federica salsi 3

“FUI ESPULSA DAI CINQUE STELLE PER ESSERE ANDATA A BALLARÒ. GRILLO MI OFFESE, NON SI È MAI SCUSATO” - L’EX ESPONENTE DEL MOVIMENTO FEDERICA SALSI FU CACCIATA NEL 2012 PER AVER PARTECIPATO AD UN TALK (BEPPE MAO DISSE: “LA TV E’ IL VOSTRO PUNTO G”) - “MI URTÒ L’ESSERE ACCUSATA DI ESSERE ANDATA IN TELEVISIONE PER VANITÀ PERSONALE. A TUTTO CIÒ SI AGGIUNSE L’OFFESA SESSISTA, SINCERAMENTE IMBARAZZANTE. GRILLO USÒ IL SUO POTERE CON METODI DA BULLO PER COLPIRMI. AD UN UOMO SI SAREBBE RIVOLTO NELLO STESSO MODO? FORSE AVREBBE IRONIZZATO SULLE MISURE DEL PENE, CHISSÀ. NON PORTO RANCORE, SE VEDO GRILLO, NOTO UNA VECCHIA GLORIA CHE NON HA MAI RICONOSCIUTO IL SUO ERRORE…” – VIDEO

 

Massimo Falcioni per fanpage.it - Estratti

 

Presenti in tv ad ogni ora del giorno e della notte, con il piccolo schermo usato insistentemente e strategicamente nei mesi più bui della pandemia, quando Giuseppe Conte era inquilino di Palazzo Chigi. Ma c’è stato un periodo in cui per i Cinque Stelle la televisione era il nemico giurato, il mezzo da evitare senza condizioni, da ripudiare senza tentennamenti di sorta.

 

federica salsi 66

Un diktat infranto il 30 ottobre 2012 da Federica Salsi, che varcò gli studi di “Ballarò”, facendo letteralmente infuriare Beppe Grillo che il giorno seguente non si contenne e sparò a zero: “La tv è il vostro punto G”. Uno spartiacque che segnò il rapporto tra la consigliera comunale felsinea e il Movimento, ma anche la vita della stessa Salsi, travolta da un uragano mediatico.

 

Bolognese, classe 1972, Federica si avvicinò alla politica attiva proprio grazie al M5S: “Ero già in età adulta – racconta a Fanpage.it – fu il periodo in cui Grillo cominciò a muoversi in maniera incisiva contro la classe politica. Mossi i primi passi non da attivista, ma da semplice curiosa. I governi in carica non arrivavano mai al termine naturale della legislatura e questo mi generò insofferenza. L’instabilità politica mi colpiva e il linguaggio più incisivo in quel contesto mi sembrò quello di Grillo”.

 

(…)

 

Mi candidai alle amministrative e fui eletta sia nel consiglio di quartiere che in Comune. Accettai quest’ultimo seggio.

Per un anno e mezzo, fino a quel 30 ottobre, quella col Movimento fu una sorta di luna di miele.

 

federica salsi 3

Confermo. Non ci furono problemi fino alla famigerata partecipazione a ‘Ballarò’.

(…)

 

Arriviamo al fatidico giorno. Avvisò il Movimento che si sarebbe recata da Floris?

Non ricordo, non credo. Sicuramente non informai né Grillo, né Casaleggio. Ne parlai con i miei colleghi di Bologna, non perché volessi fare la furba, ma perché in precedenza avevo già preso parte a programmi in radio e tv, senza dover chiedere il permesso a nessuno.

 

In effetti, a maggio era apparsa ad “Agorà”.

E nessuno mi disse niente. Anzi, Grillo mi fece i complimenti per la mia bravura comunicativa. Secondo lui avevo bucato lo schermo. Insomma, non avevo fatto la figura della novellina che si incarta dopo due secondi. Ebbi tutti feedback positivi.

 

Maurizio Crozza, durante la copertina, la mise in guardia: “Ma cosa ci fa lei qui. Se la vede Casaleggio…”.

C’erano stati dei malumori in precedenza, credo per la partecipazione di qualcuno in tv che non aveva brillato. Non monitoravo quotidianamente il Blog e, solo successivamente, seppi che Grillo aveva postato qualcosa proprio sulla condotta dei militanti nelle trasmissioni. Non so dirti cosa scritte esattamente, suppongo che il senso fosse quello di rimanere a casa, piuttosto che apparire in video per fare brutte figure.

 

federica salsi 33

Quindi non c’era nessun embargo in atto.

Assolutamente no. Al contrario, Grillo nel 2011 ci incitò ad andare in televisione: ‘Fate le interviste, cercate di essere presenti, perché le persone hanno bisogno di conoscervi. Di me sanno già tutto’. Voleva che mettessimo in risalto il nostro operato.

 

La puntata di “Ballarò” filò liscia, senza scossoni.

 

Fu una puntata normalissima, pacata, senza urla. Tante volte ero stata contattata e avevo sempre declinato. Ripetevo che non ero titolata per discutere di politica nazionale, ma non avrei avuto problemi nell’affrontare questioni comunali.

 

Mi spiegarono che il tema della serata sarebbe stato quello delle tasse sulla prima casa. Diedi la disponibilità, essendomi occupata di imposte in consiglio poche settimane prima. A margine mi venne detto che avrebbero voluto discutere anche del Movimento.

(…)

 

Il giorno dopo scoppiò il finimondo.

Quella mattina non lessi il Blog. Attorno alle 13 il telefono cominciò a squillare ininterrottamente fino a mezzanotte. La prima chiamata fu di un giornalista locale che mi chiedeva un commento sul post di Grillo. Non sapevo di cosa parlasse. Riagganciai e da quell’istante non risposi più a nessuno. Cercai di fare mente locale e di comprendere la portata dell’avvenimento. Non avevo consapevolezza di cosa sarebbe accaduto, me ne accorsi poco dopo. Mi cercarono da tutta Italia.

 

Il caso diventò nazionale.

Mi ritrovai i cronisti sotto casa, davanti alla scuola dei miei tre figli piccoli, al lavoro. Persino il palazzo comunale era assediato.

 

Le parole di Grillo la ferirono?

Il riferimento al punto G fu il dettaglio che mi infastidì di meno. Mi urtò piuttosto l’essere accusata di essere andata in televisione per vanità personale. Non sono mai stata quel tipo di persona. L’esposizione ai riflettori fu un problema. Essere noti è una responsabilità, un peso.

Federica Salsi

 

Ho sempre evitato i contesti da passerella, privilegiando i contenuti. A tutto ciò si aggiunse l’offesa sessista, sinceramente imbarazzante. Fu come mettere il carico da novanta ad una roba già di per sé grave, oltretutto attaccando un soggetto che non possedeva la sua stessa capacità mediatica. Usò il suo potere con metodi da bullo per colpirmi.

 

Tentò di mettersi in contatto con lui?

Sui social scoppiò un’ondata di odio pazzesca. Grillo, rivolgendosi a me con quel tono, autorizzò la base ai peggiori commenti. Mi guardai bene dal provare a chiamarlo. Non ci pensai neanche.

 

Ad un uomo si sarebbe rivolto nello stesso modo?

Forse avrebbe ironizzato sulle misure del pene, chissà (ride, ndr). So solo che con quel post volle annientare una persona, non dal punto di vista politico, ma personale.

 

Posso immaginare la delusione.

Scoprii Grillo da bambina, grazie alla pubblicità della Yomo. Crescendo, andai a vedere alcuni suoi spettacoli dal vivo. Era una figura fuori dagli schemi, simpatica e pungente. Lo conobbi di persona nel 2009, prima delle elezioni. Capitò a Bologna diverse volte.

 

Torniamo al caos di quei giorni.

Una vicenda su tutte mi toccò emotivamente e riguarda Lilli Gruber. Tante volte mi aveva inviato a ‘Otto e mezzo’ e avevo sempre rifiutato. Un giorno la chiamai e la informai che Grillo mi stava espellendo dal Movimento: ‘Sono pronta per l’intervista’.

 

beppe grillo versione conte di montecristo

Lei stravolse la scaletta e fece una puntata tutta su di me. Avrebbe potuto mettermi a confronto con altre figure, invece no. Fu un faccia a faccia sereno e mi colpì la sua umanità. Ero esposta mediaticamente e avrebbe potuto tranquillamente buttarla sul sensazionalismo. Al contrario, fu ultra-professionale.

 

La cacciata venne ufficializzata un mese e mezzo dopo.

Mi chiamarono da tantissime trasmissioni. Selezionai e privilegiai i talk che mi consentivano di spiegare senza passare da vittima. Con l’incremento della mia popolarità aumentò pure la rabbia sui social. Fui costretta a presentare diverse denunce ai Carabinieri e la mia abitazione venne inserita fra gli obiettivi sensibili.

 

In consiglio comunale i suoi colleghi la isolarono.

Nel vero senso della parola. Mi tolsero persino le password per accedere alle aree dei documenti. Volevano anche sostituire le serrature dell’ufficio. Fino alla scena più agghiacciante.

 

Ossia?

Alla mia prima uscita pubblica dopo il casino trovai una marea di giornalisti in sala consiliare. Si misero a scattare tremila foto. Nel corso del mio intervento denunciai l’atteggiamento subito dal Movimento e i miei vicini di banco si alzarono per andare a sedersi dall’altra parte dell’emiciclo. Ero allucinata, non potevo credere che lo stessero facendo davvero, oltretutto di fronte ai giornalisti.

 

Nel suo sfogo paragonò i Cinque Stelle a Scientology.

casaleggio grillo

Confermo. Affermai che il Movimento somigliava ad una setta. Non capivo come un fiume di persone non si rendesse conto che quel post era stato una porcata. Non me ne capacitavo. E soprattutto non ho mai capito perché Grillo non contenne i suoi. Avrebbe dovuto stigmatizzare quell’ondata di offese.

 

Di lì a breve la televisione sarebbe diventata la casa dei Cinque Stelle. Una beffa per lei.

Non ho mai provato rabbia, ma solo delusione e sgomento. Cominciai a guardare il tutto con disincanto e ironia. Compresi tutte le ipocrisie e contraddizioni che, da dentro, non ero riuscita a cogliere. Approcciai alle loro vicende come se si trattasse di una sitcom.

 

“La tv è un medium morto” era il loro slogan. Prima che cambiassero opinione.

Era marketing, propaganda. Il Movimento è sempre stato molto bravo ad utilizzare gli eccessi. Il quel periodo i Cinque Stelle non erano rappresentati dai media, bisognava pertanto andare contro stampa e tv e dire che i giornalisti erano giornalai e che la televisione era morta.

 

Il suo impegno politico quando si interruppe?

Nel 2016 mi presentai alle Comunali di Bologna in una civica che poi si trasformò in una lista di estrema sinistra. Non fui eletta e mollai. In seguito, con Pizzarotti provammo a mettere in piedi ‘Italia in Comune’, ma fu una grossa fatica. Senza risorse è complesso portare avanti un partito. Servono strutture e professionalità e queste cose hanno un costo. Non puoi affidarti solamente al volontariato. Alla fine, con dispiacere, dovetti lasciare perdere.

 

A distanza di più di tredici anni ha perdonato Beppe Grillo?

federica salsi 45

Non porto rancore e non provo invidia. Solo così puoi campare bene, altrimenti ti rovini il fegato. Se vedo Grillo, noto una vecchia gloria che non ha mai riconosciuto il suo errore. Si perdona chi ammette lo sbaglio, chiedendo scusa e cercando di porre rimedio. Mancano tutti questi elementi.

 

(…)

Rinnega la sua adesione al Movimento Cinque Stelle?

Sono sincera: se ripenso a quegli anni provo nostalgia. Fu un periodo di grandissima crescita personale e mi manca. Conobbi tantissime persone ed ebbi la possibilità di osservare la macchina amministrativa da dentro. Ma lo stress fu enorme e indietro non ci tornerei.

 

 

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO