askatasuna stefano lo russo

LO SGOMBERO DEL CENTRO SOCIALE "ASKATASUNA" DIVENTA UN CASO POLITICO - IL CENTRODESTRA CHIEDE LE DIMISSIONI DEL SINDACO DI TORINO, STEFANO LO RUSSO, DEL PD, ACCUSANDOLO DI AVER TOLLERATO L'OCCUPAZIONE DELLO STABILE E AVER "DIALOGATO" CON GLI ANTAGONISTI ("FASCISTI ROSSI"). LUI SI DIFENDE: "NON HO RIMPIANTI, LO RIFAREI" - SI SPACCA ANCHE LA MAGGIORANZA CHE SOSTIENE IL SINDACO DI TORINO: AVS DIFENDE L'OCCUPAZIONE: "NECESSARIO DIFENDERE ASKATASUNA DALLA DERIVA AUTORITARIA DELLA DESTRA AL GOVERNO" - IL MOVIMENTO 5 STELLE, CHE A TORINO E' ALL'OPPOSIZIONE, SI DIVIDE - LE PAROLE DEL MINISTRO DELL'INTERNO PIANTEDOSI....

 

Estratto dell'articolo di Andrea Joly per “la Stampa”

 

scontri al corteo per lo sgombero del centro sociale askatasuna 6

Dopo lo sgombero di Askatasuna, dopo giorni di assedio politico e dopo gli ultimi scontri in piazza di sabato, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo si presenta di fronte al centrodestra pronto a stanarlo con un discorso di oltre 20 minuti riassumibile in cinque parole: «Non ho rimpianti: lo rifarei». «Abbassiamo i toni per il bene della città», chiede subito dopo il primo cittadino dem.

 

Ma l'assalto delle opposizioni non si placa. E mentre da Torino Forza Italia chiede le sue dimissioni, da Roma sembra replicare direttamente il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi: «Askatasuna era occupato abusivamente da 30 anni - risponde a chi gli chiede se le operazioni delle forze dell'ordine non si fossero mosse in modo troppo muscolare -, non capisco perché doveva esserci cautela». E poi aggiunge: «Non guardiamo il colore politico: CasaPound è nella lista dei prossimi sgomberi».

askatasuna perquisizioni

 

Lo Russo nell'ultimo Consiglio comunale del 2025 difende in modo netto il patto di collaborazione che la sua giunta ha avviato a gennaio 2024 per trasformare in bene comune l'immobile, dichiarato inagibile, da 29 anni casa del centro sociale Askatasuna. Punto di riferimento della rete antagonista italiana e in prima linea nella lotta alla Tav. Il Comune ha disdetto il patto giovedì scorso con le operazioni di sgombero del centro sociale.

 

Ed è proprio quel patto che ha scatenato la bufera politica sul sindaco dem. Lo Russo rivendica «la linea di dialogo». Ribadisce «la condanna ai violenti». Attacca il governo che «utilizza il tema ordine pubblico come strumento di distrazione politica e propaganda con frasi come "tolleranza zero" e "ruspe sui centri sociali"», lanciando la stoccata al ministro dei Trasporti Matteo Salvini. «Alimentano paure, tensioni e semplificazioni pericolose», conclude. Segue l'applauso, ma solo dei consiglieri del Pd.

 

MILITANTI DI ASKATASUNA - SCONTRI CON LA POLIZIA

Le frasi di Lo Russo riaccendono le opposizioni. «Il sindaco con questo patto ha fatto vincere l'illegalità per due anni - denuncia la capogruppo di Forza Italia Federica Scanderebech - ora si dimetta». «Legittima l'occupazione degli spazi pubblici di chi ha assaltato la redazione de La Stampa», incalza l'azzurro Domenico Garcea. La Lega insiste: «Lo Russo prova a scaricare la colpa sul governo dopo aver lasciato mettere a ferro e fuoco la città dai fascisti rossi», dice il capogruppo Fabrizio Ricca. [...]

 

Fratelli d'Italia parla di «danni provocati negli anni da questi antagonisti quantificabili in 6,8 milioni di euro - dice il vicecapogruppo Enzo Liardo - dalla Tav agli scontri in piazza». E, a fine discorso, chiede le dimissioni dell'assessore alle Politiche Sociali Jacopo Rosatelli di Sinistra Ecologista, rappresentante di Avs nella maggioranza del Comune di Torino, sceso in piazza sabato scorso al corteo in difesa del centro sociale e finito in guerriglia.

 

MILITANTI DI ASKATASUNA - SCONTRI CON LA POLIZIA

Anche in maggioranza arrivano le prime divisioni. Il Pd difende il sindaco. Sinistra ecologista rivendica il patto per «difendere Askatasuna bene comune dalla deriva autoritaria della destra al governo - dice la capogruppo Sara Diena - la nostra città non si può piegare, non si piegherà, a questa destra che semina paura spacciandola per sicurezza. Torneremo in piazza a difesa dei centri sociali». [...]

 

Linea simile anche dai consiglieri di centrosinistra di Demos e + Europa, mentre il Movimento 5 Stelle - a Torino all'opposizione - si spacca. Il capogruppo Andrea Russi parla «del più grande fallimento del mandato di Lo Russo». La consigliera Valentina Sganga invece lo difende: «Sto col sindaco e con il patto di collaborazione».

sgombero a torino del centro sociale askatasuna 20stefano lo russo elly schleinstefano lo russo - carlos tavares - alberto cirio sgombero a torino del centro sociale askatasuna 18monsignor cesare nosiglia, stefano lo russosgombero a torino del centro sociale askatasuna 9

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...