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“ERA IL FASCISMO CHE PRETENDEVA DICHIARAZIONI E GIURAMENTI PER DISCRIMINARE GLI ANTIFASCISTI”–  “SEIF”, LA SOCIETÀ DEL “FATTO QUOTIDIANO” E DELLA CASA EDITRICE PAPERFIRST, NON SARÀ PRESENTE AL’EDIZIONE 2026 DI “PIÙ LIBRI, PIÙ LIBERI”, LA FIERA DELLA PICCOLA E MEDIA EDITORIA A ROMA. IL MOTIVO? TROVA INACCETTABILE L’OBBLIGO SI SOTTOSCRIVERE UNA SORTA DI “PATENTINO ANTIFASCISTA”, IMPOSTO DAGLI ORGANIZZATORI DELL’EVENTO – L’AD CINZIA MONTEVERDI: “È INCOMPATIBILE CON I PRINCIPI STESSI DELLA LIBERTÀ DI PENSIERO E DI ESPRESSIONE” – MARCO TRAVAGLIO: “UN VERO DEMOCRATICO E ANTIFASCISTA NON HA BISOGNO DI METTERLO PER ISCRITTO. E NON CONSENTE AD ALCUNO DI FARGLI L’ESAME DEL SANGUE PER RICEVERE UNA PATENTE A PUNTI…”

1. L’EDITRICE DEL FATTO NON SARÀ A PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI: «NO AL PATENTINO ANTIFASCISTA»

Estratto dell’articolo di Alba Romano per www.open.online

 

marco travaglio e Cinzia Monteverdi

Seif non sarà a Più libri più liberi. La società che edita Il Fatto Quotidiano e la sua casa editrice PaperFirst non saranno presenti all’edizione 2026 della fiera della piccola e media editoria. A comunicare la decisione la presidente e ad Cinzia Monteverdi con una lettera indirizzata all’Associazione Italiana Editori (Aie) e al direttore della manifestazione Fabio Del Giudice. A causa del patentino antifascista. […]

 

Il Fatto spiega che l’editore «deve attestare, tra le altre cose, di aderire ai valori della Costituzione italiana e di riconoscere e condividere i valori antifascisti alla base dell’ordinamento democratico italiano.

 

Cinzia Monteverdi

Una formulazione che, nelle intenzioni degli organizzatori, punta a fissare un perimetro valoriale per la partecipazione alla fiera. Ma che Seif considera incompatibile con i principi stessi della libertà di pensiero e di espressione».

 

Seif spiega di non voler sottoscrivere la dichiarazione «proprio perché riconosce e condivide i valori antifascisti alla base dell’ordinamento democratico della Costituzione italiana e rispetta i principi di libertà di pensiero e di stampa».

 

«Era il fascismo che pretendeva dichiarazioni e giuramenti per discriminare gli antifascisti», scrive Monteverdi. «Una democrazia che usi lo stesso trattamento a chi non si riconosce non è più tale: è appunto una nuova forma di fascismo».

 

La contestazione, ovviamente, non riguarda il contenuto dei principi richiamati dal regolamento. Al contrario, Seif rivendica esplicitamente di condividerli. Ciò che viene respinto è il meccanismo attraverso cui tali principi vengono trasformati in una condizione di accesso a una manifestazione culturale. […]

 

2. MENO LIBRI, MENO LIBERI

Estratto dell’articllo di Marco Travaglio per “il Fatto Quotidiano”

 

PIU LIBRI PIU LIBERI

Si pensava che la fiera romana dei piccoli e medi editori “Più libri più liberi” avesse rinunciato a imporre il “patentino antifascista”, dopo le polemiche e le risate suscitate dal suo annuncio. Invece ce l’ha recapitato per PaperFirst con tutti i papelli burocratici da compilare per essere ammessi alla kermesse di dicembre alla Nuvola dell’Eur.

 

E ci ha chiesto di: “aderire ai valori e ai principi espressi nella Costituzione Italiana, nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani; riconoscere e condividere i valori antifascisti alla base dell’ordinamento democratico della Costituzione Italiana; [...]”.

 

marco travaglio cinzia monteverdi

Dall’antifascismo all’antincendio, è un attimo. Appena finito di scompisciarci, Cinzia Monteverdi e io abbiamo deciso di non firmare. Non solo per un sacro rispetto del senso del ridicolo, ma soprattutto perché un vero democratico e antifascista (e, si capisce, antincendio) non ha bisogno di metterlo per iscritto.

 

E non consente ad alcuno di fargli l’esame del sangue per ricevere una patente a punti, fra l’altro basata sull’autocertificazione: la sua vita e il suo lavoro parlano per lui.

 

PIU LIBRI PIU LIBERI - PROTESTE CONTRO PASSAGGIO NEL BOSCO

Siccome poi nessuna norma impone a privati cittadini, come gli editori, di essere democratici e antifascisti (e meno male, sennò chi lo è per scelta spontanea verrebbe accomunato a chi finge di esserlo per farla franca), l’obbligo di firma per presentare libri non ha senso. A meno che non miri a discriminare chi non si riconosce nella democrazia e nella Costituzione, cosa del tutto legittima per chi non ricopre né cerca cariche pubbliche.

 

Se fossimo fascisti, firmeremmo a occhi chiusi il giuramento antifascista per poi presentarci alla Nuvola con l’opera omnia di Mussolini e Hitler. Ma, proprio perché non lo siamo, respingiamo la richiesta al mittente con queste poche righe: “La nostra Società non intende siglare la dichiarazione proprio perché riconosce e condivide i valori antifascisti alla base dell’ordinamento democratico della Costituzione e rispetta i principi di libertà di pensiero e di stampa.

 

marco travaglio

Era il fascismo che pretendeva dichiarazioni e giuramenti per discriminare gli antifascisti. Una democrazia che usi lo stesso trattamento a chi non vi si riconosce non è più tale: è, appunto, una nuova forma di fascismo”.

PIU LIBRI PIU LIBERI - PROTESTE CONTRO PASSAGGIO NEL BOSCOcinzia monteverdi

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