APOTEOSI BLAUGRANA: IL BARCELLONA BATTE 2-0 IL REAL MADRID NEL "CLASICO" E VINCE LA LIGA, IN FACCIA AGLI ODIATI RIVALI – SI TRATTA DEL SECONDO CAMPIONATO SPAGNOLO CONSECUTIVO PER HANSI FLICK, CHE ORA PUNTA QUOTA 100 PUNTI – I “BLANCOS” SONO SEMPRE PIÙ IN CRISI, TRA CASO MBAPPE’, LA RISSA TRA VALVERDE E TCHOUAMENI, E LA STAGIONE CONCLUSA CON “ZERU TITULI”: RIUSCIRÀ MOURINHO A INVERTIRE LA ROTTA? (ANCHE SE “MOU” HA SMENTITO CONTATTI CON FLORENTINO PEREZ) – L’ALLENATORE TEDESCO DEL BARÇA SI COMMUOVE DOPO LA VITTORIA: POCHI GIORNI FA AVEVA PERSO IL PADRE, MA HA DECISO DI PRESENTARSI REGOLARMENTE IN PANCHINA… - VIDEO

Estratto dell’articolo di Simone Golia per il "Corriere della Sera"

 

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[…] Il Barcellona ci ha messo appena 18’ per vincere la Liga in faccia ai rivali di sempre (era accaduto solo una volta, nel 1932). Rashford e Ferran Torres hanno mandato al tappeto un Real ridotto a pezzi come i vetri del suo pullman, preso a pietrate nei pressi dello stadio.

 

Mbappé non c’era, infortunato e nel mirino dei tifosi per una vacanza in Sardegna insieme alla fidanzata proprio mentre la squadra si stava sbriciolando. Out anche Valverde, mandato in ospedale da Tchouameni al termine di una rissa fra compagni di squadra, la seconda dopo quella fra Carreras e Rudiger. Il Real che avrebbe dovuto dominare come mai prima chiude la stagione con zero titoli, è la quinta volta che succede in questo secolo.

 

Florentino Perez, che ieri ha anche saltato il pranzo istituzionale, sta pensando di riaffidarsi al vecchio amico Mourinho, che però smentisce («Non ho parlato con lui»). Il Barcellona, invece, vince la seconda Liga consecutiva, punta quota 100 punti e potrebbe diventare la prima squadra di sempre in Spagna a vincere tutte le partite casalinghe (è a 18 su 18).

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I 190 Paesi connessi sul Clasico e gli oltre 600 giornalisti accreditati hanno assistito alla sfida fra due mondi lontani anni luce, che si sono trovati vicini solo prima del calcio d’inizio, quando le squadre hanno osservato un minuto di silenzio per ricordare il papà di Hans Flick. È morto ieri mattina, a poche ore dalla partita. L’allenatore del Barça, però, ha subito informato club e giocatori che si sarebbe regolarmente presentato in panchina. […]

 

Al suo arrivo nel maggio 2024, Flick trova diversi giocatori sfiduciati, da Raphinha a Lewandowski, e li fa sentire importanti. Percepisce inoltre l’energia dei giovani, che volevano prendersi la squadra senza limitarsi ad esordire e basta.

 

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Prende per mano i vari Gavi, Yamal, Balde e Casado, permette loro di scegliere anche la musica nello spogliatoio e viene ripagato con uno stile di gioco spensierato, per alcuni ingenuo, per tanti coraggiosamente sfrontato. Al club chiede poco, solo 27 milioni spesi nelle ultime due sessioni di mercato, e si confronta con i giocatori perché convinto che nessuno più di loro conosca le esigenze del proprio corpo.

 

Non si lascia influenzare dai potenti media di Barcellona, neanche nei momenti più difficili e fa capire a Yamal che sì, è giusto che chieda sempre il pallone fra i piedi, ma che quando non ce l’ha deve eseguire gli ordini del suo allenatore. Ieri Flick ha vinto il suo quinto trofeo, i suoi lo hanno portato in trionfo. Papà, da lassù, avrà sorriso.

 

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