renato schifani ismaele la vardera giorgio mule gianfranco micciche gaetano galvagno

SCHIFANI, A SCHIFIU FINIU! – TRABALLA LA POLTRONA DEL GOVERNATORE DELLA SICILIA CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULÈ, PRONTO A SFILARGLI IL POSTO NELLA CORSA ALLE PROSSIME REGIONALI: L’EX DIRETTORE DI "STUDIO APERTO" HA GIÀ SPOSTATO LA RESIDENZA A MONREALE PER CORRERE PER LA GUIDA DELLA SICILIA – E SE AL PARTY DI MICCICHÈ SI VOCIFERA DI URNE A OTTOBRE, IL PRESIDENTE DELL’ARS GALVAGNO VORREBBE RICANDIDARSI PER “SANARE” COL VOTO LA SUA POSIZIONE DA IMPUTATO - E A SINISTRA? NEL DESERTO PD, L’UNICO A FAR OPPOSIZIONE È L’EX IENA ISMAELE LA VARDERA...

DAGONOTA

 

renato schifani

Se la Sicilia è la cartina di tornasole di ciò che accade nella politica di questo Paese, al momento c’è un dato certo: a destra regna il caos e a sinistra è in corso una caccia disperata a un timoniere.

 

Il disordine isolano non fa dormire sonni tranquilli a Renato Schifani. Il presidente siciliano forzista, accerchiato dalle inchieste sui suoi fedelissimi, è impegnato con un rimpasto per far rientrare la Democrazia Cristiana (“bloccato” pare dal diktat di Tajani) e per sostituire l’assessora meloniana Elvira Amata, indagata per corruzione.

 

gaetano galvagno renato schifani

Senza contare il bubbone esploso nella sanità dopo l’indagine per concorso esterno in associazione mafiosa di uno dei fedelissimi del governatore, il superdirigente Salvatore Iacolino e i guai del presidente dell'Ars vicino a La Russa, Gaetano Galvagno (a processo per corruzione, peculato e truffa). Un coacervo di grattacapi capace di far venire l’emicrania permanente anche al più scafato dei politici.

 

Come se non bastasse, non è passato sotto traccia il totale disimpegno di Schifani nella campagna referendaria sulla giustizia.

 

Schifani, per nulla contento di fare un favore al suo rivale interno Giorgio Mulé (coordinatore per Fi della campagna per il sì), si è impegnato pubblicamente sul fotofinish. E il risultato è stata una sonora batosta del “sì” nell’isola,  da sempre un fortino di voti per la destra (il "No" ha vinto con il 60,9%).

giorgio mule foto di bacco (2)

 

Di fronte a tale disastro, e per tentare di bloccare un’eventuale emorragia di voti alle prossime elezioni, adesso si fa strada Giorgio Mulè che, dalle pagine di “la Repubblica” ha iniziato a bombardare Schifani: “In Sicilia Forza Italia va commissariata per traghettarla fino alle Regionali e le Politiche. Sono a disposizione del partito e dei siciliani. Se questo fa storcere il naso a qualcuno, bisognerà trovare un chirurgo plastico”.

 

E per mettere la fiche sulla candidatura a prossimo governatore dell’isola ha già spostato la sua residenza a Monreale, in provincia di Palermo (per candidarsi alla presidenza della regione siciliana, infatti, è necessario essere residenti nell’isola).

renato schifani toto cuffaro 1

 

Ora bisognerà attendere per vedere se Mulè non si farà distrarre da eventuali ambizioni nazionali. Ieri il nisseno ha incontrato Marina Berlusconi: di cosa hanno parlato?

 

Una parte consistente degli azzurri preme per avvicendamenti nei ruoli apicali, a cominciare dal capogruppo alla Camera, Paolo Barelli, e resta traballante anche la poltrona di Tajani.

 

Ma Marina e Mulè potrebbero aver affrontato anche il dossier Sicilia, mettendo sul tavolo il dopo-Schifani.

 

D’altra parte che qualcosa stia bollendo in pentola lo fiutano in molti sull'isola. Non si parlava d’altro il 1° aprile al party palermitano per i 72 anni di Gianfranco Miccichè che, dopo aver lasciato Forza Italia nell’autunno del 2023, è entrato nell’alleanza “Grande Sicilia” con il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e il leader e fondatore dell’Mpa Raffaele Lombardo.

gianfranco micciche

 

Messi da parte gli scazzi che portarono Miccichè fuori dal Fi, alla festa c’era persino Renato Schifani. Secondo i ben informati, la sua presenza non avrebbe impedito a qualche invitato di far allusioni sulle prossime elezioni, ipotizzando una chiamata alle urne per i siciliani in ottobre.

 

Ma se alla festa il governatore siciliano ostentava serenità, le parole del commissario regionale di Fratelli d'Italia, Luca Sbardella, devono aver provocato più di qualche sussulto: se, come ha ipotizzato, nell’isola potrebbe essere applicato lo stesso criterio romano sugli indagati del partito, la giunta verrebbe decimata.

 

La prima vittima del repulisti sarebbe il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno che, tirato subito in causa, ha dovuto rinculare: “Se sono disposto a fare un passo indietro se me lo chiede il partito? Assolutamente sì, ci mancherebbe.

Luca Sbardella e Giorgia Meloni

 

Non ho avuto indicazioni in alcun senso e non ho ricevuto nessun genere di invito. Noi però siamo persone di partito, quindi risponderemo se dovessimo essere chiamati in causa".

 

Per adesso, in mancanza di indicazioni, il 4 maggio comincerà il suo processo per corruzione, peculato e truffa. Nel futuro il tentativo di Gavagno potrebbe essere provare a ricandidarsi per "sanare" col voto la sua posizione.

 

anthony barbagallo

E nel centrosinistra siciliano che succede? Al posto di compattarsi sfruttando la scia del “no” al referendum, ci si spacca sulle regole del congresso che l’anno scorso portò alla riconferma di Anthony Barbagallo nel ruolo di segretario regionale del Partito democratico.

 

Il tribunale di Palermo ha fissato per il 27 ottobre l’udienza di comparizione sul ricorso presentato da nove esponenti del Pd siciliano contro il partito. In questo caos, il centrosinistra non ha un candidato e l’unico a fare opposizione è Ismaele La Vardera.

 

ismaele la vardera si candida alla presidenza della regione siciliana

L’ex iena, oggi deputato regionale in Sicilia, è sceso in campo come candidato alla presidenza della regione (sulla carta si dovrebbe andare al voto nel 2027). Nei giorni scorsi, il leader di "Controcorrente" ha rivelato di aver ricevuto messaggi notturni da Giorgia Meloni che bollava come “vergognoso” il suo modo di fare politica. Un assist perfetto che gli ha permesso di lanciare la sua candidatura nel momento di massima attenzione mediatica.

 

Una spilletta al petto per lui che viene corteggiato dal Pd che, però, vorrebbe inglobarlo nella coalizione senza lasciargli la guida del "Campo largo" per dargli in cambio il ruolo di presidente dell’Ars o la presidenza della commissione antimafia. Pare che lui abbia rimbalzato la proposta (la sua lista sarebbe tra il 12-15%) e abbia deciso, per ora, di tirare dritto. 

Gianfranco Micciche ismaele la vardera si candida alla presidenza della regione sicilianaismaele la vardera Ismaele La Varderarenato schifani elvira amata

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO