spese militari matteo salvini antonio tajani giorgia meloni roberto vannacci

LA TROVATA SALOMONICA PER FAR INGOIARE A SALVINI LE SPESE PER IL RIARMO: 7 MILIARDI PER L'ENERGIA, 7 PER LA DIFESA - PER RISPETTARE GLI IMPEGNI PRESI CON TRUMP, GIORGIA MELONI PRETENDE UN VOTO DEL PARLAMENTO IN PIENO AGOSTO PER AVANZARE UNA RICHIESTA DI FLESSIBILITÀ A BRUXELLES CHE CONSENTIREBBE UNO SFORAMENTO FINO ALL'1,5% DEL PIL ALL'ANNO FINO AL 2028 - SE L’UE ACCOGLIERA’ LA RICHIESTA, SI PROCEDERA’ POI ALLO SCOSTAMENTO DI BILANCIO DA 14 MILIARDI, CON LE RISORSE DIVISE A META' TRA ENERGIA E DIFESA...

Estratto dall’articolo di Giuseppe Colombo per "la Repubblica"

 

Non un euro in più alla difesa rispetto a quelli che saranno destinati all'energia. Quando all'ora di pranzo riunisce i leader di maggioranza a palazzo Chigi, Giorgia Meloni fissa subito l'equilibrio politico per sbloccare la flessibilità concessa dall'Europa. 

 

Giorgia Meloni Guido Crosetto Giancarlo Giorgetti

È l'espediente che punta a superare la contrarietà di Matteo Salvini a un aumento delle spese per il riarmo e che allo stesso tempo permette di mantenere fede agli impegni in ambito militare, come sollecitato più volte dal ministro della Difesa Guido Crosetto. 

 

Ma il mix, nel ragionamento della premier, è anche l'unico schema possibile per incassare il via libera del Parlamento alla messa in moto di un percorso lungo e tortuoso.

 

La prima scadenza è a stretto giro: il 15 agosto scadono i termini per chiedere l'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, lo strumento che permette ai Paesi della Ue di deviare temporaneamente dagli obiettivi di bilancio previsti dal Patto di stabilità per circostanze eccezionali. Serve, appunto, il via libera delle Camere per chiedere a Bruxelles di avviare la valutazione della richiesta sulla flessibilità che garantirebbe uno sforamento fino all'1,5% del Pil all'anno, da qui al 2028. [...]

 

Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 2

Una volta ricevuta la richiesta di attivazione della clausola, la Commissione europea valuterà se sono state soddisfatte le condizioni necessarie per procedere.

 

Poi la palla passerà al Consiglio per la decisione finale. Se tutto filerà liscio, il governo tornerà a rivolgersi al Parlamento in autunno per il via libera allo scostamento di bilancio, il passaggio che serve a tradurre la flessibilità in soldi.

 

roberto vannacci

Si punta a sbloccare 14 miliardi: sette per l'energia (lo 0,3% del Pil), altrettanti per la difesa. Ecco la traduzione in numeri dell'equilibrio politico costruito dalla premier. I fondi finiranno tutti nella manovra. Saranno quindi disponibili nel 2027: serviranno a finanziare appunto gli investimenti per la difesa e gli aiuti contro il caro energia. [...]

 

La destinazione d'uso delle risorse connota già l'ultima legge di bilancio del governo Meloni. A pochi mesi dal voto, infatti, la Finanziaria è già prenotata da spese importanti e inderogabili. Potrà sfruttare la bombola d'ossigeno della flessibilità, liberando quindi risorse per misure dal timbro elettorale. 

 

L'effetto collaterale è a vista: consegnare voti a Roberto Vannacci, paladino del no al riarmo. Ecco perché la nota diffusa da palazzo Chigi punta tutto sulla flessibilità da sfruttare per l'energia, «concentrata nel prossimo biennio».

 

Come a dire: il governo è pronto a cogliere l'opportunità messa a disposizione dall'Europa per aiutare famiglie e imprese alle prese con i rincari. Ma oltre all'ok della Ue e ai voti in Parlamento, l'esecutivo dovrà anche misurarsi con i paletti sull'utilizzo delle risorse. [...] 

INFORMATIVA - GIORGIA MELONI ALLA CAMERA - ANTONIO TAJANI E MATTEO SALVINIAntonio Tajani Giorgia Meloni Matteo Salvini 2giancarlo giorgetti - giorgia meloni - foto lapresseRoberto Vannacci

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