laura pausini carlo conti andrea pucci

SANREMIX – LO STAFF DI LAURA PAUSINI NEL PANICO: DOPO LE CONTESTAZIONI PER L’INTERPRETAZIONE DELL’INNO ALLA CERIMONIA ONLINE OLIMPIADI, COSA ACCADRA’ IN CASO DI SPERNACCHIAMENTO ONLINE A SANREMO? GESTIRE LE BIZZE DELL’URLATRICE ROMAGNOLA DI FRONTE ALLA DEBACLE SOCIAL NON SARA’ FACILE (LE SERATE SONO 5) – COSA C’E’ DIETRO LA RINUNCIA DI ANDREA PUCCI? CARLO CONTI: “NESSUNA INTERFERENZA DA PARTE DEL GOVERNO. SE CI SONO STATI ERRORI È SOLO COLPA MIA. NELLE SCELTE HO CARTA BIANCA” (E COME DIREBBE TOTO’, CI SI PULISCA IL…) - DALIA GABERSCIK (FIGLIA DEL COMPIANTO GIORGIO GABER), QUEST’ANNO È LA VERA ZARINA DI SANREMO. AVRÀ ANCHE LA VITTORIA DALLA SUA? – DA FEDEZ-MASINI A TOMMASO PARADISO, CHI SONO I FAVORITI – E VASCO ROSSI MANDA A "FARSI FOTTERE" CHI… - VIDEO

 https://www.raiplay.it/video/2026/02/Olimpiadi-Invernali-Milano-Cortina-2026---Laura-Pausini-canta-l-inno-nazionale-italiano---06-02-2026-d8df428b-6462-49bf-afbe-51d8e25be2e0.html

 

 

 

Toto Modugno per Dagospia

 

laura pausini

- Circola una certa preoccupazione nello staff di Laura Pausini. Dopo le contestazioni ricevute online per la sua interpretazione urlata (in playback, secondo la vulgata più maligna) dell’inno italiano alla cerimonia dell’apertura delle Olimpiadi, si teme una nuova pioggia di commenti negativi già fin dalla prima serata di Sanremo.

 

La Pausini, si sa, non è molto amata dal popolo online italiano. E gestire le bizze dell’urlatrice romagnola (le sue intemperanze verbali sono leggendarie!), di fronte a una debacle social, non sarà facile. Soprattutto perché le serate sono cinque!  

 

A difendere Laura Pausini scende in campo Vasco Rossi su Instagram: “Ha cantato l'inno nazionale in maniera impeccabile, con le variazioni vocali, consentitele dal suo grande talento, che una artista internazionale come lei, aveva il diritto e il dovere di fare". Poi una chiusura 'alla Vasco': "E andate tutti a farvi fottere!".

 

- Cos’hanno in comune Laura Pausini (co-conduttrice di Sanremo), Gianluca Gazzoli (conduttore di Sanremo Giovani), Achille Lauro (co-conduttore), Eros Ramazzotti (super ospite musicale), Tommaso Paradiso e Ditonellapiaga, entrambi cantanti in gara? Sono tutti gestiti dalla onnipotente Dalia Gaberscik (figlia del compianto Giorgio Gaber), che quest’anno è la vera zarina di Sanremo. E già sono partiti i malumori interni. Avrà anche la vittoria dalla sua? Chissà.  

 

carlo conti

- Toto vittoria. Il cantante in gara più coccolato (è un eufemismo) da una certa stampa avvezza ad avere a che fare con i potenti? Tredici Pietro, figlio di Gianni Morandi. Chissà se su di lui avrà la meglio Fulminacci, outsider della scena indie romana che ormai da qualche anno sta producendo alcune tra i migliori progetti in circolazione? Tra i due litiganti potrebbe vincere lo “zio” Tommaso Paradiso. Saranno invece votatissimi dalla giuria popolare Sal Da Vinci e l’immancabile Fedez (in coppia con Masini): i suoi fedelissimi seguaci lo voterebbero anche se cantasse l’alfabeto 

 

CARLO CONTI, 'HO CARTA BIANCA NELLE SCELTE, NESSUNA INTERFERENZA DAL GOVERNO'  

(ANSA) - "Noi direttori artistici abbiamo assoluta carta bianca: nessuno si permette di interferire, di dirmi chi prendere o meno. Non è successo né prima con altri governi né con questo. Siamo professionisti e lavoriamo con autonomia. Se ci sono stati errori è solo colpa mia: Pucci era una scelta del tutto autonoma, era stato premiato all'Arena per gli incassi del etatro, a Zelig non era mai successo niente.

 

Ma il festival è nell'occhio del ciclone e si viene tirati un po' tutti per la giacca, è l'occasione per parlare e sparlare". Così Carlo Conti, direttore artistico di Sanremo, ai microfoni di Rtl 102.5 è tornato sul caso Pucci. La foto di Pucci nudo postata dal comico per annunciare la sua presenza a Sanremo, prima del dietrofront? "È stata una goliardata. Spero che all'inizio del festival - aggiunge Conti - si torni a parlare solo di musica, dei cantanti, delle canzoni, delle serate con leggerezza, come deve essere". 

 

CARLO CONTI, 'IL MIO QUINTO FESTIVAL, IL NUMERO PERFETTO PER SMETTERE' 

fedez masini

(ANSA) - "Questo è il mio quinto festival, il numero perfetto per smettere: va bene così. Negli ultimi 12 anni la direzione artistica l'abbiamo fatta in tre: 10 anni tra me e Amadeus e due anni Baglioni, abbiamo fatto un grande lavoro in questi 12 anni ma è anche bello cambiare, con nuove idee, nuova linfa". Lo ribadisce Carlo Conti ai microfoni di Rtl 102.5. 

 

    A poco più di 10 giorni dalla partenza dell'edizione numero 76, martedì 24 febbraio, Conti racconta di dormire "tranquillo: sette ore e mezza, otto ore, tutte filate, per fortuna nonostante l'età. La fortuna che ho di dormire bene e ricaricare le batterie forse è anche uno dei motivi della mia serenità".

 

Nella settimana di Sanremo poi si finisce "nel frullatore: la conduzione è la cosa più facile, la punta dell'iceberg, la direzione artistica invece impone di seguire tutto, le luci, le prove, le piccole sfumature, le idee che metti dentro con il gruppo di autori. Ti alzi la mattina, vai in conferenza stampa, rispondi alle domande, alcune pertinenti altre fatte per cercare polemica ma fa parte del gioco, poi ci sono le prove, i dettagli, l'ultima riunione scaletta, i momenti da condividere con i co-conduttori. Il pranzo? Spilluzzico qualcosa in camerino. I riposini? Non c'è tempo". 

vasco rossi

 

    L'intera edizione 2026, conferma Conti, "sarà dedicata a Baudo, lo scoprirete fin dalla sigla, e ogni ospite lanciato da lui lo farò presentare proprio da lui". 

    Nella Giornata mondiale della radio, il direttore artistico del festival sottolinea che per lui "resta il primo grande amore e non si scorderà mai. Anzi forse fra qualche anno mollo la tv e torno alla radio, in qualche modo chiudendo un cerchio". 

 

SANREMO 2026: COSA C'È DAVVERO DIETRO ALLA RINUNCIA DI ANDREA PUCCI

Maria Elena Barnabi per gente.it

 

È uno strano caso quello del comico Andrea Pucci: fino a una settimana fa era uno dei tanti comici di media caratura, di quelli che fanno gli spettacoli nei teatri e nei palazzetti, con discreto seguito. Oggi invece, dopo la sua rinuncia volontaria a Sanremo, è il comico più famoso d’Italia senza neppure essersi esibito. Non solo tutti ne parlano, ma Pucci (vero nome Andrea Baccan) ha incassato addirittura la solidarietà della premier Giorgia Meloni e di Ignazio La Russa, presidente del Senato. Cosa è successo? Riavvolgiamo il nastro.

 

andrea pucci 3

Fortissimo nel Nord Italia, molto meno al Sud (basta guardare le date delle sue tournée: su venti tappe, solo una in media è sotto Roma), Andrea Pucci comincia la sua carriera nello spettacolo come animatore nei villaggi turistici, come Fiorello. (…) A metà degli Anni 90, la svolta: viene notato e introdotto nel circuito tv di La sai l’ultima?, dove si fa conoscere come barzellettiere.

 

Leggenda vuole che sia stato Pippo Franco, suo nume tutelare, a inventare il soprannome Pucci, inteso come stereotipo del milanesotto Anni 80 un po’ razzista verso i meridionali e i sardi, critico verso le donne e le suocere (che “rompono” sempre), e dileggiante verso i gay (tutte macchiette).

 

Ed è proprio questa la cifra della sua comicità (oggi un po’ datata), che lo porta fino alla consacrazione di Colorado su Italia 1 e poi a tanti programmi Mediaset: Best Show, La pupa e il secchione, Zelig. (…) inneggia a Giorgia Meloni, prende in giro l’elettorato di sinistra (li chiama “zecche”), insulta i leader dell’opposizione.

 

Eppure nel 2023 il sindaco di sinistra Beppe Sala gli consegna il prestigioso premio milanese Ambrogino d’Oro, ma Sala, si sa, è di mano larga: l’Ambrogino l’aveva dato anche ai Ferragnez... Infine, pochi giorni fa, nella sorpresa totale, arriva pure l’invito di Carlo Conti a Sanremo. Pucci pubblica una foto completamente nudo, le natiche in vista: “Sanremo sto arrivando”. «Mi è sembrato molto strano l’invito di Conti», commenta Andrea Scarpa, decano del giornalismo di spettacolo de Il Messaggero. «L’Ariston è un palco un po’ troppo importante per Pucci, con tutto il rispetto per l’artista».

 

giorgio gaber dalia gaberscik

Qui però si rompe qualcosa: alcuni articoli, in primis quello del Corriere della Sera a firma di Renato Franco, illustrano la comicità pecoreccia e a tratti volgare di Pucci, sottolineando la sua appartenenza politica dichiaratissima a destra: Pucci viene definito un “comico fascista e omofobo”.

 

Vengono riesumati alcuni post Instagram in cui Pucci prende in giro la segretaria del Pd Elly Schlein paragonandola in modo denigratorio al suo amico Pippo Franco e vengono riportate alcune volgari battute su Tommaso Zorzi, giovane presentatore dichiaratamente gay (Pucci sosteneva che a lui il tampone Covid lo avrebbero fatto nell’ano). «Definire un comico fascista perché fa battutacce rétro e fuori moda è una cosa che respingo», dice Andrea Minuz de Il Foglio. «La penso come Pucci: la parola fascista andrebbe abolita nel 2026».

 

laura pausini

Il popolo dei social la pensa diversamente e parte con gli insulti al comico: tempo due giorni, Pucci fa retromarcia, sostenendo che lui e la sua famiglia hanno ricevuto minacce. «In questa storia a me ha stupito la scelta di Conti: Pucci è uno da Italia 1, non da Raiuno», commenta Alessandra Menzani di Libero Quotidiano.

 

«Ma detto questo, un po’ spiace che tutte queste polemiche, legate più alle battute infelici che Pucci ha fatto sui social che alla sua comicità, l’abbiano spinto a ritirarsi. Spiace perché fa capire come la potenza della shitstorm possa influire sulle scelte personali e artistiche».

 

Incalza Filippo Facci, editorialista de Il Giornale: «È un tempo orribile. È come se la comunicazione globale avesse moltiplicato le possibilità di legittimare quanto siamo fatti male, quante cose orribili e stupide possiamo pensare. Prima non sapevo chi era Andrea Pucci, ora lo so: è solo quello che ha preceduto il prossimo».

 

 

carlo conti laura pausinicarlo conti laura pausini

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