macchinario per gli ultrasuoni exablate prime

FORZA, SCIENZA! – GLI ULTRASUONI TI SALVANO LA VITA: ALL'ISTITUTO BESTA DI MILANO UNA NUOVA TECNOLOGIA PERMETTERÀ LA CURA DEI TREMORI ESSENZIALI E DEL CANCRO - I TEMPI DI TRATTAMENTO SARANNO RIDOTTI FINO A DUE ORE, PERMETTENDO DI AUMENTARE IL NUMERO DI MALATI IN CURA: GLI ULTRASUONI AD ALTA FREQUENZA VENGONO UTILIZZATI CONTRO IL TREMORE, QUELLI A BASSA SONO IMPORTANTI NELLA CURA DEI TUMORI PERCHÉ...

Estratto dell'articolo di Luigi Ripamonti per il "Corriere della Sera"

 

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Nessun dolore, nessuna anestesia, e il paziente, che è sempre stato sveglio durante la procedura, vede scomparire il suo tremore che non riusciva a controllare. Può accadere grazie al trattamento con «ultrasuoni focalizzati ad alta frequenza guidati dalla Risonanza magnetica».

 

All’Istituto Neurologico Besta di Milano sono già state eseguite 400 procedure di questo tipo dal 2019, quando l’apparecchiatura per praticarli, la Exablate Neuro (costo 2 milioni di euro), fu donata all’ospedale dalla Fondazione Ravelli. Ora che la Regione Lombardia ha dotato l’Istituto dell’ultima evoluzione della tecnologia ( Exablate Prime ) il numero dei trattamenti potrà aumentare, perché [...] la nuova strumentazione permette di ridurre i tempi per ogni intervento da 3 ore mezzo a 2 ore circa.

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«In Europa ci sono solo cinque Exablate Prime» dice Francesco DiMeco, direttore del Dipartimento di Neurochirurgia dell’Istituto Besta e professore ordinario di Neurochirurgia all’Università degli Studi di Milano.

 

Gli ultrasuoni focalizzati in ambito neurologico possono essere usati con due obiettivi: distruggere nel cervello «focolai» che creano problemi oppure rendere più permeabili i vasi sanguigni locali in modo da «far passare» farmaci che altrimenti non potrebbero raggiungere il tessuto malato (per esempio un tumore). Nel primo caso gli ultrasuoni focalizzati vengono usati ad alta frequenza , nel secondo a bassa frequenza .

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Alta frequenza Facciamo un esempio: il tremore essenziale (non dovuto alla malattia di Parkinson) [...] Con Exablate tutto questo può essere evitato perché il paziente viene introdotto nella Risonanza magnetica (immaginate un tubo in cui si entra sdraiati) che servirà a indirizzare gli ultrasuoni focalizzati con estrema precisione alle cellule nervose da colpire e, dall’altra, segnalerà la temperatura che questo gruppo di cellule raggiungerà per l’azione degli ultrasuoni.

 

Quando la temperatura arriva a 45 gradi il paziente viene fatto uscire dalla Risonanza e si verifica se il tremore è scomparso. Fino a questo momento infatti, l’effetto è ancora reversibile. Se il risultato desiderato è stato ottenuto, cioè se il tremore è scomparso, si fa tornare la persona di nuovo nella Risonanza e si completa la procedura fino al raggiungimento dei 55 gradi: a quel punto la distruzione (ablazione) del bersaglio è definitiva.

 

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«Gli ultrasuoni ad alta frequenza possono essere usati quando la zona da trattare è piccola — spiega DiMeco — mentre nel caso dei tumori ciò non è di solito possibile perché l’area da distruggere è in genere più estesa e un’aggressione di questo tipo potrebbe causare emorragie o altri problemi, ma si può ricorrere alla versione a bassa frequenza.

 

Questa permette di allargare temporaneamente le giunzioni fra le cellule della parete dei vasi sanguigni cerebrali consentendo a farmaci che normalmente non potrebbero “passare” di arrivare fino al tumore. Con questa procedura al Besta abbiamo già trattato in via sperimentale, per esempio, 24 glioblastomi».

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Oltre al tremore essenziale ci sono altre indicazioni, attuali e ipotizzabili in futuro con questa apparecchiatura. «Già ora possiamo intervenire in diversi casi di tremore provocato da malattia di Parkinson, o nel dolore neuropatico» puntualizza DiMeco. «Ma si può pensare a un uso per altre condizioni neurologiche, come per esempio la corea di Huntington, o anche il morbo di Alzheimer (per favorire il passaggio degli anticorpi diretti contro la placca amiloide).

 

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In futuro riteniamo che vi si potrà ricorrere anche per patologie come i disturbi ossessivo-compulsivi e la depressione resistente». Il trattamento è già «passato» dal Servizio Sanitario Nazionale.

 

«Sì, la Regione Lombardia ne ha previsto la rimborsabilità» conferma il professor DiMeco. «Con la nuova tecnologia Prime contiamo di riuscire a trattare almeno 130-150 pazienti in un anno[...]».

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