1. IL SINDACO DI LONDRA BORIS JOHNSON ACCOGLIE COSÌ L’EX SINDACO DI FIRENZE, OGGI REGINETTO DI PALAZZO CHIGI: “BENVENUTO NELLA SESTA CITTÀ ITALIANA”. UNA BATTUTA, MA UNA VERITÀ, PERCHÉ GLI ITALIANI SCAPPATI A LONDRA SONO ORMAI MEZZO MILIONE 2. DOPO IL BLA-BLA POLITICO-ECONOMICO, RENZI SI E’ SCAPICOLLATO ALLA VERNICE DELLA MOSTRA “THE GLAMOUR OF ITALIAN FASHION. 1945-2014″ AL VICTORIA&ALBERT MUSEUM 3. LA SERATA AL MUSEO, APERTA DA UN SIPARIETTO CON UNA DOZZINA DI GRILLINI CHE HANNO CONTESTATO RENZI DI NON ESSERE PASSATO ATTRAVERSO LE ELEZIONI, PRONTAMENTE REDARGUITI DA UN INOSSIDABILE VALENTINO, E TENUTI A BADA DA DUE ADDETTI AL TRAFFICO, HA VISTO IL BULLO DI PONTASSIEVE SBACIUCCHIATO DA NAOMI E AFEF, FRANCA SOZZANI ED EDUARDO TEODORANI, DOLCE & GABBANA, MELANDRI E EVA HERZIGOVA, TOM FORD E I MONCADA DI PATERNÒ, RENZO ROSSO E LAUDOMIA PUCCI, E SOPRATTUTTO LEI, LA NOSTRA INARRIVABILE “REGINA” DI LONDRA: NANCY DELL’OLIO IN MINIGONNA!

1. RENZI A LONDRA INAUGURA LA MOSTRA DEDICATA ALLA MODA ITALIANA
Ilaria Maria Novella Costa Avegno per il blog http://morningcoat.org/

Ebbene sì: ci voleva il nuovo proprietario del marchio Bulgari, ovvero i francesi di LVMH, per fare una mostra come questa. Perché oltre a sborsare i denari della sponsorizzazione, e la cifra è molto "importante", mettere insieme Armani con Dolce, Miuccia Prada con Gabbana, Valentino con Salvatore Ferragamo è stata un'impresa epica.

E soltanto un francese poteva riuscire perché è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare e a Napoleone quel che è di Napoleone... Così ieri sera, primo di aprile, alle 7 di sera è andata in scena l'inaugurazione della mostra "The Glamour of Italian Fashion. 1945-2014″ al Victoria&Albert Museum di South Kensington, Londra.

E va da sé che soltanto la capitale britannica ed una istituzione come il V&A potevano ospitare un simile evento di rilevanza mondiale. Perché è inutile nasconderlo: dagli inizi del '900 fino ai giorni nostri la moda, se non l'eleganza, è sinonimo di Italia. Ma Londra è una città che ha una visibilità, oggi, che Milano, Firenze o anche Roma, purtroppo, si sognano.

La serata è stata aperta da un siparietto con alcuni "pentastellati" sostenitori locali del nostrano comico prestato alla politica Beppe Grillo, che hanno manifestato con striscioni abbastanza asettici inneggianti contro il nostro Presidente del Consiglio colpevole, secondo questi fini costituzionalisti, di non essere passato attraverso le elezioni. I dieci o dodici contestatori, prontamente redarguiti da un inossidabile Valentino Garavani, un autentico mito, sono stati tenuti a bada da due addetti al traffico.

Prima delle 8 di sera c'erano tutti, compreso Matteo Renzi arrivato nella capitale britannica per un incontro con il Premier David Cameron, per pranzare, finalmente, con Tony Blair e per essere ospite proprio di questa serata inaugurale, fortemente voluta dai "fiorentini" di Pitti Immagine, quindi da Gaetano Marzotto (che di Pitti è presidente) e dalla consorte Albertina, oltre che dal suo braccio destro, la fascinosa e aristocratica Sibilla della Gherardesca che ha messo insieme un gruppo di invitati particolarmente glam, e dai membri della Camera Nazionale della Moda di Milano.

Per cui non sono mancati Edmondo di Robilant, Eva Herzigova, Tom Ford, Eduardo Teodorani Fabbri, l'ambasciatore Terracciano, i Moncada di Paternò, i Caracciolo, Federico Galimberti di San Giorgio con l'amica Assia e Alessandro Pascale, Elisa Canossa, Naomi Campbell, Afef Tronchetti Provera, Giovanna Melandri, Franca Sozzani e ancora Valentino col compagno di una vita Giancarlo Giammetti, Stefano Gabbana, Renzo Rosso e tantissimi altri, molti gli inglesi da Lord Albemarle ai Montagu, a costituire un vero e proprio parterre de rois.

La mostra, che aprirà le porte al pubblico sabato 5 aprile, vuole raccontare la storia della moda italiana attraverso i suoi protagonisti, ovvero i grandi sarti e designer, e le loro creazioni e quindi ha una finalità ambiziosissima ovvero definire attraverso disegni, abiti, immagini di celebrità, che hanno indossato capi, accessori e gioielli, la storia della moda italiana, di quanto e come sia stata influente dal secondo dopoguerra in poi. Per arrivare quindi ai giorni nostri, alla quotidianità dove moda è sinonimo di capacità imprenditoriale e di stile in tutto il mondo.

Ecco allora i disegni delle Sorelle Fontana e di Mila Schön passando per Giovan Battista Giorgini, ideatore delle passerelle nella Sala Bianca di Palazzo Pitti. E poi Giorgio Armani, Fendi, Gianfranco Ferré, Gucci, Missoni, Prada, Pucci, Versace e Dolce & Gabbana, fino ai nuovi nomi come Giambattista Valli, Fausto Puglisi, Stella Jean e il duo creativo Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli a capo di Valentino.

La mostra è poi arricchita anche con le immagini e le testimonianze di numerose "celebrities" tra le quali Audrey Hepburn con Salvatore Ferragamo, del quale sono in mostra quattro paia di calzature, ed Elizabeth Taylor, grande amante dei gioielli Bulgari, sponsor della mostra. Insomma un'iniziativa veramente meritoria che impone un plauso enorme a LVMH che, dopo la manifestazione durata tre giorni lo scorso anno a Portofino interamente dedicata proprio al marchio Bulgari, ancora una volta rende omaggio all'Italia e ai suoi creativi.


2. TRA LAVAPIATTI E VALENTINO L'ITALIAN JOB DI MATTEO
Caterina Soffici per "il Fatto Quotidiano"

Tra gli italiani di Londra in attesa di Renzi c'erano anche il portiere dell'Arsenal Emiliano Viviano (ex della Fiorentina) e Marco Tardelli, quello dell'urlo. Quello dei cori "Rossi-Tardelli-e-Al-to-belli", e del 3 a 1 alla Germania. Erano i Mondiali del 1982 ed eravamo un popolo ancora in grado di urlare e di piegare i tedeschi. Ora siamo un paese che ha la disoccupazione più alta dal 1977 e Renzi sbarca a Londra proprio nel giorno in cui l'Istat annuncia il dato record: 13% di senza lavoro.

Dopo gli incontri istituzionali Renzi ha fatto un bagno di italianità. Prima a Lancaster House, per celebrare il 150° anniversario della visita londinese di Giuseppe Garibaldi, l'eroe dei due mondi sbarcato a Southampton l'11 aprile del 1864. E poi al Victoria & Albert Museum, il tempio del design, dove ieri sera si è inaugurata la grande mostra dedicata alla moda itlaiana: "The Glamour of Italian fashion 1945-2014".

Per il premier solo una visita veloce, un quarto d'ora. Poi se l'è svignata lasciando la cena di gala ai mammasantissima della moda italiana, una corposa lista che comprende Roberto Cavalli, Nicola Bulgari, Dolce e Gabbana, Gimmo Etro, Ferragamo, Tom Ford (che non è italiano, ma produce tutto in Italia), Valentino e Giammetti, Missoni, Beatrice Trussardi, Fendi, Zegna e la regina del fashion italico, che tutti comanda e mette in riga Franca Sozzani.

Moda, affari, investitori, la city e la politica. Renzi non si fa mancare nulla. Il sindaco di Londra Boris Johnson lo accoglie così: "Benvenuto nella sesta città italiana". Una battuta, ma una verità, perché gli italiani scappati a Londra sono ormai mezzo milione. Curiosa coincidenza, perché nelle cronache garibaldine si parla di un altro mezzo milione, quella volta inglesi, accorsi per osannare l'eroe dei due mondi con una ressa tale che si racconta di 5 ore per arrivare a Trafalgar Square e di gentildonne inglesi che pagavano cifre da capogiro per assicurarsi una ciocca dei capelli dell'eroe byroninano. Qui di capelli c'è solo un'altra battuta, tra il pubblico: "Oh, fare il sindaco porta bene. Guarda che capelli Boris e Matteo".

Quello a Lancaster House per il premier è un passaggio di rito, dove l'associazionismo italico va a fare struscio. Per la verità un'immagine imbarazzante, una passerella di carampane e signori di mezza età che scavalcano i cordoni di sicurezza e si avventano sul premier, confermando ancora una volta la fama del popolo più indisciplinato d'Europa. Ma sono solo una rappresentanza stantìa della comunità italiana di Londra. Quella vera Renzi non l'ha vista. Sono i giovani appena arrivati, quelli in fuga e in cerca di un lavoro, quale che sia. Gente che preferisce fare il cameriere a Londra piuttosto che al paesello.

O le famiglie, i professionisti , gli ingegneri e gli informatici, i falegnami e i parrucchieri, tutti a Londra per trovare un futuro. Loro sì, che sono il simbolo tangibile della crisi. Quelle centinaia di migliaia di persone, per lo più arrivate negli ultimi 2 o 3 anni A Lancaster House qualcuno di loro c'è. C'è Benedetto Antuono, uno dei partecipanti al progetto "Primo Approdo", creato dal Consolato per dare un consiglio e una mano alle migliaia di nuovi arrivati ogni mese. E poi c'è Teresa Pastena di "Cv&Coffee", un blog che aiuta i giovani a preparare il curriculum e vendersi bene con gli inglesi.

E poi c'è Ornella Tarantola, dell'Italian Bookshop, che vende libri italiani agli inglesi e ha un sogno: "Vorrei portare gli inglesi nelle Università italiane, invece che gli italiani nelle università inglesi" o Giancarlo Pelati, animatore del sito "ItaliansofLondon", il più cliccato dagli italiani di Londra ("Matteo, hai un piano per fermare questa emorragia dall'Italia? Che vuoi fare per rilanciare il turismo?").

E anche una ventina di manifestanti con cartelli: "Renzi stai sereno", "Non ha il permesso per parlare in nome del popolo italiano" e "Nessuno lo ha votato per essere dov'è". Giovani "attivisti di Sel e M5S, ma qui per conto nostro".

 

 

Marco Tronchetti Provera Afef Jnifen Matteo Renzi Naomi Campbell foto vogue Alexandra Shulman Valentino Garavani Giancarlo Giammetti e Franca Sozzani che per il Daily Mail e solo una guest foto daily mail contestatori cinque stelle a londra dal blog morning coat Nancy Dell Olio foto daily mail renzi selfie a londra con albertina marzotto rita ora eva cavalli foto marieclaire Tom Ford Rita Ora foto vogue versace valentino armani ferre Poppy Delevingne Peter Dundas foto marieclaire Pierpaolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri foto vogue naomi campbell Philip Treacy foto daily mail mostra italian fashion al victoria and albert foto vogue liz hurley foto daily mail Laudomia Pucci foto vogue eva herzigova foto daily mail mostra italian fashion al victoria and albert foto vogue Franca Sozzani Tom Ford foto vogue mostra italian fashion al victoria and albert foto vogue stefano gabbana coco brandolini e domenico dolce

Ultimi Dagoreport

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….