

 

Federico Ercole per Dagospia

Inevitabili milioni di copie vendute e record, l’esordio sul mercato di Pokémon Scarlatto e Violetto su Nintendo Switch è stato clamoroso malgrado accompagnato dalle nubi funeste della critica che non l’ha amato per il suo comparto grafico assai datato, per i problemi tecnici dal bizzarro al fastidioso, per avere dimenticato alcune delle più interessanti innovazioni di Leggende Arceus. 

pokemon scarlatto e violetto 8

 

Con occhi critici e adulti pare impossibile che una serie miliardaria come questa appaia così sciatta su una console dove hanno appena palpitato i mondi immensi di Xenoblade 3, tuttavia il nuovo Pokémon è un gioco “brutto” fuori ma, considerando che ha comunque dilettato per decine di ore legioni di bambini (ai quali della superficie poco importa) e persino “qualche” adulto,  forse dentro qualcosa di bello ce l’ha; insomma il contrario del vendutissimo nuovo Call of Duty che è “bello” fuori ma brutto dentro.

 

pokemon scarlatto e violetto 7

Non ho giocato di persona Pokémon Scarlatto e Violetto, ma ho osservato un cinquantina di ore delle circa cento vissute dall’esperto di famiglia, mio figlio dodicenne che spesso mi allontanava dallo schermo per via delle mie critiche da vecchio e persino superficiale, perché “non in grado di cogliere la magia e l’avventura, di goderti finalmente una bella storia”, incurante di quei per me fastidiosi cali di frame rate, glitch, qualche bug non grave ma straniante, città inerti e vuote, pokémon che si materializzano quando sei a pochi passi da loro, panorami troppo ripetitivi.

pokemon scarlatto e violetto 6

 

Anche mio figlio ha avanzato qualche critica, cose che io non avrei mai pensato come il dispetto per l’attesa evoluzione di Dunsparce, una creatura larviforme con “un trapano al posto della coda che usa per scavare a ritroso nel terreno”; dopo quasi due decenni di attesa non hanno fatto altro che aggiungere qualche segmento in più a questa nuova forma, che permane quasi identica alla base. Poi ci sono le code e i pasticci per l’organizzazione dei raid online, il fatto che alcune versioni “shiny” (rari esemplari dal colore diverso dagli originali) siano poco spettacolari e appaganti nella loro unicità, come Ceruledge e Armarouge dei quali cambia solo la tinta degli occhi.

pokemon scarlatto e violetto 5

 

Insomma io dicevo “guarda che bruttino il mare” e lui mi apostrofava rimpondendomi “vai a giocare con la Playstation 5, che pensi solo alla grafica”...

 

CRISTALLI, PASSATO E FUTURO

La trama appare più sofisticata del solito e in effetti, soprattutto verso la seconda metà del gioco, lo diventa davvero con alcuni segmenti quasi commoventi. Pokémon Scarlatto e Violetto è strutturato secondo le regole di un “open world”, garantendo quindi una libertà di esplorazione per i vasti ambienti del mondo spagnoleggiante di Paldea. Muoversi secondo la propria volontà, assecondando la ritmica di tre narrazioni principali, garantisce un’esperienza personale e può trasformare il gioco da facile a difficile a seconda di dove si decida di esplorare e quali allenatori avversari affrontare.

 

pokemon scarlatto e violetto 4

C’è questa cosa della “teracristallizzazione”, una nuova meccanica che induce i pokémon a rivestirsi di minerali scintillanti e cambiare il tipo elementale di appartenenza che io, esteticamente, ho trovato discutibile perché avvilisce la forma di creature meravigliose come il fiammante e draghesco Charizard, ma che tuttavia garantisce una nuova profondità tattica agli scontri. Si perde un mucchio di tempo a fare spettacolari panini, attività divertente e gratificante, ma è un peccato che non ci sia più la possibilità di raccogliere risorse per assemblare le proprie pokéball, come in Leggende Arceus.

pokemon scarlatto e violetto 3

 

Stimolato da Emil Petrov, amico, bravo critico ed esegeta dei pokémon, ho chiesto a mio figlio che comunque ha giocato anche innumerevoli e straordinari classici dei giochi di ruolo giapponesi come Ni No Kuni, Dragon Quest VIII e Final Fantasy IX (e i notevoli pseudo-pokémoniani Monster Hunter Stories) , se “Pokémon Scarlatto e Violetto fosse stato un altro gioco, senza pokémon ma con altre bestie immaginarie, ti sarebbe piaciuto lo stesso?”. Non ha saputo rispondermi. Posso capirlo, perché è proprio questo immenso, favoloso, carismatico bestiario a cambiare tutto.

pokemon scarlatto e violetto 2

 

LA DIFFERENZA POKEMON

Anche in questa generazione ci sono pokémon meravigliosi, ai quali si aggiungono altre decine di quelli del passato, alcuni mutati dalle condizioni ambientali di Paldea e altri in strepitose versioni “paradossali”. Tra le creature nuove più interessanti c’è Scovillain, “habanero” dalle due teste, dell’ossimorico tipo erba e fuoco “le sue sostanze piccanti influiscono sul cervello della testa verde, rendendola feroce e quando va fuori di senno non c’è modo di fermarla”.

 

pokemon scarlatto e violetto 13

L’esile Tinkaton con l’enorme martello del tipo folletto e acciaio che lo rende forte contro il veleno, rimediando così al malus della prima tipologia. Il drago e ghiaccio (perché non acciaio?) Baxcalibur che sembra un incrocio impossibile tra Godzilla e la lama leggendaria Excalibur. Il delfino cangiante Palafin, il cavalleresco Celuredge con “l’armatura intrisa di rimorso”, l’infuocato cantante Skeleridge...

 

pokemon scarlatto e violetto 11

Malgrado la sua evidente trasandatezza estetica e tecnica, Pokémon Scarlatto e Violetto si è rivelato infine una  grande ed entusiasmante avventura per bambini e ragazzini che da adulti non giocheranno a sparatutto militaristici e propagandistici ma a storie favolose e giochi di ruolo, e che intravedono la magia dietro la sciatteria di una messa in scena della quale non gliene importa nulla.

pokemon scarlatto e violetto 12

 

E’ tuttavia innegabile desiderare un gioco Pokémon che non sia, almeno per uno sguardo adulto, così dozzinale nella sua rappresentazione delle ambientazioni e compromesso da errori di programmazione. Forse è solo un sogno, d’altronde questa serie continua a vendere milioni e a divertire milioni. Ma sognare è più che lecito, addirittura, a questo punto, volere. 

pokemon scarlatto e violetto 10

 

pokemon scarlatto e violetto 1

 

 

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…