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HEYSEL, LA NOTTE PIU’ BUIA DEL CALCIO – IL 29 MAGGIO DI 33 ANNI FA 39 TIFOSI (32 ERANO ITALIANI) MORIRONO PRIMA DELLA FINALE DI COPPA CAMPIONI TRA JUVENTUS E LIVERPOOL, TORINO DEDICA UNA PIAZZA ALLE VITTIME - ANDREA AGNELLI: "HO SEMPRE FATTO FATICA A SENTIRE MIA QUELLA COPPA” – LE SCUSE DI MARCO TARDELLI -  LA VANA ATTESA DI UNA VEDOVA: "ASPETTO ANCORA UN RISARCIMENTO.."

Da ansa.it

 

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Sono trascorsi più di 30 anni dalla tragedia dell'Heysel: il 29 maggio 1985 è la notte più buia del calcio mondiale. I tifosi juventini - 32 erano italiani - andati a Bruxelles con la speranza di festeggiare la prima Coppa dei Campioni bianconera trovarono una morte orribile nel settore Z dello stadio, travolti dalla furia degli hooligans inglesi ubriachi, schiacciati contro le balaustre o precipitati dalle gradinate, poco prima che iniziasse la finale Juve-Liverpool. Morti, però, anche per l'inadeguatezza dell'Heysel e dei servizi di sicurezza ed ordine pubblico.

 

 

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Un ricordo ancora oggi terribile per i parenti delle vittime, per i sopravvissuti, per chi aveva seguito le cariche degli hooligans, il caos e la disperazione dei tifosi che cercavano scampo dagli altri settori dell'Heysel o in tv. Una 'Coppa maledetta' che la Juve aveva inseguito per 30 anni, sfuggita già due volte, nel '73 a Belgrado, dieci anni dopo ad Atene. Un trofeo che oggi molti protagonisti dell'epoca non sentono come un trofeo conquistato, ricordando che in pratica furono obbligati a giocare. Ma ci sono anche tifosi juventini che, al contrario, la considerano un premio alla memoria delle 39 vittime, allineate nelle stanze dello stadio mentre sul campo si consumava la partita più surreale nella storia del calcio europeo, vinta dalla Juventus con un calcio di rigore segnato da Platini. Una partita giocata con un intero spicchio dell'Heysel, senza più tifosi, transennato davanti alle macerie ed alle cose perse dai tifosi nella calca.

juventus messaggio per vittime heysel

 

"Non sapevamo cosa era davvero successo, avevamo avuto notizie di un morto, forse due, ma non potevamo immaginare una tragedia così grande", avrebbero detto poi i giocatori bianconeri.  I neo campioni d'Europa avevano festeggiato sotto la curva dell'Heysel subito dopo il 90', ma il giorno dopo, al rientro a Torino, quando le notizie sulle tragedia erano diventate ufficialie chiare nella loro drammaticità, ogni traccia di gioia era scomparsa dai loro volti. Sergio Brio, scendendo sulla scaletta dell'aereo, stringeva la Coppa, ma senza esultare.

 

torino messaggio per vittime heysel

All'Heysel il club bianconero aveva consegnato al delegato Uefa Gunther Schneider la nota ufficiale spiegando perché aveva detto sì alla richiesta di giocare comunque: "La Juve accetta disciplinatamente, anche se con l'animo pieno di angoscia, la decisione dell'Uefa, comunicata al nostro presidente, di giocare la partita per motivi di ordine pubblico". Il presidente di allora, Giampiero Boniperti, non ha mai voluto riparlare di quella finale così dolorosa. Neppure per l'attuale massimo dirigente bianconero, Andrea Agnelli, è facile tornare sull'argomento: "Ho sempre fatto fatica a sentire mia quella Coppa - ha detto in occasione del venticinquennale del'Heysel - anche se i giocatori mi hanno sempre detto che fu partita vera". E Marco Tardelli, in un'intervista alla Rai, qualche anno fa ha spiegato e chiesto scusa: "Era impossibile rifiutarsi di giocare, ma non dovevamo andare a festeggiare, l'abbiamo fatto e sinceramente chiedo scusa".

PLATINI ESULTA PER LA COPPA CAMPIONI ALL HEYSEL

 

"La giornata del 29 maggio - sottolinea la società bianconera - sarà dedicata al ricordo da parte di tutti i tesserati Juventus. Per troppi anni quelle 39 vittime - rimarca sul sito ufficiale - sono state oggetto di scherno finalizzato unicamente ad attaccare i colori bianconeri: un'azione vile che non dovrebbe trovare cittadinanza in nessuno stadio ed in nessun dibattito sportivo. Questo anniversario dovrà essere utile anche alla riflessione per evitare che simili comportamenti si ripetano".

 

(ANSA) "A distanza di 33 anni ancora attendo un risarcimento vero per la morte di mio marito". Così Marie Andries, vedova del bresciano Tarcisio Salvi, uno dei 39 morti dell'Heysel durante la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool del 29 maggio 1985. "Avevamo una pizzeria e 4 figli quando mio marito è morto - dice la donna, ora 83enne - Mi sono pagata il viaggio in Belgio, il trasporto della salma, ho pagato sette milioni a un'associazione per le pratiche legali e poi ho dovuto vendere il locale per andare avanti". "L'immagine di mio marito schiacciato tra la folla è stata mostrata in tv e sui giornali. Da quel giorno la mia vita è cambiata per sempre. Ora rischio lo sfratto perché non ho più nulla. I miei figli non sono mai stati aiutati, hanno ricevuto 2 milioni di lire a testa. Una miseria quando invece dal Belgio erano stati promessi un milione e 300mila franchi mai arrivati. Della strage dell'Heysel - racconta - si sono lavati le mani tutti. Autorità e mondo dello sport".

scontri allo stadio heysel

   

 

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strage dello stadio heyselscontri allo stadio heysel

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