IL CALCIO DI MARADONA A EQUITALIA - UN GIUDICE TRIBUTARIO DÀ RAGIONE AL “PIBE DE ORO”: INGIUSTE LE RICHIESTE DEL FISCO. E GLI ESATTORI SOSPENDONO LA RISCOSSIONE DEI 39 MILIONI DI EURO

Franco Bechis per “Libero Quotidiano
 
La lettera è datata 30 maggio 2014 ed è stata inviata a tutti gli eventuali debitori di Diego Armando Maradona e allo stesso Pibe de oro. In cima alla pagina un numero di protocollo e un numero di procedimento. «In riferimento alla procedura di cui all’oggetto, Vogliate sospendere, dalla data odierna, in attesa di nostre ulteriori comunicazioni, ogni erogazione delle somme pignorate alla scrivente Agenzia della Riscossione. Ringraziando per la collaborazione, a disposizione per eventuali chiarimenti, cogliamo l’occasione per porgere distinti saluti». Firmato: «Unità operativa procedure presso terzi- Equitalia Sud».
 
Tradotto dal burocratese, suona così: «Caro signor Maradona, che dal 2001 noi stiamo inseguendo e braccando in ogni modo avendo spiegato a mezzo mondo che ci deve 39 milioni di euro (perchè secondo noi lei ha evaso 13 miliardi di lire- cioè 6,7 milioni di euro, poi sa c'è un po' di inflazione e un bel carico di more e sanzioni che hanno fatto più che quintuplicare quella somma), le stiamo scrivendo noi di Equitalia. Ci ha presente? Sì, non può essersi scordato: eravamo quelli sulla pista di Fiumicino che la attendevano il 12 febbraio 2001.
 
Quelli che le hanno pignorato l’orecchino. E poi l'orologio. Quelli che hanno fatto irruzione nella sua camera di albergo a Merano anni dopo per cercare qualche suppellettile da pignorare ancora. Siamo gli agenti delle tasse italiane che abbiamo fatto del suo caso un santino a cui ispirare la lotta all’evasione. Eravamo convinti che a bastonarne uno come lei- che tante ne aveva combinate nella vita- ne avremmo educati altro che cento. Beh, ora proprio noi siamo qui a supplicarla: si fermi, smetta di portarci orecchini e orologi da pignorare, si tenga in tasca i suoi soldi. Da oggi non vogliamo essere più pagati nemmeno un euro. Ci rifaremo sentire noi quando sarà il caso...».
 
L’ho un po’ romanzata, ma il succo della lettera è proprio quello. Equitalia ha sospeso la procedura di riscossione coattiva verso Maradona e chiunque fosse presunto debitore nei suoi confronti (qualche tempo fa Maradona aveva fatto da testimonial a una iniziativa della Gazzetta dello Sport ed Equitalia era volata come un falchetto in Rcs intimando: non pagatelo, qualsiasi cosa gli dobbiate deve essere versata nelle nostre tasche!). Non sappiamo con quale sorriso e gentilezza inserita per protocollo nella lettera formale i grandi cacciatori del Pibe de oro abbiano dovuto riporre nella fondina le loro ganasce fiscali. La scelta non è stata loro, naturalmente.
 
Era un ordine del giudice Maurizio Stanziola della commissione tributaria di Napoli che ha accolto il ricorso del legale di Maradona, Angelo Pisani, sull'eccesso di pretese del fisco italiano nei confronti del campione argentino, stabilendo proprio quella sospensiva. L'avvocato Pisani naturalmete esulta, perchè ha trovato dopo anni un giudice se non a Berlino, a Napoli: «Dobbiamo essere grati -dice - ad una magistratura tributaria coraggiosa, preparata ed attenta come quella partenopea, cui si deve questo risultato e lo stop ad una burocrazia cieca e sorda alla verità ed innocenza dei contribuenti".
 
Lui fa il suo mestiere, anche se questo è solo un punto a favore di Maradona e non ancora la fine del braccio di ferro con il fisco italiano. Quel punto però lo segna anche Libero, che qualche mese fa proprio mentre l'ex calciatore veniva messo per l'ennesima volta alla berlina da Equitalia, esaminò tutte le carte del contenzioso prendendo le difese di Maradona che sembrava veramente perseguitato al di là di ogni comportamento eventualmente colposo. Stigmatizzammo con il titolo "Ha ragione Maradona" quel carico extra di 28 milioni di euro di sanzioni, mora e interessi di mora che ingiustificatamente avevano fatto lievitare la somma pretesa da Equitalia.
 
E avanzammo dubbi anche sull'oggetto stesso della contesa, che più che sul merito verteva su vizi di forma. La storia integrale l'abbiamo raccontata su Libero. Oggetto della presunta evasione erano dei contratti di sponsorizzazione sottoscritti come avveniva in tutto il settore dal Napoli calcio con società di intermediazione estere, per cui ai giocatori arrivavano alcuni dividendi come tali fiscalmente trattati dai percettori e invece ritenuti stipendio integrativo dal fisco italiano.
 
Il Napoli calcio avrebbe dovuto versare l'Irpef anche su quelle somme, e non lo fece. Il fisco italiano inseguì i protagonisti di quella storia: il presidente del Napoli, Corrado Ferlaino, e i calciatori percettori che erano Careca, Alemao e Maradona. La notifica delle accuse arrivò regolarmente sia a Ferlaino che a Careca e Alemao. A Maradona no, perchè ormai era in Argentina. Fu affisso un fogliettino all'albo pretorio di Napoli, che all'epoca non era on line.
 
I primi affrontarono i processi. Venne fuori che Ferlaino aveva fatto il condono per il Napoli calcio, e che quindi il fisco non poteva pretendere più nulla da lui e dai calciatori comunque fossero andate le cose. Così in secondo grado e in Cassazione furono tutti assolti. Non Maradona perchè semplicemente non conoscendo le accuse non aveva potuto difendersi in giudizio (dove ovviamente sarebbe stato assolto essendo il suo caso identico a quello di Alemao e Careca). La sua possibilità di difesa da Equitalia è andata in prescrizione, e così è iniziata la caccia grossa che ha trasformato l'ex calciatore in una sorta di Al Capone.FILIPPO ROMA E L AVVOCATO DI MARADONA FILIPPO ROMA E L AVVOCATO DI MARADONA MARADONA DITO MEDIO MARADONA DITO MEDIO MARADONA GESTO DELL OMBRELLOMARADONA GESTO DELL OMBRELLOMARADONAMARADONAequitalia cartella equitalia cartella

Ultimi Dagoreport

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO