2019rutelli

CAFONALINO MONUMENTALE - RUTELLI A VILLA MEDICI RACCONTA LA FOLLIA DI DISTRUGGERE I MONUMENTI, PROPRIO MENTRE A MILANO DETURPANO MONTANELLI: ''CRITICARE SI PUÒ E SI DEVE, MA NON POSSIAMO DIVENTARE COME L'ISIS E I TALEBANI. IN AMERICA CANCELLANO CRISTOFORO COLOMBO PERCHÉ 'PROMOTORE DEL GENOCIDIO' DEGLI INDIANI, UN FALSO STORICO'' - DA GANDHI ALLE OPERE DEL FASCISMO, HANNO RIMOSSO PURE SAN FRANCESCO… DA SAN FRANCISCO!

 

 

Foto di Luciano Di Bacco per Dagospia

 

1. NON DETURPATE MONTANELLI

Francesco Rutelli per “la Repubblica

villa medici

 

Criticare Indro Montanelli? Si può, eccome. Anche dopo morto. E per primo Montanelli avrebbe accettato, e ribattuto con la sua scrittura fulminante. Ma deturpare il suo monumento (pur contando sull' efficienza della civica amministrazione di Milano, che lo ha velocemente ripulito) non si può, e non si deve.

 

Proprio due giorni fa, all' Accademia di Francia, ho sollevato un tema che non stiamo considerando abbastanza: nelle nostre città, ci piace colpire - o demolire - monumenti che non sembrano corrispondere ai nostri convincimenti contemporanei. Capita, nella Budapest di Orbán, al martire della libertà Imre Nagy, impiccato per volontà di Stalin. In diverse città americane, a Cristoforo Colombo, non abbastanza consapevole (nel millecinquecento) dei diritti dei nativi e, persino, "promotore del loro genocidio".

conferenza di francesco rutelli (6)

 

O a Gandhi, che per quanto sia un gigante della libertà, del rispetto tra diversi e della nonviolenza, non si espresse in modo adeguato, cent' anni fa, a proposito dei neri nel Sudafrica. Perché vogliamo che la Storia non abbia chiaroscuri, e i monumenti che la raccontano - per memoria, o per propaganda - non portino contraddizioni?

 

Abbiamo, piuttosto, un grande bisogno di spirito critico. Non di contrapporci, sempre, per veder convalidate le nostre opinioni e schiacciate quelle altrui. Vogliamo provare a riconoscere che un monumento nello spazio pubblico può raccontarci qualcosa di interessante, e che non deve essere assoggettato al destino di un post, scritto d' impulso, e magari cancellato, nella piazza digitale?

conferenza di francesco rutelli (3)

 

Montanelli fu gambizzato dalle Brigate Rosse. Il suo monumento milanese, tuttavia, non descrive la vittima, ma l' irrequieto giornalista con la macchina da scrivere sulle ginocchia; è anche un risarcimento per le troppe solidarietà mancate dell' epoca. Ha raccontato lui stesso una storia drammatica, degli anni '30, che fa parte della sua biografia della guerra coloniale. Una contestazione di quella vicenda, in occasione dell' 8 marzo, ci può stare. Ma non il deturpamento della sua facies.

christiane masset ambasciatore di francia in italia (5)

 

Altrimenti, facciamo una cosa. In occasione del prossimo anniversario di Garibaldi, diamoci appuntamento sotto i suoi monumenti ( ce ne sono circa 400, in Italia) per contestare il suo approccio verso le donne. L' Eroe ebbe comportamenti che oggi definiremmo inaccettabili ( talvolta dagli esiti molto dolorosi). Avrei anche qualche credito familiare per farlo: mio bisnonno Mario Rutelli ha realizzato in diverse città opere dedicate a Garibaldi (la statua equestre di sua moglie Anita sul Gianicolo ha il volto di mia nonna Graziella, presa come modella). Prometto, però: nessuna pur demenziale condanna della memoria garibaldina - a causa dei suoi comportamenti molto distanti dalla sensibilità femminista di oggi - terminerà nel vandalismo.

christian masset ambasciatore francese e sthefane gaillard direttore accademia di francia

 

L' autore è presidente di Anica ( Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali) dal 2016 e co- presidente del Partito democratico europeo.

È stato eletto sei volte in Parlamento, è stato sindaco di Roma, ministro e vicepremier.

 

 

2. MA CHE FINE HANNO FATTO I MONUMENTI NEL XXI SECOLO?

Roberto I. Zanini per ''Avvenire''

caterina d amico

 

 

Si chiamano monumenti e da sempre sono presenze fondamentali per le nostre città. La parola viene dal latino moneo che ha il significato di ammonire. E fin dall' epoca egizia, almeno, hanno svolto la funzione di "ammonimento pedagogico" di ammaestramento del popolo per conto del potere politico e spirituale. Proprio questa funzione condiziona da sempre la loro vita pubblica e la loro permanenza nei luoghi in cui sono stati eretti. Caso simbolo di questi ultimi anni sono i Buddha di Bamiyan, in Afghanistan, distrutti dai talebani nel 2001.

bruno pisaturo saluta francesco rutelli

 

Poi ci sono state le distruzioni irachene da parte del Daesh e prima ancora gli abbattimenti delle statue dei dittatori nei Paesi dell' Est europeo alla caduta dei corrispettivi regimi. L' elenco potrebbe essere lunghissimo anche riferendosi solo agli ultimi cinquant' anni e al nostro Occidente, con avvenimenti che riletti a mente fredda hanno dell' incredibile.

 

Una lista così lunga e così storicamente curiosa da fornire ampio materiale a una conferenza che l' ex sindaco di Roma, ex ministro e attuale presidente dell' Anica Francesco Rutelli ha tenuto ieri nella sede dell' Accademia di Francia a Villa Medici sul tema "Continuiamo a demolire i monumenti. Disfare e rifare la storia: distruzioni e conflitti fra arte, politica e propaganda nello spazio urbano, dalla Roma antica a oggi". Un lavoro vastissimo e documentato con decine di immagini che abbiamo provato a circoscrivere parlandone con lo stesso Rutelli.

andrea mondello paolo cuccia brunetto tini sabrina florio

 

Per monumenti intende le strutture iconiche e simboliche che hanno attraversato la storia?

Sì, mi riferisco a quelle strutture che sono state dei simboli politici, religiosi, culturali e che proprio per questo sono state in seguito distrutte, spostate, ripensate, ma anche, in molti casi, conservate e valorizzate. In questo senso a Roma, ma non solo, hanno avuto e hanno un particolare valore gli obelischi. Erano giunti a dall' Egitto come simbolo del potere di Roma sul mondo. Nei secoli erano caduti, erano stati abbattuti. Poi Sisto V con una grande intuizione ha dato loro un valore simbolico diverso e li ha valorizzati: ne ha fatto dei riferimenti per i pellegrini ponendoli davanti alle grandi basiliche. Una sorte analoga è stata assegnata alle grandi colonne romane: in vetta alla Colonna Antonina è stato posto san Paolo; sulla cima della Traiana, invece, san Pietro.

domenico cecchini francesco rutelli walter tocci luca zevi

 

Ma gli obelischi non sono solo a Roma e non sono solo egizi.

Il più grande obelisco di sempre è quello edificato a Washington e anch' esso ha un evidente significato politico, così come il più grande arco trionfale (simbolo tipicamente romano) è stato eretto a Pyongyang nel 1982 per celebrare il dittatore Kim Il-sung. C' è poi, per esempio, l' obelisco di Istanbul voluto dall' imperatore Teodosio. E tornando a Roma c' è anche l' obelisco del Foro Italico che venne fatto costruire dal Duce per celebrare il nuovo impero.

 

domenico cecchini

Un caso di simbolo di potere conservato nel tempo.

Perché con grande lungimiranza lo abbiamo considerato parte di un importante complesso urbanistico, artistico e architettonico, non più un' apologia del fascismo.

 

In Italia ci sono altri casi analoghi?

Tanti e in alcuni casi anche curiosi. Sempre a Roma, davanti alla sede dell' ex Ente Eur, sulla piazza, c' è una scultura di Orlando Italo Griselli realizzata nel 1939.

dante ferretti francesca lo schiavo

Si intitolava Il genio del fascismo e se la vedi fa il saluto fascista. Ma nel dopoguerra intelligentemente è stata trasformata: alle mani gli sono stati messi i guantoni dell' antico pugilatore, sul capo una corona d' alloro ed è stata ribattezzata Il genio dello sport. Analogamente all' Università per stranieri a Perugia c' è una rappresentazione murale del trionfo di Roma con un Mussolini operaio. Dopo la guerra fu Aldo Capitini a farsi carico di trasformare Mussolini in un vero operaio, mantenendo la memoria, ma eliminando il carattere fascista dell' opera artistica.

 

corrado augias

Ad altri dittatori non è accaduta la medesima sorte.

Ci ricordiamo perfettamente della fine che hanno fatto le statue di Saddam Hussein o quelle di Ceausescu in Romania o, ancora, quelle dell' albanese Enver Hoxha. In Spagna le immagini di Franco e i simboli franchisti rimasti suscitano ancora polemiche. In Paraguay, ad Asunción, la statua del dittatore Alfredo Stroessner è stata simbolicamente posta fra due blocchi di cemento armato che la stritolano. Ma è successo anche di recente che in Ungheria Viktor Orbán abbia fatto rimuovere la statua di Imre Nagy, martire della lotta al comunismo.

conferenza di francesco rutelli (8)

 

È successo anche, aberrazione del politicamente corretto, che a Los Angeles sia stata tolta la statua di Cristoforo Colombo.

Una questione incredibile perché è stato fatto con la pretesa che Colombo sia il colpevole, l' iniziatore del genocidio dei nativi americani. Di fronte alle proteste dilaganti rilanciate attraverso il web, le autorità hanno pensato in questo modo di risolvere un problema reale che ha ben altre cause, evitando di farsi carico delle vere responsabilità. Allo stesso modo sembrava che dovesse essere tolta la statua di Colombo a New York in mezzo a Columbus Circus e quella a Central Park è stata imbrattata.

filippo di robilant e mauro politi

 

È incredibile che nel terzo millennio non si riesca a contestualizzare un simile personaggio nella sua epoca. Ma è capitato anche per Gandhi. Il suo monumento ad Accra, in Ghana, è stato rimosso l' anno scorso dopo una manifestazione studentensca al grido di "Gandhi deve cadere" perché gli si imputavano affermazioni politicamente scorrette nei confronti dei neri, pronunciate un secolo prima. Il problema è che oggi stiamo tornando a rifiutare la complessità della storia. E la storia giudicata con le lenti dell' oggi porta a un grave impoverimento culturale.

fabrizio saggio fabrizio parrulli francesco rutelli christiane masset

 

Come se lo spiega?

Alla fine del secolo scorso, anche grazie alle convenzioni Unesco, ci era sembrato di essere approdati a una visione condivisa sulla tutela delle icone monumentali del passato. Poi è arrivata l' iconoclastia dei fondamentalismi che ha cambiato le carte in tavola. E adesso stiamo andando verso un' epoca in cui l' immediatezza della comunicazione sui social e il parallelo desiderio di polarizzazione politica e strumentalizzazione ideologica renderà complicato se non impossibile anche il solo pensare di realizzare nuovi monumenti condivisi nello spazio pubblico. Del resto è sempre più evidente come non si riesca a condividere più uno stesso ideale o il rispetto per gli ideali altrui.

francesca lo schiavo dante ferretti

 

Al monumento si preferisce l' effimera celebrazione del web?

È evidente che ormai la nostra piazza, l' arena delle nuove celebrazioni, siano i social.

Due giorni fa, per l' 8 marzo, è stata inaugurata davanti alla Borsa di Londra una piccola statua che raffigura la Ragazza senza paura, finanziata da un' azienda di consulenze per la finanza internazionale. Il motivo è quello di farsi pubblicità con la scultura grazie ai social. La stessa azienda, infatti, l' 8 marzo del 2017, aveva inaugurato un analogo monumento davanti alla Borsa di New York, che da allora ha realizzato qualcosa come dieci miliardi di interazioni digitali. Quel che conta, insomma, non è il monumento né il suo significato.

EUGENIO LA ROCCA

giancarlo governil ambasciatore christian masset con il generale fabrizio parrulligiuliano adreani con la moglie ciccigenerale fabrizio parrullistephane gaillard direttore accademia di franciaconferenza di francesco rutelli (9)francesco rutelli ringrazia l ambasciatore francese christian massetconferenza di francesco rutelli (1)christiane masset ambasciatore di francia in italia (1)conferenza di francesco rutelli (7)christiane masset ambasciatore di francia in italia (2)christiane masset ambasciatore di francia in italia (4)christiane masset ambasciatore di francia in italia (6)christiane masset ambasciatore di francia in italia (3)conferenza di francesco rutelli (2)conferenza di francesco rutelli (4)andrea mondellobruno pisaturoconferenza di francesco rutelli (5)camilla baresani sabrina florio paolo giacciofrancesca lo schiavopaolo cucciasthefane gaillard christiane masset francesco rutelliwalter toccipubblico (1)pubblico (2)massimo caggiano francesco rutellifrancesco rutelli fabrizio saggio fabrizio parrulli

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…