“CI AVVICINIAMO AI PLAYOFF PER I MONDIALI, PORTANDOCI ADDOSSO UNA PAURA BRUCIANTE” – RONCONE E LA LUNGA VIGILIA DELL’ITALIA VERSO L’IRLANDA DEL NORD CON TONALI, MANCINI E BASTONI MALCONCI – IL PROBLEMA CENTROCAMPO: “BARELLA SEMBRA INVOLUTO, FRATTESI È IL SOLITO FRATTESI, CRISTANTE È SFIANCATO DALLA STAGIONE ROMANISTA. A CENTROCAMPO SOLO LOCATELLI E PISILLI PAIONO AVERE GAMBE, E IDEE, FRESCHE” - IN ATTACCO, DIETRO A RETEGUI E KEAN, LA SFRONTATEZZA DI PIO ESPOSITO PUÒ FARE COMODO - GRAVINA S’È GIÀ INCHIODATO ALLA POLTRONA E HA FATTO SAPERE CHE, IN CASO DI MANCATA QUALIFICAZIONE AI MONDIALI (VIVA L’OTTIMISMO, EH), LE SUE DIMISSIONI POSSIAMO SCORDARCELE…”
Fabrizio Roncone per il "Corriere della Sera" - Estratti
Entriamo in questa lunga vigilia che porta a Italia-Irlanda del Nord stretti tra paura e speranza. Non è semplice stabilire cosa stia prevalendo.
Sappiamo che se il calcio fosse solo una questione di logica e di tecnica, è chiaro che, presi uno per uno, gli azzurri sono di gran lunga più bravi degli irlandesi. Persino Gatti è migliore di un qualsiasi loro difensore. Purtroppo non possiamo nasconderci che le squadre vivono anche di nervi e di rabbia, di ambizioni e di coraggio, di forza e di entusiasmo.
Con un po’ di onestà intellettuale bisogna perciò riconoscere che ci avviciniamo alla partita di giovedì sera, primo playoff per i Mondiali, portandoci addosso una paura piuttosto bruciante.
Lasciamo stare certi stupidi presagi (il campo di Bergamo era considerato il luogo del bene e del bello, ma dopo che l’Atalanta ne ha presi sei dal Bayern, abbiamo smesso di essere kantiani): procedo per immagini, spifferi di spogliatoio, bollettini medici.
Di Lorenzo è rimasto a casa, Scamacca si è fermato per una lesione all’adduttore (proverà a recuperare, ma è dura), e sono malconci anche Tonali (il più forte che abbiamo, oltre a Donnarumma, l’unico fuoriclasse) e Bastoni (ancora ferito nell’animo per la nota, grave simulazione). Barella sembra essersi involuto, Frattesi è il solito Frattesi, Cristante è sfiancato dalla stagione romanista. A centrocampo solo Locatelli e Pisilli, che Gasperini ha tenuto a lungo in panchina, paiono avere gambe, e idee, fresche.
Rincuora la strepitosa stagione di Dimarco. In attacco, dietro a Retegui (come arriva dal campionato saudita?) e Kean (che invece arriva dalla tribolata stagione viola), la sfrontatezza di Pio Esposito può fare comodo.
(…)
Ma se cominciamo a discutere con Rino Gattuso su un argomento così, qui è finita prima di cominciare.
Anche perché noi solo di Gattuso, a questo punto, possiamo e dobbiamo fidarci. Sui vertici di Lega e Federcalcio è opportuno stendere un velo. La Lega non è stata capace di dare al nostro citì lo spazio per uno stage (lui, come sapete, s’è allora ingegnato organizzando cene e pranzi con vari gruppi di calciatori: ma s’è trattato di chiacchiere e buone intenzioni; la verità è che potrà fare il primo allenamento, con prove tattiche, solo domani).
Quanto alla Federcalcio: il presidente Gabriele Gravina s’è già inchiodato alla poltrona e ha fatto sapere che, in caso di ennesima mancata qualificazione ai Mondiali (viva l’ottimismo, eh), le sue dimissioni possiamo scordarcele.
Poi, dopo aver assistito per anni alla crescita e al trionfo delle altre federazioni — vinciamo nel tennis, nello sci, nel nuoto, nella pallavolo, e ora persino nel rugby e nel padel — ha annunciato una riforma per rilanciare il nostro calcio giovanile.
Sembra abbiano realizzato che in Italia «bisogna creare un’officina del talento». Se ne sono accorti appena quattro anni dopo la mortificante sconfitta di Palermo, quando la Macedonia del Nord ci impedì di andare al secondo Mondiale di fila.
Non so cosa abbia potuto pensare Gattuso, quando li ha sentiti. Anzi, lo immagino: ma è meglio sorvolare.





