mark rutte donald trump

"RUTTE NON PUO' DECIDERE DA SOLO" - SULLA GROENLANDIA, I LEADER UE NON SI FIDANO NE' DI TRUMP NE' DELLA MEDIAZIONE DEL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, ORMAI SCENDILETTO DEL TYCOON - RUTTE HA DICHIARATO: “CON IL PRESIDENTE USA NON ABBIAMO DISCUSSO DI SOVRANITÀ SULLA GROENLANDIA”. MA I DUE AVREBBERO RAGGIUNTO UN’INTESA CHE, COME RIPORTA IL "NEW YORK TIMES", PREVEDE LA CESSIONE AGLI STATI UNITI DELLA SOVRANITÀ SU PICCOLE PORZIONI DI TERRITORIO GROENLANDESE. (IN BALLO ANCHE LO SFRUTTAMENTO DELLE TERRE RARE) – GLI EUROPEI CONFERMANO IL CONSIGLIO EUROPEO STRAORDINARIO...

https://www.dagospia.com/politica/l-intesa-washington-copenhagen-prevederebbe-cessione-agli-uniti-sovranita-461338

 

Claudio Tito per repubblica.it

 

DONALD TRUMP IN VERSIONE T-REX - ILLUSTRAZIONE POLITICO

«Non può decidere Rutte da solo». A Bruxelles e nelle principali capitale europee un primo piccolo sospiro di sollievo hanno iniziato a tirarlo. Il ritiro dei nuovi dazi e l’impegno di Donald Trump a non usare la forza per occupare la Groenlandia, infatti, hanno allentato la tensione.

 

Ma se il campo è stato al momento sgombrato da due macigni enormi, nessuno si fida delle parole del presidente americano.

 

E nemmeno della mediazione del segretario generale della Nato, l’olandese Mark Rutte, che tutti ormai considerano troppo schiacciato sulle posizioni del “paparino” americano. Il “caso” groenlandese, insomma, non può essere chiuso solo da loro due.

 

I contorni e la sostanza dell’accordo immaginato dal tycoon e da Rutte, infatti, non è per niente chiaro, tanto che in serata, a Fox News che gli chiedeva se il paese Artic sarebbe rimasto sotto la sovranità danese ha risposto: “Il tema non è stato discusso con il presidente Trump”. E quindi l’Ue vuole mantenere la guardia alta. Per oggi è confermato il Consiglio europeo straordinario e la scelta di disertare il forum di Davos è stata giudicata «vincente». Da Macron a von der Leyen, da Meloni a Merz nessuno si è fatto vedere nella cittadina svizzera accanto a Trump il cui isolamento è apparso plastico.

MARK RUTTE DONALD TRUMP - STUDIO OVALE

 

 

 

Ma appunto i leader del Vecchio Continente non si fidano. Per tre ordini di motivi: il primo si concentra sulla imprevedibilità delle mosse dell’inquilino della Casa Bianca che può reintrodurre le nuove tariffe con la stessa velocità con cui le ha tolte. Il secondo riguarda l’intesa prospettata all’interno della Nato.

 

Le prime indicazioni fanno infatti riferimento alla dislocazione di un numero crescenti di soldati dell’Alleanza, in particolare a carico dei cosiddetti sette “Paesi Artici” (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia, Canada e Usa), sotto un comandante degli Stati Uniti, che nell’isola artica in passato aveva stanziato circa 20 mila militari.

DONALD TRUMP E MARK RUTTE - VERTICE NATO AJA

 

Ma nel quadro dell’accordo il presidente americano vuole anche altro: lo sfruttamento del territorio groenlandese, in particolare per l’estrazione delle terre rare. Suggerendo al capo della Nato di suddividerne i proventi tra tutti i membri dell’Alleanza. Ma non in parti uguali. Seguendo lo schema applicato sulla stessa materia all’Ucraina. Ma se queste ipotesi venissero confermate, andrebbe valutato il parere della Danimarca perché l’isola è formalmente danese e degli altri partner europei perché per l’Ue si tratta di un territorio d’oltremare con cittadini comunitari. In terzo luogo, il sospetto dell’Unione è che la “pace” in Groenlandia possa essere strumentalizzata da Washington per giustificare il disimpegno nella difesa dell’Ucraina.

 

ursula von der leyen emmanuel macronDONALD TRUMP E MARK RUTTE - VERTICE NATO AJAMACRON VON DER LEYEN TUSK VOLENTEROSI

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