antonio tajani e paolo barelli

“TEMO DI SALTARE? NON HO LA PALLA DI VETRO. POI SE IL PADRETERNO DECIDE CHE... ” – QUALCUNO TRANQUILLIZZI IL  CONSUOCERO DI TAJANI, IL CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA ALLA CAMERA PAOLO BARELLI, FINITO NEL MIRINO DEL REPULISTI VOLUTO DA MARINA - FARLO FUORI VUOL DIRE IN SOSTANZA SFIDUCIARE IL NUMERO UNO DI FORZA ITALIA NONCHE' VICEPREMIER E MINISTRO DEGLI ESTERI. E SE SI DIMETTESSE TAJANI, CADREBBE IL GOVERNO MELONI - L'OBIETTIVO DEL ''PARTITO DI ARCORE'' SONO I CONGRESSI REGIONALI CHE DECIDERANNO CHI FARA' LE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 (E QUI I TAJANEI FINISCONO ALL'ANGOLO...)

Fabrizio Roncone per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Paolo Barelli, in queste ore, ogni tanto si accarezza il collo. Ma non è un tic. 

tajani barelli

Nel centrodestra sono i giorni delle teste che saltano, volano, rotolano. Quelli di Fratelli d’Italia, li avverte — personalmente — Giorgia Meloni (il ministro Adolfo Urso, quando sente squillare il cellulare, ha un brivido freddo). 

 

In Forza Italia sono un filo più cerimoniosi. Procedono con una veloce raccolta di firme e poi però — zac! — sei fuori. 

 

Giovedì scorso è successo al capogruppo del Senato, Maurizio Gasparri (con Stefania Craxi, sua sostituta, che fingeva un tenero stupore: «Ma no? Ma dite sul serio? Vi assicuro che è stato solo un normale avvicendamento...»). Sì, certo, normale. Barelli ha cominciato a guardarsi intorno. Il nodo della cravatta gli sembrava molto stretto. Troppo. Sudava. 

paolo barelli foto mezzelani gmt40

 

La voce (insistente): adesso potrebbe toccare a lui, che guida i deputati forzisti a Montecitorio dal marzo del 2023 e che, soprattutto, è il consuocero di Antonio Tajani,

 

una parentela speciale e rischiosa, se poi sono veri — e sono molto veri — i retroscena in cui si racconta che Tajani ha chiesto udienza al leggendario Gianni Letta più che per raccomandarsi e capire (del resto è da mesi, ben prima della sberla referendaria, che Marina e Pier Silvio Berlusconi sollecitano, pubblicamente, un profondo rinnovamento del partito),

 

per sapere davvero come butta, cosa dire e cosa fare, e se davvero è lui, solo lui, Tajani, accogliendo certe richieste ufficiose, non scritte (stop ai congressi regionali, nuova segreteria politica, nuovi responsabili dell’organizzazione e della comunicazione), se è insomma soltanto lui a poter salvare la testa del suocero di sua figlia Flaminia. 

FLAMINIA TAJANI - GIANPAOLO BARELLI

 

Ma dov’è finito, in tutto questo, Barelli? (Guardate, non sembra tipo da nascondersi. Tanto per inquadrare il personaggio: a 71 anni, eletto la prima volta a Palazzo Madama nel 2001, è da un quarto di secolo pure presidente della Federnuoto (...)

 

Va bene, ma dov’è? 

 

Risponde al telefono, è in macchina: «Sto andando a Riccione, campionati giovanili di nuoto, bella giornata, sole, tutto bene...

 

E lei?».

Eviterei convenevoli, Barelli: guardi che sembra essersi messa male. Le sue mosse?

«E mica gioco a scacchi!».

 

Non è una risposta. «Senta: chiunque abbia un po’ di onestà intellettuale, deve riconoscere che l’impegno di FI, nella campagna referendaria, è stato superiore alla media degli altri partiti messi insieme...».

 

Ma avete straperso. «Se però si fosse votato, non so, il primo marzo, il risultato sarebbe stato probabilmente diverso». E perché? «Perché ci saremmo risparmiati il carico emotivo delle guerre, dell’aumento della benzina, più qualche altro incidente di percorso, roba mediatica, che ha avuto comunque un suo brutto peso». 

armida barelli

 

Pensa al caso Delmastro? 

«Non faccio nomi. Anche perché si vince e si perde tutti insieme». Ma voi forzisti, al Sud, nelle regioni che governate, avete raccolto risultati disastrosi. «Mi ascolti: è noto, lo sanno tutti, che nel Meridione ai referendum s’è sempre votato meno. Perciò no, mi creda: a me sembra che il nostro partito sia davvero esente da responsabilità».

 

Resta il fatto che Marina Berlusconi è molto delusa, e che il partito è attraversato da una tensione clamorosa.

«Il partito è forte e ben saldo intorno al 9%, e anche di più. Dopodiché, certo: Tajani soffre perché ci mette la faccia, è un grande ministro degli Esteri, affronta le guerre, e poi Crosetto di qua, Crosetto di là... In più, aggiunga, qualche ambizione recondita che c’è nei ranghi del partito, qualche gelosia...».

 

Ripeto: la famiglia Berlusconi non è contenta.

«Do per scontato che i figli del presidente sentano il partito come “carne della loro carne”, e quindi facciano valutazioni. Però bisogna ammettere che il percorso compiuto da FI dopo la scomparsa di quel gigante che era Berlusconi ha del miracoloso. La nostra crescita è stata eccezionale. E ciò che ha fatto Tajani è molto importante: perché radicarsi sul territorio...».

 

francesco rocca e paolo barelli foto mezzelani gmt58

Ecco, appunto: questa vostra idea di tenere dei congressi regionali non piace a chi dovrebbe piacere. «I territori sono fondamentali. Se no, mi scusi, bisognerebbe trovare un altro Berlusconi. Solo che uno così, lo sappiamo, nasce una volta ogni duecento anni».

 

Lei si sente a rischio?

«Che le posso dire? Io provo stupore per questo dibattito, per queste voci su un partito vivo e vegeto. La bacchetta magica non ce l’ho, però so che il gruppo a Montecitorio funziona, è attrattivo... Del resto, ad inizio legislatura eravamo in 44 e ora siamo 54».

 

paolo barelli foto mezzelani gmt31

Mi hanno detto che almeno 30 dei suoi deputati, senza neppure essere stati chiamati dall’alto, sarebbero già pronti a firmare contro di lei.

«E che le posso dire? Non ho la palla di vetro».

 

Insomma: teme di saltare o no?

«Ho la coscienza a posto. Poi se il Padreterno decide che... Io, tra l’altro, non sono solo devoto a Berlusconi, ma anche pronipote della beata Armida Barelli...». 

 

paolo barelli foto mezzelani gmt001

Ci salutiamo con una buona cordialità. Lui sempre con voce energica, sicura, combattiva. Solo che non chiude la telefonata. Così, in quei pochi secondi di linea ancora aperta, lo sento che si rivolge a qualcuno con tono basso, vagamente malinconico, in pena:

«Boh... Io poi manco lo so se ho fatto bene a parla’ co’ questo...». 

Il bello del dialetto romano è che rende plastiche certe sensazioni. 

abodi barellifranco carraro paolo barelli e matteo renzi foto mezzelani gmt064paolo barelli foto mezzelani gmt003paolo barelli foto mezzelani gmt29

 

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