“QUESTI 120 GIORNI SONO STATI UNO STILLICIDIO, AVVERTIAMO LO SCETTICISMO DELLA GENTE” – IL CAPODELEGAZIONE AZZURRO GIGI BUFFON, ISPIRATORE DELLA SCELTA DI GATTUSO COME CT, CERCA FACILI ALIBI E SE LA PRENDE CON I “CRITICONI” (E’ PIU’ COMODO SCARICARE LE COLPE CHE ASSUMERSI LE PROPRIE RESPONSABILITA’) E POI SIBILA: “SONO CONVINTO CHE ANCHE LORO AL FISCHIO DI INIZIO TIFERANNO PER L'ITALIA” - GATTUSO ALLE PRESE CON L’EMERGENZA IN DIFESA CON BASTONI, CALAFIORI E MANCINI IN DUBBIO PER LA PARTITA CON L’IRLANDA DEL NORD DI GIOVEDÌ - FEDERICO CHIESA SI E’ CHIAMATO FUORI: “NON SE LA SENTIVA” (MEGLIO COSI’, CHI NON SE LA SENTE RESTI A CASA!)
Il capo delegazione azzurro Gigi Buffon alla Domenica Sportiva: "Adesso è il momento del verdetto. Questi 120 giorni sono stati uno stillicidio ma sono serviti anche per portare qualcosa in più, uno spirito profondo e d'intesa che servirà – ha ammesso Buffon – è vero, avvertiamo lo scetticismo della gente. Ma sono convinto che anche i criticoni al fischio di inizio tiferanno per l'Italia. E poi in questo momento serve prima di tutto da noi un messaggio per far cambiare loro idea” (...)
GATTUSO
Alessandro Bocci per corriere.it - Estratti
Leggerezza, responsabilità, fiducia. Senza rimpianti e con uno slogan che è un programma: «C’è solo una partita». L’Irlanda del Nord, giovedì sera a Bergamo. Inutile voltarsi indietro o guardare troppo avanti. Rino Gattuso è arrivato a Coverciano in anticipo e preparato. Sa cosa lo aspetta e come affrontarlo. Non ha avuto lo stage e non polemizza perché «non cerco alibi».
Meglio concentrarsi su quello che si deve e si può fare. In ballo c’è un pezzo di storia, la Nazionale non può permettersi di fallire per la terza volta consecutiva l’assalto al Mondiale, a maggior ragione adesso che negli altri sport l’Italia è sempre in prima fila. «Non sono geloso, anzi i successi degli altri mi gasano», dice Ringhio.
In questi quattro mesi di vuoto e inevitabili cattivi pensieri, il c.t. non ha staccato la spina, anzi, ha raddoppiato le energie: viaggi, pranzi e cene con i giocatori, partite. 380 quelle che tra lui e il suo staff hanno visto dal vivo, 80 gli aerei presi dal commissario tecnico. «È anche un lavoro psicologico che ho fatto su me stesso. La tensione c’è, è normale, però devo essere bravo a trasmettere positività. Il passato non conta». Buffon, suo fedele compagno in questa avventura, non lo ha abbandonato neppure per un istante. E a Coverciano, in questi giorni, ha piantato le tende anche il presidente Gravina.
Gattuso ha preparato tutto, anche le parole da dire in conferenza, a cominciare dalle scelte. «Ho agito in buona fede, privilegiando quelli che ci hanno portato sino qui. In questi sette mesi il gruppo mi ha dato certezze. I nostri non sono scappati di casa. Devono stare attenti sui calci piazzati, rispettare l’avversario e annusare il pericolo. Sono orgoglioso di questi ragazzi che vogliono stare qui. Molti acciaccati potevano rimanere a casa a curarsi e non lo hanno fatto.
C’è grande attaccamento alla causa». Il discorso non vale per Chiesa, che se n’è andato subito ed è stato sostituito da Cambiaghi: «Non siamo tutti uguali. Federico ha problemi e titubanze e non se la sentiva. Ho un po’ insistito, ma ho dovuto accettare la sua decisione». Fede è un dolore per tutti, la condizione fisica, ma soprattutto psicologica, non gli permette di concentrarsi sulla maglia azzurra. Gli altri hanno risposto presente, da Scamacca, alle prese con un problema all’adduttore e disponibile eventualmente per la seconda partita, a Tonali, che ha saltato il derby con il Sunderland e sarà pronto per giovedì. Politano, acciaccato, ha saltato la partitella 5 contro 5.
L’emergenza è davanti a Donnarumma. La difesa è un rebus: Mancini, uscito all’intervallo di Roma-Lecce per un problema al polpaccio, «è solo affaticato». Calafiori ha un problemino, niente di allarmante. Bastoni continua a non calciare e nel primo giorno di lavoro si è limitato a qualche corsetta isolata, ma ha inviato un messaggio rassicurante. «Il dolore è gestibile». I tre titolari prescelti sono sotto osservazione.
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