crisi fiorentina

DAI SOGNI CHAMPIONS AL TERRORE DELLA B: LA CRISI SENZA FINE DELLA FIORENTINA – UN MERCATO DA OLTRE 90 MILIONI DI EURO, DUE ALLENATORI (PIOLI E VANOLI), LA FUGA DEL DS PRADE’, L’ASSENZA DI COMMISSO (E LE VOCI SU PRESUNTI PROBLEMI DI SALUTE), I 6 PUNTI DOPO 14 GIORNATE, NESSUNA VITTORIA E 8 SCONFITTE, ZONA SALVEZZA LONTANA ORMAI 7 LUNGHEZZE – SUI SOCIAL ARRIVANO GLI INSULTI VERGOGNOSI E LE MINACCE ALLE COMPAGNE DEI CALCIATORI: “SPERIAMO VI MUOIANO TUTTI I FIGLI DI CANCRO” - ADANI: “LA FIORENTINA NON HA GIOCATORI DI QUALITÀ, LA FIORENTINA ‘DICE’ DI AVERE DEI GIOCATORI DI QUALITÀ”

 

 

Roberto De Ponti per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

«Allegri non ci ha messo tra le candidate alla qualificazione alla Champions. Questa frase l’ho scritta alla lavagna ai miei giocatori» (Stefano Pioli, conferenza stampa, 16 luglio 2025). 

 

crisi fiorentina

«Speriamo vi muoiano tutti i figli di cancro @dodo98 in primis» (@emanuelepapi, profilo fake, post sul profilo di Domilson Cordeiro dos Santos detto Dodò, 7 dicembre 2025). 

 

Centoquarantacinque giorni di ordinaria (per Firenze) follia, storia di una squadra costruita la scorsa estate per finire in pianta stabile tra le grandi, allenatore di ritorno ingaggiato — parole sue — per «spostare i paletti più in là», e che oggi si ritrova nel pieno di uno psicodramma collettivo, ultima con appena 6 punti dopo 14 giornate,

 

nessuna vittoria e 8 sconfitte, zona salvezza lontana ormai 7 lunghezze, progressivo passaggio dalla fase «tanto la stagione è lunga, abbiamo tutto il tempo per riprenderci» a una sottile sensazione di terrore di trovarsi al punto di non ritorno, a una retrocessione pressoché certa, non il modo migliore per festeggiare — si fa per dire — il centenario del club, ricorrenza da celebrare in uno stadio diroccato e, stando ai numeri di oggi, in serie B. 

fiorentina

 

Come si sia finiti in meno di cinque mesi dai sogni di Champions, dai cori «Pioli is on fire», alla piena zona retrocessione e alle minacce di morte a giocatori e loro famigliari, è un mistero solo se non si analizza questa breve storia triste partendo da poco più lontano, dalle dimissioni impreviste di Raffaele Palladino da capo allenatore a poche ore dalla riconferma pubblica fatta da Rocco Commisso, arrivato a dire che Palladino per lui era «come un figlio».

 

Che cosa abbia spinto il tecnico ad andarsene stracciando un ricco contratto non è dato sapere, perché alla Fiorentina le questioni legali si concludono anteponendo a ogni questione la clausola di riservatezza (vedi Rino Gattuso prima dell’arrivo di Vincenzo Italiano), ma non è inverosimile pensare che il tecnico non si sentisse gradito dal d.s. Daniele Pradè, che non perdeva occasione per punzecchiarlo, e che soprattutto le divergenze fossero sul mercato (...)

fiorentina juventus

 

Il risultato è che chi pensa che la Fiorentina che ha ereditato Pioli, e dopo di lui Paolo Vanoli, sia la naturale evoluzione di quella che la scorsa stagione si classificò al sesto posto dimentica, per esempio, che i viola di Palladino avevano a centrocampo gente come Cataldi, come Bove (fino al dramma del malore), come Adli.

 

Oggi ci sono Nicolussi Caviglia e Sohm, uno retrocesso in B con il Venezia, l’altro salvo per miracolo con il Parma. Dice bene Lele Adani, commentatore che con Vanoli come compagno ha conquistato l’ultimo trofeo viola, la Coppa Italia 2001: la Fiorentina non ha giocatori di qualità, «la Fiorentina “dice” di avere dei giocatori di qualità». 

 

Se fai un mercato da 90 e passa milioni di euro, il più ricco dell’era Commisso, e ti ritrovi in questa situazione, puoi pensare che gli errori siano solo di una dirigenza che si è mossa male sui giocatori, con un d.s. che già in estate stava sulla graticola e che si è dimesso il primo di novembre per togliere alibi alla squadra. 

 

LUCA RANIERI SOTTO LA CURVA - FIORENTINA JUVENTUS

Invano. Magari è così, ma è altrettanto vero che la lunga assenza di Rocco Commisso da Firenze, la mancanza della voce del padrone in un ambiente quantomeno scollato, se non allo sbando, si fa sentire. 

 

Vanoli prima della partita con il Sassuolo lo ha detto fra le righe: «Il presidente sta soffrendo per due cose: per la sua salute e per la situazione della Fiorentina. Però ogni giorno è accanto a noi».

 

Un buon modo per alimentare illazioni, ma al di là di tutto la Fiorentina nella stagione 2025-26 ha avuto finora due allenatori, Pioli e Vanoli, che non hanno mai incontrato di persona il loro presidente e proprietario del club, un unicum che non ha precedenti nella storia del calcio. E che ha obbligato — Pioli prima e Vanoli ora — a diventare un uomo solo al comando, anche nelle intemperie. E oggi a Firenze diluvia. 

 

(...) Poi succede che davanti a loro Kean e Mandragora litighino per chi deve calciare il rigore, mentre il rigorista designato Gudmundsson si fa da parte per evitare una rissa a tre per poi farlo sapere con un post in risposta al suo allenatore. 

 

fiorentina juventus

Che la squadra non faccia un tiro in porta. E che il becerume da social arrivi ad augurare le morte a giocatori, mogli e figli. Tanto da scatenare la risposta furiosa della moglie di Dodò, Amanda Ferreira: «Aspettatevi la polizia a casa vostra. TUTTO HA UN LIMITE. 

Andrò all’inferno a cercarvi». 

 

 

(…)

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