NELLA DISASTRATA SANITÀ ITALIANA MANCAVANO SOLO GLI SPECIALIZZANDI CON LA PAURA DI OPERARE – TRA QUALCHE ANNO CI RITROVEREMO CON UNA SCHIERA DI MEDICI CON IL BISTURI IN MANO E IL TERRORE DI NON SAPER FARE IL PROPRIO MESTIERE - TUTTO “MERITO” DI COME VENGONO GESTITE LE SPECIALIZZAZIONI: I GIOVANI CAMICI BIANCHI NON SOLO SI RITROVANO A FARE TURNI DI 13 ORE AL GIORNO, MA MOLTI DI LORO VENGONO UTILIZZATI PER COMPILARE SCARTOFFIE E SCRIVERE ARTICOLI SCIENTIFICI. LE SALE OPERATORIE LE VEDONO CON IL BINOCOLO E NON HANNO ALCUNA ESPERIENZA: GIÀ OGGI IL 30% DEGLI SPECIALIZZANDI IN CHIRURGIA LASCIA PERCHÉ HA PAURA DI DOVER OPERARE E…
Estratto dell’articolo di Paolo Russo per “la Stampa”
Turni superiori alle 13 ore al giorno, più di 70 la settimana in barba al limite di legge delle 48 ore. Tutto documentato dai cartellini. È quanto denunciano i medici specializzandi del Policlinico universitario di Modena, ma è quello che si verifica in tutta Italia […]
I cartellini timbrati dai nostri giovani camici bianchi in formazione e i questionari anonimi da loro stessi compilati e inviati al ministero dell'Università parlano chiaro […]
Ai turni massacranti spesso non seguono i riposi. Per non parlare del fatto che, come denuncia il segretario nazionale del sindacato medico Anaao Giovani, Gianmaria Liuzzi, gli specializzandi «passano molto tempo a compilare scartoffie, poco o niente a fare pratica clinica o a impugnare un bisturi.
SANITA PUBBLICA - CARENZA DI MEDICI E INFERMIERI
Così a breve nei nostri ospedali scarseggeranno i chirurghi, che già oggi mollano in un caso su tre le scuole di specializzazione, magari per andare all'estero. E chi resta potrebbe diventare un pericolo per il popolo degli assistiti, vista la poca pratica negli anni di formazione».
[…] Già oggi il 30% degli specializzandi in chirurgia lascia, perché ha paura poi di dover operare avendo preso in mano poco o nulla il bisturi nei cinque anni di formazione specialistica, che come i loro colleghi di altre specializzazioni passano soprattutto a compilare cartelle cliniche, schede di dimissione o altre attività demansionanti. «Ad esempio fare da portantini, essere costretti a fare da assistente al professore durante le sue visite private oppure a passare ore per scrivere articoli scientifici sui quali non verrà mai apposta la loro firma», denuncia Liuzzi prefigurando una specie di capolarato universitario.
SANITA PUBBLICA - CARENZA DI MEDICI E INFERMIERI
[…] il bubbone non riguarda solo i medici in formazione, ma il futuro del nostro sistema sanitario pubblico.
Per capire bene come stanno le cose bisogna però partire dal "decreto Calabria" del 2018, che da allora ha consentito a cinquemila specializzandi dal secondo anno di formazione di essere assunti come dirigenti medici nei nostri ospedali, soprattutto in quelli non universitari, con un contratto a tempo indeterminato, retribuiti a 2.400 euro mensili netti. Poco meno dei dottori con la specializzazione già in tasca.
I restanti 43mila e passa sono invece rimasti a fare formazione soprattutto nei policlinici universitari, con una retribuzione lorda annua di 22.700 euro, lontana anni luce dai 79-102mila della Svizzera, ma distante anche dai 33-55mila del Regno Unito o dai 36-45mila della Germania. Dovrebbero fare al massimo 38 ore di assistenza nei reparti sotto lo sguardo vigile di un tutor e dedicare 4 ore alle lezioni teoriche […]
Un'altra tegola, di cui poco si parla, che rischia però di scoperchiare ancora di più il tetto della nostra sanità pubblica.



