CAFONALINO BAGAGLINO FOREVER – LEO GULLOTTA, ALLA PRESENTAZIONE ROMANA DELLA SUA AUTOBIOGRAFIA, RICORDA I TEMPI EROICI E FARSESCHI DEL “BAGAGLINO”. E LO FA INSIEME AL REGISTA PIER FRANCESCO PINGITORE – “QUEL PROGRAMMA ERA UN FUMETTO TELEVISIVO SUL MONDO DELLA POLITICA E DELLO SPETTACOLO. SIAMO ENTRATI NELLA CASE DEGLI ITALIANI A FORZA. ANCORA OGGI MI FERMANO PER CHIEDERMI PERCHÉ ABBIAMO SMESSO…” – VIDEO + FOTO BY DI BACCO

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Foto di Luciano Di Bacco per Dagospia

Estratto dell'articolo di Valeria Arnaldi per “Il Messaggero - edizione Roma”

 

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La carriera, i molti successi, il “dietro le quinte”, ma anche la vita quotidiana, le emozioni, i ricordi. È un racconto sfaccettato quello che Leo Gullotta fa di sé nel libro La serietà del comico, scritto con Andrea Ciaffaroni e pubblicato da Sagoma, che oggi, alle 18.30, sarà presentato presso Scena, in un interessante dialogo tra gli autori.

 

«Quando si lavora a un'autobiografia, di solito si finisce per parlarsi addosso dice Leo Gullotta così, quando mi è stato offerto di scriverne una per i miei sessant'anni di lavoro, ho accettato a condizione che ci fosse uno scrittore disposto ad ascoltarmi. Parlando con lui, ho ritrovato tante cose che neppure io ricordavo. Una biografia deve consentirti di conoscere una persona, anche umanamente».

 

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Attraverso le pagine, a volte, ci si “rilegge”. «Ho 77 anni, sono una persona che sta con i piedi per terra. So che i premi sono importanti, ma anche che dal giorno dopo la consegna, bisogna impegnarsi ancora di più. La bellezza del mio mestiere è che si impara sempre qualcosa di nuovo».

 

pier francesco pingitore graziella pera foto di bacco pier francesco pingitore graziella pera foto di bacco

Alla serata, introdotta da Giulia Silvia Ghia e condotta da Paola Severini Melograni, interverranno, inoltre, Stefano Disegni e Pier Francesco Pingitore. «Per vent'anni, grazie al varietà televisivo, sono entrato nelle case degli italiani, poi è arrivato il cinema d'autore e molto altro. Chi fa questo lavoro deve conoscerne tutti i linguaggi, dal palco alla macchina da presa e così via». E ora, Leo Gullotta, cosa vorrebbe fare? «Stiamo vivendo un momento pesante. Dobbiamo creare storie che, anche con ironia, facciano pensare».

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