premiomaxxi

MAXXI PRIZE - DOPO AVER VISTO IL PESANTE MUSEO INVASO DA TRECENTO PERSONE CHE CANTANDO E BALLANDO HANNO RESO ALLEGRO PERSINO IL CEMENTO, LA GIURIA HA DECISO. VINCONO IL PREMIO MAXXI 2014 MARINELLA SENATORE E I SUOI BOYS&GIRLS

 

Alessandra Mammì per Dagospia

 

performance di Marinella Senatoreperformance di Marinella Senatore

 Deve aver litigato parecchio la giuria prima della premiazione che si è svolta ieri al Maxxi. perhè si ripeteva ogni tre minuti che i finalisti erano ugualmente bravi tutti, ma qualcuno più uguale degli altri e che mai come quest'anno il premio italiano più importante per giovani artisti, sarebbe dovuto finire ex aequo (“ma quattro”, ha spiegato il giurato direttore del Pecci Fabio Cavallucci “ci han detto che per motivi amministrativi non si potevano dare”). Però è vero: i finalisti dell'edizione 2014 hanno presentato tutti lavori eccellenti e tutti molto diversi tra loro.

 

Yuri AncaraniYuri Ancarani

C'è un film. “San Siro” di Yuri Ancarani, dove con grande tenuta di regia si indaga dietro le quinte dello stadio milanese, fra gli uomini che lo puliscono, i custodi che trascinano mazzi di chiavi degni di Barbalù, i pittori che ridipingono le linee del campo, i fonici che provano, l'arrivodei tifosi che si arrampicano sulle scale, quello dei giocatori blindati come gladiatori. “Non sono un tifoso e lo considero un mio limite. Ho fatto questo film anche per capire il senso di questo rituale collettivo. E nel farlo ho anche pensato che San Siro è una delle poche strutture pubbliche a Milano con il nome di un Santo. L'altra è San Vittore”. Hanno vinto tutti, ma qualcuno ha perso di più. E questo probabilmente è proprio Yuri il vero competitor della Senatore. L'opera che insieme alla vincitrice più delle altre è un segno di apertura alle nuove esigenze del mondo e di posizionamento forte nel panorama internazionale.

San Siro di Yuri AncaraniSan Siro di Yuri Ancarani

 

La Memoria. Sono le foto recuperate da archivi del Novecento, ingrandite e rieleborate da Linda Fregni Nagler. Uomini sul ciglio di un palazzo, altri in equilibrio instabile sul bordo di un burroneo appesi alla grate di un ponte. Forse un suicida, forse un gioco, forse un gesto Ogni visitatori si racconti la storia che lo scorrere di queste sequenze di immagini al

Installazione di Linda Fregni NaglerInstallazione di Linda Fregni Nagler

dedicate al volo e alla precarietà della vita suggeriscono. Ha detto l'autrice di questa installazione di grande magia e lirismo che ha un punto di fragilità proprio nella sua raffinatezza ed eleganza

 

Lo spazio. La stanza di Micol Assael. Set denso di inquietudini, dove il déplacement di sanitari da vecchio bagno ricolmi d'acqua fino all'orlo e sospesi a mezz'aria contro le pareti, la branda in ferro, lo scoccare dell'arco fotovoltaico, il bianco eccessivo, il vuoto eccessivo, la goccia che cade inesorabile, tutto insomma scrive una scena ferma al limite dell'incubo. Molto suggestivo, forte impatto emotivo, riconferma di una bravissima artista di cui abbiamo però visto prove più coraggiose.

la stanza di Micol Assaella stanza di Micol Assael

 

E allora dopo stremante discussione, la forza travolgente della performance con oltre trecento persone che poche ore prima aveva invaso il museo con “The School of Narrative Dance” ha convinto la giuria a consegnare il premio MAXXI 2014 a Marinella Senatore con seguente motivazione

 

Per la capacità di tradurre e narrare il nostro momento storico in un affresco inedito, per l'energia e la forza trasmessa nel connettere arte e società, dedicato a tutte le comunità che lo hanno sostenuto rendendo unico il ruolo del museo».

 

Tra gli urli, gli applausi, i boati del gruppo di lavoro la Senatore è salita sul palco e ha arringato la folla ricordandoci che creare arte è creare comunità.

 

La performance ( vista da Teresa Bertuzzi)

Tango, tip tap e flamenco. Danza classica, moderna e contemporanea, acrobazie, cori e una banda. Oltre 300 le persone coinvolte nella maestosa performance di Marinella Senatore “The School of Narrative Dance”, che ieri mattina, a partire dalle 12.00, si è svolta tra gli spazi del Maxxi.

performance di Marinella Senatoreperformance di Marinella Senatore

Per poco più di un’ora l’artista, telecamera in mano e boccheggiante per il caldo, ha guidato il pubblico da un’esibizione all’altra, dalle hall alla piazza, dalle scale alle balconate, mentre la coreografia ideata dal gruppo berlinese ESPZ invadeva ogni angolo del museo.

 

E così, durante il canto degli Alpini una coppia ballava il tango al centro della hall, o subito dopo le acrobazie delle giovani ginnaste in piazza i ballerini filippini del gruppo Pinoy Teens eseguivano una danza popolare. E ancora, mentre i danzatori contemporanei di Puské scendevano le gradinate del museo, i componenti del coro Decantere, diretto da Eduardo Notrica, spiegavano le loro voci dalle balconate sovrastanti la sala.

Marinella Senatore sul setMarinella Senatore sul set

Oltre a coloro che negli ultimi giorni hanno partecipato alle lezioni della School of Narrative Dance in piazza Alighiero Boetti, infatti, sono stati coinvolti nella performance scuole e associazioni culturali, che hanno contribuito al progetto di Marinella Senatore dando vita ad un’attiva comunità dell’arte.

Gli spazi del museo e le classroom, create appositamente dagli architetti inglesi di Assemble, sono stati teatro di un’azione performativa che esemplifica il messaggio proprio della Senatore di apertura al pubblico e condivisione.

 

Marinella SenatoreMarinella Senatore

La performance è stata il culmine di un percorso da lei inaugurato nel 2013 e che ha già girato 7 paesi, adattandosi di volta in volta alle territorialità e alle diversità espressive delle comunità coinvolte: una “scuola di storytelling itinerante”, aperta a tutti e completamente gratuita, dove chiunque può apprendere o insegnare e dove la danza non è che il fil rouge di un progetto molto più ampio di espressione e condivisione delle conoscenze. Le parole chiave della scuola sono partecipazione e inclusione, per un’arte che mira finalmente ad annullare lo spazio esistente tra pubblico e istituzioni.

 

 

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