SEEDORF, L’OLANDESE VOLANTE (DALLA FINESTRA) – GALLIANI, I GIOCATORI, PARTE DELLO STAFF TECNICO: TUTTI CONTRO L’OLANDESE CHE IN UN COLLOQUIO CON GLI ULTRA’ BOCCIA ‘TRE QUARTI DELLA ROSA’ - BERLUSCONI DA’ I 7 GIORNI A CLARENCE E PER IL FUTURO PENSA A INZAGHI (IN POLE), SPALLETTI O PRANDELLI

1. SEEDORF BOCCIA LA SQUADRA: GIOCATORI E SOCIETÀ FURIOSI
Monica Colombo e Arianna Ravelli per ‘Il Corriere della Sera'

Il Milan ha sette giorni per riattaccare qualche coccio, ritrovare un minimo di compattezza interna e fare risultato: le prossime due trasferte, domenica (Lazio) e mercoledì (Fiorentina) saranno decisive per i destini di Clarence Seedorf (che ieri ha sottoposto gli attaccanti a una seduta aggiuntiva al mattino, mentre poi il gruppo si è allenato al pomeriggio).

I rossoneri arrivano a questo snodo importante nel peggiore dei climi possibili, scossi da tensioni che sono solo cresciute dopo il vertice ad Arcore (che sarebbe dovuto restare segretissimo) in cui Adriano Galliani, accompagnato da qualche giocatore ed esponenti dello staff tecnico, ha illustrato a Silvio Berlusconi la gravità della situazione. Pecche di Seedorf comprese. Com'è ovvio, l'allenatore non ha gradito quella che può anche sembrare una cena tra «congiurati», ha ricevuto delle smentite scontate dai partecipanti e continua a mostrarsi sereno, rinfrancato dalle rassicurazioni ottenute da Berlusconi.

A parlare, in realtà, d'ora in poi saranno i risultati. Ma che squadra andrà in campo, domenica sera contro la Lazio? La domanda è particolarmente pertinente, perché si è saputo che l'allenatore, in un incontro con i capi della curva Sud, ha delegittimato il gruppo.

A rivelarlo è stato Giancarlo Capelli, storico leader degli ultrà, ospite a Italia 7 Gold, che, nello spiegare perché la Curva difende Seedorf, ha in realtà regalato un nuovo argomento d'accusa ai detrattori: «Una settimana dopo che è arrivato a Milano, abbiamo avuto un incontro con Seedorf. Lui ci ha detto che tre quarti di questa squadra non li vuole. Se li è ritrovati, non li ha scelti». Una bocciatura totale, quella di Seedorf, tanto più grave perché preventiva (dopo solo una settimana di allenamenti), che crea due grossi problemi: il primo è che, se Seedorf dovesse rimanere l'anno prossimo, sarebbe difficile accontentarlo e cambiare tre quarti di squadra (tanto più senza i proventi delle Coppe); il secondo, più stringente, è che ha aumentato le spaccature all'interno del Milan.

I giocatori non l'hanno presa bene: se questa è la valutazione dell'allenatore, ora non sarà facile chiedere al gruppo di dare l'anima per uscire dalle difficoltà. Il Milan, poi, non ha per nulla gradito, tanto che la reazione è stata lapidaria: «Se confermate, queste parole sarebbero considerate gravissime dalla società». Addirittura c'è chi si è spinto a ipotizzare che l'episodio potesse configurare una giusta causa di licenziamento. Difficile che si arrivi a tanto. Seedorf non sarà valutato tanto sui comportamenti, quanto sui risultati.

A portare ulteriore incertezza, la ciclica voce sulla candidatura di Barbara Berlusconi alle elezioni Europee, rilanciata da Maria Stella Gelmini. Barbara è molto coinvolta nel Milan, ma se il padre insistesse forse non potrebbe dirgli di no.


2. SEEDORF HA GIÀ FALLITO: IL FUTURO È DI INZAGHI
Enrico Currò per ‘La Repubblica'

Da centravanti Filippo Inzaghi sapeva cogliere l'attimo più di ogni altro: il portiere si ritrovava col pallone alle spalle senza capire come, quando e perché fosse successo. Da allenatore non ha perso il vizio da Superpippo, soprannome disneyano quanto evocativo di poteri paranormali: quando inquadra un obiettivo, lo sa raggiungere in un lampo. Fulminea sarà in effetti l'ascesa del mister della Primavera rossonera, se - come oggi risulta - diventerà lui, a partire da luglio, il nuovo occupante della panchina del Milan.

Ma ancora più istantanee risulteranno, nel caso, l'assunzione all'empireo e la caduta agli inferi di Seedorf, passato in appena due mesi dal ruolo di plenipotenziario tecnico e pupillo di Berlusconi a quello di monarca ripudiato, per manifesta incompatibilità con Galliani e per palese insofferenza della maggioranza della squadra. In verità resta ancora padrone del proprio destino, però dovrà uscire indenne, tra domenica e mercoledì, dalla duplice trasferta in casa di Lazio e Fiorentina. Altrimenti, cederà il testimone a Tassotti, traghettatore di lusso convinto a rivedere i propositi d'addio, in attesa dell'ulteriore consegna dello scettro a Inzaghi.

Il quale ha superato al momento gli altri concorrenti principali - Donadoni, comunque tenuto in molta considerazione, e Spalletti - grazie al lavoro nella Primavera, quotidianamente monitorato. Piacciono, del Superpippo versione allenatore, l'umiltà, l'applicazione, lo studio e l'empatia col gruppo, ma anche i risultati: la conquista del Viareggio è l'unico fiore all'occhiello della mediocre annata milanista. Ovviamente è necessaria l'investitura presidenziale: un imminente appuntamento ad hoc permetterà la benedizione di Berlusconi, che non intende subire le scelte altrui. Inzaghi ha il vantaggio di mettere d'accordo tutti: il padrone, Galliani che lo ha plasmato e i tifosi stessi, dei quali è eroe eponimo. In tempi di contestazione degli ultrà all'amministratore delegato, il particolare non è certo irrilevante.

Rilevantissimo è invece il problema che rischia di costare il posto a Seedorf, a sua volta a caccia del consenso degli ultrà: l'assenza di risultati, a conferma di quanto nessuno, nel calcio, sia esentato dal fare punti. Nel caso specifico si è aggiunta la gestione dello spogliatoio, mal tollerata dai giocatori veterani. Gli aneddoti si sprecano. Valgano per tutti il delicato dopo sconfitta a Madrid, quando l'allenatore non si è presentato alla seduta in palestra delegandola ai sottoposti, o l'eccesso di tolleranza verso Balotelli oppure ancora la preminenza dei colloqui con lo psicologo rispetto al campo. Gli scricchiolii premonitori si sono avvertiti quando è stata congelata la richiesta pera la prossima stagione di uno staff nutrito (8 persone) quanto costoso.

Le lamentele di alcuni senatori a Galliani hanno accentuato la sensazione di precarietà. Un vertice ad Arcore - alla presenza di Berlusconi padre, di Barbara, di Confalonieri, di Galliani e (nessuno conferma, però le smentite sono blande) di Tassotti e di un paio di calciatori avrebbe infine certificato l'urgenza della questione. Seedorf, forte di un contratto da 2,5 milioni l'anno fino al 2016, reputa superabile la turbolenza, magari con la coppia d'attacco Balotelli-Pazzini. Ma resta nerissimo, il cielo sopra Milanello: il Codacons sta valutando un esposto all'antitrust per eventuali profili di "pratiche commerciali scorrette" sul giallo dei ben 9mila spettatori fantasma di media alla partite casalinghe del Milan. Che rifiuta ogni commento sulla vicenda, non meno imbarazzante del valzer della panchina.

 

BALOTELLI E SEEDORFBARBARA BERLUSCONI E SEEDORF heroa FLAVIO BRIATORE SILVIO BERLUSCONI ANDRIANO GALLIANI IN TRIBUNA A SAN SIRO PER MILAN MALAGA l architetto fabio novembre si fa un selfie con barbara berlusconi rossa e adriano galliani mauro tassottiFILIPPO INZAGHISpalletti - Copyright Pizzi

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