gigi cagni lele adani

“LELE ADANI? È INASCOLTABILE, UN GURU DI QUELLI CHE PENSANO DI AVERE INVENTATO IL CALCIO, ORMAI PRIGIONIERO DEL PROPRIO PERSONAGGIO” - L’EX TECNICO DI BRESCIA E EMPOLI, GIGI CAGNI, SPARA A ZERO CONTRO L'EX CALCIATORE, OGGI OPINIONISTA CHE LO AVEVA ACCUSATO DI DIFENSIVISMO ("OGGI CI SONO ANCORA TANTI CAGNI"): “MI HA ATTACCATO ANCHE SE NON ALLENO DA SETTE ANNI, E SUI SOCIAL LO HANNO MASSACRATO TUTTI. QUESTI COSIDDETTI TALENT TELEVISIVI, DI CALCIO SANNO POCO E CAPISCONO MENO. IN RAI MI INTERVISTAVANO NANDO MARTELLINI O BRUNO PIZZUL, CHE NON SI SAREBBERO MAI PERMESSI CERTI GIUDIZI MALEDUCATI, CREDO CHE LA RAI NON RINNOVERÀ IL CONTRATTO A ADANI, PER ME HA CHIUSO” – E SULLA ESCLUSIONE DELL'ITALIA AI MONDIALI PARLA DI UNA GENERAZIONE DI CALCIATORI SENZA PERSONALITÀ…

 

Maurizio Crosetti per repubblica.it - Estratti

 

Gigi Cagni, ma cosa le ha fatto Lele Adani?

«Proprio niente, e io non ho fatto niente a lui. Mai litigato. È stato un mio calciatore nell’Empoli ma giocava poco, per me non era un titolare».

gigi cagni

 

Però lei disse che quando Adani commenta le partite della Nazionale, toglie l’audio.

«Solo perché è inascoltabile, un guru di quelli che pensano di avere inventato il calcio, ormai prigioniero del proprio personaggio. Esagera sempre. In realtà è molto debole: mi ha attaccato anche se non alleno da sette anni, e sui social lo hanno massacrato tutti. Credo che la Rai non gli rinnoverà il contratto, per me ha chiuso».

 

Inventato il calcio in che senso?

«Questi cosiddetti talent televisivi, che poi anche certi termini inglesi ve li raccomando, di calcio sanno poco e capiscono meno. Molti di loro non conoscono la storia, non hanno mai visto giocare l’Ajax del 1967, non dico quello del 1972, e neppure il Toro di Radice, la Ternana di Viciani o il Varese di Fascetti, memorabili esempi di pressing e fuorigioco».

 

(...) Allora ha ragione Allegri? Il calcio, in fondo, è semplice?

«In tivù parlano presunti scienziati per tentare di renderlo più attrattivo, così vogliono gli sponsor e tutti urlano, tutti parlano inglese, poi non andiamo ai Mondiali da una vita e un motivo ci sarà».

 

Colpa di Adani?

lele adani

«Colpa di una generazione di calciatori senza personalità, sono figli e nipoti fragili. Guardate gli occhi da belva di Beppe Bergomi nell’82, prima di sostituire Collovati contro il Brasile: aveva 18 anni e le pupille iniettate di sangue. E poi guardate gli azzurri in lacrime sul campo in Bosnia, osservate come si disperano con le mani tra i capelli. Il mio allenatore delle giovanili del Brescia ci diceva: non vi venga mai in mente di fare scene dopo aver segnato un gol o dopo averlo preso, abbiate rispetto».

 

Il calcio non è anche schemi, moduli, idee e ricerca?

«Sì, ma non è aria fritta. Che bisogno c’è di passare un pizzino a un giocatore per spiegargli cosa deve fare? Se ne hai bisogno, è il tuo fallimento come allenatore. Nedo Sonetti ci insegnava il fuorigioco, nella Sambenedettese, e io che ero il libero dovevo dettare i tempi. Ma questa cosa non mi entrava, il mister stava per uccidermi.

 

Però, a forza di spiegare a voce, non con disegnini e lavagnette, alla fine imparai. Credo che i giovani di oggi si annoino da morire, mentre gli allenatori spiegano la teoria».

 

Cos’è per lei la modernità?

gigi cagni

«Sapere che il talento individuale viene prima di qualunque altra cosa, e di certo prima dei muscoli e della stazza fisica. Ma il problema è più ampio, direi sociale».

 

O social?

«Un mio amico, importante agente di calciatori, qualche giorno fa mi ripeteva: “Gigi, oggi neanche tu riusciresti a non far entrare i cellulari nello spogliatoio”. Mi spiegava, questo amico, che un istante dopo la fine della partita, non importa se vinta o persa, i ragazzi cominciano a smanettare per leggere i giudizi nei loro confronti. Mi chiedo come mai qualcuno non abbia ancora filmato un allenatore mentre, nel chiuso dello stanzone, sta rovesciando un tavolo, incazzato nero».

 

Troppe parole, dentro e intorno al calcio?

«Io ho vissuto per mezzo secolo in campo, 20 anni da giocatore e 30 da allenatore, conosco la storia ma non ho mai avuto le certezze che in tanti invece esibiscono. In Rai mi intervistavano giornalisti come Nando Martellini o Bruno Pizzul, potevano criticare ma non si sarebbero mai permessi certi giudizi maleducati».

 

Parlare sempre al passato è un segno del tempo?

gigi cagni

«Io vado per i 76, però mi arrabbio quando dicono che sono vecchio per le mie idee sul calcio, perché quelle idee le conosco, ci ho lavorato sopra per una vita. Ho scritto anche un libro che si intitola “Rànget”, in dialetto bresciano vuol dire arrangiati. Una lezione che ho imparato presto».

 

Già che ci siamo: come si arrangeranno la Figc e la Nazionale?

 

«Sono proprio curioso di leggere i programmi, dopo i nomi. Ma si dessero meno soldi ai procuratori».

gigi cagnilele adani silvio baldini (2)giancarlo dotto lele adani luciano spallettilele adani (2)lele adani (4)gigi cagni

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