COME HA FATTO LA NORVEGIA A DIVENTARE UNA POTENZA DELLO SPORT MONDIALE? CON BRAVURA, MA ANCHE UN PO’ DI FURBIZIA – L’IMPRESA DEL BODO GLIMT, CHE HA ELIMINATO L’INTER DALLA CHAMPIONS LEAGUE (E NELLA STESSA EDIZIONE HA BATTUTO MANCHESTER CITY E ATLETICO MADRID), NON È CASUALE: IL PAESE SCANDINAVO HA INVESTITO MOLTO NELLO SPORT – E INFATTI I NORVEGESI PRIMEGGIANO ANCHE ALLE OLIMPIADI INVERNALI (PRIMI NEL MEDAGLIERE) E SONO IN ASCESA IN ALTRE DISCIPLINE – MA DIETRO AL SUCCESSO C’È UN LATO OSCURO, TRA METODI DI ALLENAMENTO BRUTALI, ACCUSE DI BARARE E PERSINO ATLETI MORTI...
Estratto dell’articolo di Marco Bonarrigo,Paolo Tomaselli per il “Corriere della Sera”
«La storia non ci interessa. Guardiamo sempre avanti...». Inutile citare le vecchie favole raccontate dalla Champions, quelle del Malaga o dell’Apoel Nicosia. Kjetil Knutsen, allenatore del Bodo/Glimt, concede solo un mezzo sorriso dopo «la più grande impresa di un nostro club», come l’ha definita con la giusta enfasi il c.t. della Nazionale, Stale Solbakken alla tv Nrk di Oslo.
Freddo e vincente come Klaebo, il fenomeno dello sci di fondo da 6 ori su 6 all’Olimpiade. Resistente come gli Ingebritsen, i fratelli campioni del mezzofondo nell’atletica. Talentuoso come il tennista Ruud, ex numero 2 del mondo. Veloce come Wharolm, re dei 400 ostacoli, il Bodo sembra scolpito nel ghiaccio. Ed è solo l’ultima perla di un Paese che ha quasi la metà degli abitanti della Lombardia (5,5 milioni) ed è più grande dell’Italia di ben 80mila chilometri quadrati.
La Norvegia ha costretto gli azzurri del calcio ai playoff per il Mondiale, trascinata dal fenomeno Haaland ma soprattutto da una classe media di talento, cresciuta in un calcio che ha da decenni la Premier come riferimento, ma cura la tecnica come la Liga.
Knutsen […] è l’unico al mondo che dal 2018 si avvale di un ex top gun della Royal air Force, Bjorn Mannsverk, come mental coach: dai bombardamenti in Libia e Afghanistan al concetto di leadership condivisa (il Bodo ha 7 capitani) che fa da collante a un calcio relazionale capace di esaltarsi grazie a un’identità fortissima: 11 giocatori vengono dalla regione di Bodo, oltre 1000 chilometri a nord di Oslo.
[…] La Norvegia è il decimo Paese al mondo per reddito pro capite (90mila euro) mentre l’Italia è al 36° posto con meno della metà (40mila). Eppure i norvegesi non buttano di certo i soldi: il campo sintetico che tanto ha fatto arrabbiare l’Inter è così vecchio che in Italia non si trova nemmeno nelle serie minori.
Un po’ di scaltrezza non guasta. E un lato oscuro non manca. Anche se le basi del boom norvegese sono altre: la sua pratica sportiva scolastica (con il 93% di bambini che praticano attività), il divieto di ranking fino ai 13 anni, per non legare il gioco ai risultati, e in generale la sua filosofia di vita all’aria aperta, chiamata «Friluftsliv», citata nella home page di ogni ufficio del turismo.
Fondamentale è anche il sistema dei talent scout delle singole federazioni che si contendono i ragazzi, assieme a decine di istituti di ricerca universitaria in ambito sportivo: il curriculum agonistico conta moltissimo nell’ingresso nel mondo del lavoro.
[…] Gli atleti simbolo a livello mondiale (Wharolm, Ingebrigtsen, Klaebo) sono quasi dei «monaci» con motivazioni spaventose che non di rado (Jacob Ingebrigtsen) sono stati allenati e motivati da genitori fanatici, poi finiti nei guai per abusi nei sistemi educativi. L’estremismo riguarda anche la ricerca sul fronte alimentazione e allenamento. La Norvegia usa l’ipossia artificiale con grande assiduità e il caso del fondista Bakken trovato morto in Trentino con una maschera ipossica addosso ne è la prova.
Ai Giochi delle 41 medaglie i norvegesi avrebbero violato i rigorosi regolamenti sull’uso delle scioline (vedi i reclami motivati di finlandesi e americani), ma la loro potenza economica e politica ha fatto sì che il Cio non intervenisse. […]







