tahnoon bin zayed al nahyan trump

SCANDALO ALLA CASA BIANCA: GLI EMIRATI ARABI ENTRANO NELLA SOCIETA’ DI CRIPTOVALUTE DI TRUMP E WITKOFF! IL TYCOON HA CHIUSO UN ACCORDO DA MEZZO MILIARDO DI DOLLARI CON TAHNOON BIN ZAYED AL NAHYAN, CAPO DELL’INTELLIGENCE DI ABU DHABI - SUL PIATTO L’ACCESSO AI CHIP AMERICANI – I DEM CONTESTANO L’OPERAZIONE (“TRUMP HA RIBALTATO DECENNI DI OBIEZIONI SOLLEVATE DALLA SICUREZZA NAZIONALE ALLA VENDITA DI CHIP DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE AVANZATI AGLI EMIRATI ARABI”) E PARLANO DI “CORRUZIONE ALLUCINANTE”: “PRIMA DELL'ACCORDO, GLI EMIRATI ARABI UNITI AVEVANO INVIATO 187 MILIONI DI DOLLARI AI TRUMP E 31 MILIONI DI DOLLARI AI WITKOFF IN PAGAMENTI SEGRETI” - E' LA PRIMA VOLTA CHE UN INVESTITORE STRANIERO...

 

Gabriella Colarusso per la Repubblica.it - Estratti

 

E’ una storia che in altri tempi avrebbe terremotato la Casa Bianca. Ma questo è il tempo di Trump e fatica anche a scalare la gerarchia delle notizie. Quattro giorni prima della cerimonia di inaugurazione del suo secondo mandato presidenziale, il tycoon ha chiuso un accordo da mezzo miliardo di dollari con uno degli uomini più potenti degli Emirati, lo sceicco Tahnoon bin Zayed Al Nahyan, fratello del presidente della federazione, gestore del suo più grande fondo patrimoniale ma soprattutto l’uomo dell’intelligence e dello spionaggio di Abu Dhabi.

Tahnoon bin Zayed Al Nahyan trump

 

Con la sua Aryam Investment ha piazzato 500 milioni di dollari nella società di criptovalute di cui sono soci fondatori Trump e Steve Witkoff, la World Liberty Financial, rivela il Wall Street Journal. Tahnoon ora ne possiede il 49%, è l'unico azionista estero. (...) E’ la prima volta, ricorda il quotidiano di Murdoch, che un investitore straniero entra nella società privata di un presidente eletto. Qualche mese prima però è successo altro.

 

Il dipartimento del commercio ha annunciato, il 19 novembre 2025, di aver autorizzato l'esportazione di chip semiconduttori americani avanzati all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti, accordo che era stato chiuso durante la visita di Trump nel Golfo del 2025, ma che rompe con una prassi consolidata da decenni nella sicurezza americana di vietare l’esportazione di tecnologia considerata strategica per la difesa e per tutelare la primazia commerciale statunitense.

 

Tahnoon bin Zayed Al Nahyan trump

L’amministrazione Biden aveva bloccato questo genere di trasferimenti tecnologici per timore che le tecnologie finissero in Cina, considerati gli investimenti e gli affari che Pechino ha sia in Arabia Saudita che negli Emirati, anche nel campo dell’intelligenza artificiale. I chip americani di Ndivia andranno direttamente alla società di intelligenza artificiale di Tahnoon, G42, scrive il Journal.

 

A maggio, durante la visita nel Golfo, Trump aveva chiuso un accordo unico con un paese estero: aprire negli Emirati, con tecnologia americana, da Ndivia a Open Ai, un mega centro dati per l'intelligenza artificiale, capacità 1 gigawatt, tra i più potenti al mondo. Come parte dell'accordo, una versione avanzata di Chatgpt dovrebbe essere resa disponibile gratuitamente a tutta la popolazione. La sicurezza nazionale Usa però aveva sollevato dubbi: gli americani hanno sempre concesso chip e altre tecnologie avanzate solo agli alleati più stretti e con molte restrizioni. Il principe degli Emirati, Mohammed Bin Zayed al Nayan, aveva promesso a Trump 1,4 trilioni di dollari di investimenti. Poi è arrivato l’affare con suo fratello, Tahnoon, e i veti dell’amministrazione sono caduti.

Tahnoon bin Zayed Al Nahyan trump

 

“Trump ha ribaltato decenni di obiezioni sollevate dalla sicurezza nazionale alla vendita di chip di intelligenza artificiale avanzati agli Emirati Arabi Uniti. Gli esperti di sicurezza nazionale erano allarmati. Ma c'era un segreto. Prima dell'accordo, gli Emirati Arabi Uniti avevano inviato 187 milioni di dollari ai Trump e 31 milioni di dollari ai Witkoff in pagamenti segreti. Corruzione allucinante”, scrive il senatore democratico Chris Murphy.

Corruzione è la parola che usa anche un’altra democratica, la senatrice Elizabeh Warren: "Questa è corruzione, pura e semplice. L'amministrazione Trump deve revocare la sua decisione di vendere chip di intelligenza artificiale sensibili agli Emirati Arabi Uniti".

 

STEVE WITKOFF DONALD TRUMP

Warren ha chiesto che Witkoff, David Sacks, responsabile delle criptovalute, e il segretario al commercio Lutnick testimonino al Congresso. L’ex stratega di Obama, David Axelrod, scrive: “In qualsiasi altro periodo o presidenza, questa storia sarebbe stata uno scandalo capace di generare un terremoto. Le sue dimensioni, la sua portata e le sue implicazioni sono senza precedenti e sconcertanti. Ma questo Congresso, che ha sbraitato senza sosta sulla ‘famiglia criminale Biden’, indagherà sulla questione? Impossibile”.

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