BLATTER ATTACK! SFIDA A PLATINI PER LA GUIDA DELLA FIFA

Fabio Monti per "Il Corriere della Sera"

Erano amici. Appunto: erano. L'8 giugno 1998 il cartello fra Joseph Blatter, allora segretario della Fifa e Michel Platini, co-presidente del Mondiale francese, aveva prodotto l'elezione dello svizzero alla guida della Federcalcio mondiale, come successore di Joao Havelange.

Lo svedese Johansson, presidente dell'Uefa, era uscito sconfitto e Blatter aveva restituito il favore nove anni più tardi, quando il 26 gennaio 2007 aveva sponsorizzato la candidatura di Platini alla presidenza Uefa, ancora in alternativa a Johansson (era in carica dal 1990).

Il 1° giugno 2011, a Zurigo, durante il congresso della Fifa, Blatter, assediato dagli oppositori, insieme con i membri dell'Esecutivo, al punto che era stato richiesto il voto segreto, con le schede (e non quello elettronico, 183 voti su 203), aveva lasciato intendere in modo esplicito che, esaurito il suo quarto mandato nel 2015, avrebbe lasciato la guida del pallone.

Da quel momento, aveva preso quota la candidatura di Michel Platini, che pure nel 2011 aveva sostenuto il presidente in carica con tutta l'Uefa. Il 2015 si avvicina e i propositi di abbandono di Blatter hanno cominciato ad essere sempre più vaghi, fin quasi ad evaporare.

In contemporanea, ha avviato una campagna di insolita durezza contro Platini e contro la politica Uefa. Il primo: Euro 2020. «Bisognerà cambiare nome ad un campionato d'Europa con partite sparse in 13 Paesi diversi. È una manifestazione senza cuore e l'idea non è nemmeno nuova. Un giorno il colonnello Gheddafi mi aveva proposto che la Coppa del mondo 2010 fosse giocata in tutta l'Africa con finale a Johannesburg». Il secondo: l'aiuto tecnologico sulla linea di porta (19 marzo). «Tutti, anche gli arbitri, vogliono la tecnologia.

Tutti, tranne Platini. Se è il solo a non volerla, il problema diventa suo. I rigori e il fuorigioco passano, ma quando non si dà un gol che c'è come è accaduto nel 2010, l'errore non si cancella più». Il terzo: gli arbitri di porta (19 marzo). «Non servono a decidere se c'è o non c'è un gol. Si continua a sbagliare, perché il gioco è troppo veloce. Piacciono a Collina, un ex arbitro italiano che lavora per l'Uefa».

Platini non ha perso tempo e ha risposto attraverso L'Equipe. Su Euro 2020: «Sarà l'Europeo per eccellenza, perché per la prima volta si giocherà in tutto il continente. Il progetto è stato approvato da 52 delle 53 federazioni», con l'eccezione della Turchia che voleva organizzare da sola la rassegna. «Non sono sicuro che Gheddafi abbia agito proprio in questo modo.

Al contrario, penso che noi siamo un modello di governance. Tutti i nostri principali programmi, come Euro 2020 o il fair play finanziario, sono il risultato di dialogo approfondito e di una decisione collegiale presa da tutti i soggetti coinvolti». Sulla tecnologia sulla linea di porta: «Se volessi introdurla in Champions League ed Europa League, l'Uefa dovrebbe spendere 54 milioni in 5 anni. Preferiamo investire questo denaro per lo sviluppo del calcio».

E gli arbitri d'area? «È stato Blatter ad autorizzare questo sistema...», frase riferita alla decisione presa dall'International Board nella riunione straordinaria del luglio 2012. Sul Mondiale 2022 in Qatar. Blatter ha confermato tre giorni fa che si giocherà, in estate, «perché questo ha votato l'Esecutivo nel 2010». Platini, che lo vorrebbe in inverno, ha replicato: «D'estate, con 50 gradi, è impossibile giocare a calcio».

I due si sono trovati alla riunione dell'Esecutivo di giovedì. Per ora Blatter è riuscito a congelare la proposta di ispirazione Uefa di arrivare a stabilire la durata del mandato presidenziale e l'età massima (72 anni): «Questione delicata; ne discuterà il congresso» (31 maggio, Mauritius).

Ma la sintesi è chiara. Blatter non ha nessuna intenzione di uscire di scena. Se viene eletto Platini, per lui è finita; se riesce a farsi confermare o a indebolire il francese, al punto che il congresso del 2015 punti su un altro candidato, a lui fedele, l'avventura continua. Platini non ha ancora sciolto la riserva sulla sua candidatura, ma l'atteggiamento di Blatter ne sta raddoppiando le energie.

 

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