polmoni coronavirus

LA DISTRUZIONE DEI POLMONI – MELANIA RIZZOLI: “IL 23% DEI PAZIENTI DECEDUTI DOPO L’INFEZIONE DA CORONAVIRUS SONO MORTI NON TANTO PER LA GRAVE INSUFFICIENZA RESPIRATORIA PROVOCATA DALLA POLMONITE VIRALE, QUANTO PER EMBOLIE E TROMBI DEI VASI POLMONARI, DOVUTI AL DANNO SULLA RETE CAPILLARE DEGLI ALVEOLI POLMONARI. PER QUESTO MOTIVO È NECESSARIO AGGIUNGERE ALLE TERAPIE L’EPARINA, UN POTENTE ANTICOAGULANTE CHE…”

Melania Rizzoli per “Libero quotidiano”

 

coronavirus

Le autopsie eseguite su molti pazienti deceduti in seguito alla infezione da Coronavirus hanno dimostrato che il 23% di essi sono morti non tanto per la grave insufficienza respiratoria provocata dalla polmonite virale, quanto per massicci eventi tromboembolici, ovvero per embolie e trombi dei vasi polmonari, dovuti al danno da parte del virus sulla rete capillare degli alveoli polmonari.

 

ospedale wuhan

Dati preclinici hanno infatti evidenziato che il Sars-Covid2 si lega all' eparina endogena presente nel sangue, quella prodotta normalmente nell' organismo per intenderci, inattivandola e rendendola inefficace, con le gravi conseguenze che questo comporta. L' eparina infatti è un potente anticoagulante naturale che mantiene costante la fluidità del sangue, impedisce l' aggregazione delle piastrine e quindi la formazione di trombi all' interno del lume vascolare, trombosi che invece si formano facilmente quando questo importante enzima viene a mancare o reso inoffensivo.

coronavirus torino

 

POLMONI DISTRUTTI Per questo motivo da alcune settimane è stato necessario aggiungere alle varie terapie contro il Covid19 anche l' eparina, già prevista nelle linee guida dell' Oms per i pazienti infetti, come prevenzione degli eventi tromboembolici, e da ieri autorizzata anche dall' Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) non tanto come farmaco preventivo, ma curativo degli eventi trombotici in atto.

coronavirus effetto sui polmoni 2

 

Le immagini radiologiche delle Tac dei pazienti in preda alle polmoniti virali hanno spesso restituito ai radiologi delle fotografie sconvolgenti, mai viste prima in nessun altra patologia, con interi settori polmonari distrutti, addirittura scomparsi in favore di margini sottili di tessuto residuo non respirante, tenuto in vita dalla ventilazione assistita e forzata che, non essendo terapeutica, nulla ha potuto fare in presenza delle tromboembolie dominanti e devastanti che hanno portato a morte un infettato dopo l' altro. Infatti ventilare un polmone dove il sangue non arriva, perché i suoi vasi portanti sono ostruiti, non serve praticamente a niente, dato che in questi casi il problema non sono le vie respiratorie ad essere occluse, ma quelle cardiovascolari deputate allo scambio vitale di ossigeno con il sangue.

 

coronavirus medici 1

Spesso sono state registrate nelle persone ricoverate ed agonizzanti nelle Terapie Intensive anche Coagulazioni Intravascolari Disseminate (Cid) dei vasi polmonari, ovvero trombosi multiple e diffuse, cioè migliaia di microtrombi che ostruivano vene, arterie e capillari in tutto l' organismo, un evento che quando si verifica diventa inarrestabile, il cui danno endoteliale ha un effetto catastrofico, poiché impedendo i trombi il passaggio di ossigeno a livello tessutale di ogni organo, dal fegato al cervello, tale evento, da sempre riconosciuto di prognosi infausta, porta rapidamente a morte il paziente.

coronavirus spagna 4

 

Uno studio inglese pubblicato sul Journal of Thrombosis and Haemostasis condotto dall' ematologo Jecko Thachil del Manchester Royal Infirmary, ha segnalato che l' eparina, oltre ad avere sicuri effetti anticoagulanti nei pazienti Covid19, potrebbe anche aggiungere effetti antinfiammatori e persino antivirali, riducendo la mortalità di almeno il 20%.

 

effetti del coronavirus sui polmoni 4

GLI STUDI Lo stesso studio suggerisce di usare l' eparina in tutti i pazienti affetti dal Corona, perché essi ne gioverebbero non solo dal punto di vista coagulativo , ma anche per ridurre la flogosi alveolare influendo sulla disfunzione microcircolatoria, riducendo di conseguenza il danno vascolare del polmone aggredito dal Coronavirus. Per quanto riguarda l' azione antivirale dell' eparina , questo enzima si è rivelato efficace quale inibitore dell' attaccamento virale alle cellule polmonari, competendo al livello delle glicoproteine della cellula ospite, limitandone l' infezione e prevenendo in tal modo la morte cellulare.

coronavirus 3

 

L' Aifa ha autorizzato l' avvio dello studio multicentrico, chiamato «InhixaCovid19», con l' anticoagulante eparina a basso peso molecolare, eparina sodica, nome commerciale Inihixa, somministrato endovena o sottocute a diversi dosaggi nei pazienti con quadro clinico moderato o severo, per tentare di migliorare il decorso della malattia, ed il farmaco sarà fornito gratuitamente dall' azienda Techdow Pharma, filiale italiana , lo studio sarà coordinato da Pierluigi Viale (Ordinario di Malattie Infettive dell' università di Bologna) e coinvolgerà 14centri italiani.

 

effetti del coronavirus sui polmoni 5

Oggi l' eparina sodica è uno degli anticoagulanti più utilizzati per la prevenzione e la terapie delle tromboembolie venose ed arteriose dei pazienti sottoposti a qualunque intervento chirurgico, od allettati per lungo tempo da malattie invalidanti, un vecchio farmaco ormai regolarmente usato da decenni, e che ha salvato milioni di vite umane al mondo.

 

Particelle del coronavirus SarsCov2 sulla superficie di una cellula

PIÙ BENEFICI CHE RISCHI Alla luce delle evidenze scientifiche raccolte finora, e dei risultati incoraggianti che provengono dagli studi svolti in Cina, oltre alle prove precliniche ed autoptiche accertate in Italia, tentare anche questa strada terapeutica non può che essere favorevole, poiché la enoxaparina presenta un rapporto rischio/beneficio superiore agli eventuali effetti avversi quali quelli emorragici, poiché questo anticoagulante si è dimostrato in grado di ingannare il virus, che si attacca alla molecola del farmaco anziché aggredire le cellule sane, oltre che ad interferire con la tempesta infiammatoria che caratterizza la fase cruciale della polmonite virale, quella più pericolosa per il paziente infettato dal Coronavirus.

reparto di terapia intensiva brescia 7

 

Naturalmente l' eparina verrà associata a tutte le altre terapie sperimentali tuttora in corso ed in uso su questi particolari malati, e verrà somministrata in alte dosi scoagulanti, 100 unità per chilo, in base al peso corporeo del paziente, due volte al giorno, confidando nel suo effetto antinfiammatorio, rendendo in tal modo il circolo sanguigno polmonare meno trombotico e più pervio anche all' ossigeno e a tutti gli altri farmaci.

VIRUS CINA CORONAVIRUS

 

In attesa del vaccino specifico, che non arriverà prima di fine anno, ogni tentativo terapeutico è lecito quindi per interrompere la tragica catena di decessi, quella infinita lista di morte che in Regione Lombardia e nel nostro Paese insiste quotidianamente e drammaticamente dal oltre 50 giorni.

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