malago'raggi

FINE DEI GIOCHI - MALAGÒ: "IMPROBABILE UNA CANDIDATURA ITALIANA NEI PROSSIMI 20 ANNI. ABBIAMO PERSO CREDIBILITA' INTERNAZIONALE" - MA LE OLIMPIADI SPAVENTANO PER I COSTI: NON SOLO ROMA, ANCHE BOSTON, AMBURGO, MONACO SI SONO SFILATE

malago' 4malago' 4

(ANSA) "Tutto può succedere, ma mi sembra improbabile che ci possa essere un'altra candidatura nei prossimi vent'anni". Lo ha detto Giovanni Malagò, presidente del CONI, al termine della riunione dell'esecutivo nazionale del Comitato olimpico convocata a Cagliari in concomitanza con il trofeo Coni-Kinder. "Questo è un tavolo a tre gambe - ha spiegato - con Comune, Governo e Coni. Senza una gamba la candidatura perde forza: accettiamo questa situazione consapevoli della perdita di credibilità internazionale".

 

2. FUGA DALLE OLIMPIADI

Francesco De Dominicis per “Libero Quotidiano”

 

ATENE ROVINE OLIMPICHEATENE ROVINE OLIMPICHE

Roma non è un fenomeno isolato. Non sono solo i Cinque stelle a bocciare le Olimpiadi. Né i cittadini romani - che hanno detto «no» ai giochi votando la grillina Virginia Raggi come sindaco lo scorso giugno - rappresentano un caso unico nel Mondo. E poco importa se il modo con cui il Campidoglio ha comunicato ai vertici del Coni l' atteso dietrofront sia arrivato con modalità poco eleganti.

 

I contribuenti (che a Roma già pagano le tasse più alte d' Italia) guardano la sostanza e sanno bene che l' affare, ormai, è rinunciare. Non a caso, sono sempre di più le città che snobbano i giochi olimpici rispetto a quelle che si candidano a ospitarli. Sono «gare» per pochi intimi: le Olimpiadi non convengono, certamente spaventano.

OLIMPIADI ATENE 2004OLIMPIADI ATENE 2004

 

Con buona pace degli esponenti del Partito democratico e del comitato promotore di Roma2024 (guidato da Giovanni Malagò e da Luca Cordero di Montezemolo) supportati da una buona fetta di establishment capitolino, pronto a sfornare cifre strabilianti dopo l' annuncio di Raggi. Il «no» farebbe perdere alla capitale 5 miliardi di euro di investimenti e migliaia di posti di lavoro. Valli a verificare, certi numeri.

 

OLIMPIADI ATENE 2004 4OLIMPIADI ATENE 2004 4

Niente da fare: il muro di Virginia è stato letto come una mossa scellerata. Eppure, prima della Capitale si era tirata indietro Boston, non proprio una cittadina di serie B. Un' associazione locale sosteneva che l' evento avrebbe comportato ben 14 miliardi di dollari: troppi, anche a giudizio del sindaco Marty Walsh, che già l' anno scorso formalizzò, un po' a sorpresa, il ripensamento. Quell' annuncio spiazzò l' opinione pubblica americana, tant' è che Los Angeles, a questo punto favorita su Parigi, scese in campo come sostanziale ripiego made in Usa. Lo Zio Sam ha evitato una figuraccia.

 

In ogni caso, ora si assiste a una corsa ristrettissima e ciò è dovuto anche al passo indietro di Amburgo, Monaco (Germania) e Budapest (Ungheria). Mica solo Roma si è sfilata. Di sperperare denaro pubblico non va più a nessuno. E in questo senso Atene (Grecia) insegna: per la manifestazione olimpica del 2004 il budget iniziale era di 5 miliardi mentre il conto finale arrivò a 20 miliardi.

 

OLIMPIADI ATENE 2004 3OLIMPIADI ATENE 2004 3

Quello ellenico, peraltro, non è l' unico precedente di quattrini buttati al vento. Londra 2012, altro salasso: da 2,4 miliardi di sterline stimati a 8,9 miliardi spesi dalla Gran Bretagna. Un po' più indietro e dagli archivi spunta Toronto 1976 (Canada): da 250 milioni di dollari a 2,3 miliardi. Malagò sostiene che le regole del Cio (il Comitato internazionale) siano diventate assai più restrittive e che i fondi necessari per l' intera organizzazione siano nettamente inferiori rispetto al passato. I timori, tuttavia, prevalgono sugli entusiasmi.

 

In ogni caso, il motto «Olimpiadi, no grazie» non è un discorso legato ai solo giochi del 2024. Il fuggi-fuggi ha caratterizzato anche le Olimpiadi del 2022: i no di Cracovia (Polonia), Leopoli (Ucraina), Stoccolma (Svezia) e Oslo (Norvegia) avevano lasciato in campo solo Almaty (Kazakistan) e Pechino (Cina) che alla fine ha vinto nonostante l' assenza di neve e il coinvolgimento obbligato di altre città del Dragone. Senza dimenticare che la capitale cinese ha già subìto una mazzata da 40 miliardi di euro per le Olimpiadi estive di otto anni fa.

MALAGO' RAGGI BACIAMANO - ALLE SPALLE DELLA SINDACA L'AVVOCATO PIEREMILIO SAMMARCOMALAGO' RAGGI BACIAMANO - ALLE SPALLE DELLA SINDACA L'AVVOCATO PIEREMILIO SAMMARCO

 

La Russia ha speso 50 miliardi di dollari per i giochi invernali del 2014 (quelli di Sochi). A mettere in fila un po' di questi numeri è stato ieri il Wall Street Journal, che nei giorni scorsi aveva criticato la giunga 5 Stelle della Capitale accusandola di essere partita col piede sbagliato («poca esperienza», «squadra inseguita da scandali»).

 

Stavolta l' autorevole quotidiano americano ha snocciolato quei numeri che la stessa Raggi avrebbe dovuto mettere sul tavolo nel confronto (cancellato) con Malagò per motivare e argomentare il mancato sostegno. E gli argomenti non mancano.

RAGGI TRATTORIA MINESTRONERAGGI TRATTORIA MINESTRONE

 

Alcuni, clamorosi «precedenti» italiani (dai mondiali di calcio del 1990 a quelli di nuoto del 2009) non sono modelli di gestioni impeccabili. E prevarrà pure la retorica degli sprechi, ma è quasi impossibile fidarsi di chi sostiene che i giochi sono «l' occasione per lanciare un progetto significativo di riqualificazione urbana». Balle: non è mai stato così, non solo a Roma, non solo in Italia.

RAGGI PANCALDIRAGGI PANCALDI

 

 

3. IL TIRATORE D’ORO DELUSO DAL DIETROFRONT DEI 5 STELLE

L’intervento di Niccolò Campriani pubblicato da “la Repubblica”

 

Ognuno vale uno è il principio fondante del Movimento Cinque Stelle. Viva la democrazia diretta come direbbe Jean-Jacques Rousseau (Grillo è arrivato dopo). Ma allora che fine ha fatto il referendum promesso dalla sindaca Raggi in campagna elettorale? Questo è uno dei punti cruciali che non quadra nella diatriba di Roma 2024.

 

Il no secco di Raggi è una scelta politica. Non si è voluti entrare nel merito del dossier e non sono state fatte proposte alternative. Allora questa scelta andrebbe legittimata con una consultazione popolare, questo sì in vero stile grillino.

 

camprianicampriani

«Quello che i romani pensano delle Olimpiadi lo hanno detto al ballottaggio, il 70% ha detto no» ha dichiarato la sindaca. E qui sta il peccato di presunzione. Perché se da una parte è vero che i 5 Stelle hanno da sempre espresso scetticismo sui Giochi, dall’altra Raggi, nel confronto a Sky con Giachetti, si era inequivocabilmente impegnata sul referendum. Forse allora almeno una parte di quel 70% di elettori era più per un “Sì al Referendum” che per un “No alle Olimpiadi”.

 

E non finisce qua. I due elettori su tre a cui si riferisce la Raggi fanno riferimento al 50% di affluenza del ballottaggio. Tradotto (mi scuso ma qui viene fuori l’ingegnere che è in me): alla fine parliamo di circa 770 mila anime, appena un romano su tre. Ed è evidente che una interpretazione “disinvolta” dell’opinione di un terzo dei cittadini romani non rappresenta una prova inconfutabile della volontà popolare.

 

Da cittadino certamente non ostile alla filosofia 5 Stelle mi permetto di invitare la sindaca e tutto il movimento, semplicemente, a mantenere la parola data. I risultati potrebbero essere sorprendenti. E la sfida, per loro, epocale.

 

CAMPRIANICAMPRIANI

L’alternativa è agghiacciante, specialmente per uno della mia generazione. A noi hanno detto “no” quando c’era la sinistra, «perché rubavano»; hanno detto “no” quando c’era la destra per lo stesso motivo, e hanno detto di no persino i tecnici. Ora ci siete voi, quelli trasparenti e onesti: se ci dite “no” pure voi, non ci resta che andarcene all’estero.

 

RAGGI HIDALGO CAMPRIANIRAGGI HIDALGO CAMPRIANI

Ascoltiamo tutti allora, come avete promesso, anche quelli che per pigrizia o timore si erano defilati. E qui l’esempio di Amburgo, citato proprio dai 5 Stelle, calza a pennello. Lo scorso anno la città tedesca ha organizzato un referendum vincolante sulla candidatura che ha visto prevalere il no per l’1%. 51 a 49 e tutti a casa. È la democrazia bellezza. Roba da inorgoglire anche uno come Rousseau.

CAMPRIANI 2CAMPRIANI 2

 

Ultimi Dagoreport

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?

malago galliani calcagno ulivieri

DAGOREPORT - NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E L’ASSOALLENATORI (AIAC) SONO PRONTE A SCARICARE MALAGÒ, CANDIDATO DELLA LEGA A, PER ACCODARSI A BEPPE MAROTTA E SOSTENERE IL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI - COME GIUSTIFICHERANNO IL REPENTINO VOLTAFACCIA AI LORO STESSI ASSOCIATI? L’AIC DI UMBERTO CALCAGNO NELLA STORIA RECENTE È STATA SOSTENITRICE DELLE DECISIONI DELLA SERIE A, COME L’ASSOALLENATORI DI RENZO ULIVIERI CHE LO SCORSO LUNEDÌ AVEVA DICHIARATO: “LA NOSTRA IDEA RESTA QUELLA DI ESSERE AL FIANCO DELLA LEGA DI SERIE A. ASPETTEREMO DUNQUE QUELLO CHE DECIDERANNO LORO” - L’ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE UN CRESCENTE NUMERO DI OPPOSITORI INTERNI CHE DANNO BATTAGLIA SUL FONDO DI FINE CARRIERA: “DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?” - L’ASSOALLENATORI E' IN PIENA LOTTA DI SUCCESSIONE PER IL POST-ULIVIERI...

edouard philippe melenchon le pen hollande glucksmann

DAGOREPORT! LO SPETTRO DEL BALLOTTAGGIO LE PEN-MELENCHON AGITA LA FRANCIA (E L’EUROPA) – PER QUESTO LA BORGHESIA PARIGINA È IN SOMMOVIMENTO, COME L’EX PRESIDENTE, FRANCOIS HOLLANDE. IL VISPO “BUDINO SCOPAIOLO” NON AVREBBE INTENZIONE DI SCENDERE DIRETTAMENTE IN CAMPO, MA STA LAVORANDO COME “EMINENZA GRICIA”: AVREBBE GIÀ INCONTRATO IL RIFORMISTA GLUCKSMANN, PER CERCARE DI CONVINCERLO A TROVARE UN’INTESA CON IL CENTRISTA EDOUARD PHILIPPE – L’IDEA E’ QUELLA DI LANCIARE PER LA CORSA ALL’ELISEO PHILIPPE, EX PREMIER MACRONIANO, ESPERTO E MOLTO POPOLARE NEL PAESE CON GLUCKSMANN CHE FAREBBE IL PREMIER. OBIETTIVO: EVITARE LA TRAGEDIA DI UN BALLOTTAGGIO LE PEN-MÉLENCHON, ARRIVARE AL SECONDO TURNO E GIOCARSELA CONTRO LA ZARINA SOVRANISTA. CE LA FARANNO I NOSTRI EROI?

meloni tajani crosetto garavaglia giorgetti salvini conte

DAGOREPORT - NON SOLO SALVINI MA ANCHE I COSIDDETTI ''RIBELLI LEGHISTI'' APPARTENGONO ALL'IMMORTALE COMMEDIA ITALIANA: SCALPITANO, BRIGANO, ANNUNCIANO, MA NEL MOMENTO DELLA VERITÀ SI DIMOSTRANO SEMPRE I MEJO “CAGHETTA” DELLA PADANIA - IL CONGRESSO STRAORDINARIO DELLA LEGA, CHE HA MANTENUTO AL VERTICE IL MALCONCIO SALVINI, È L’ULTIMO, LAMPANTE ESEMPIO - TUTTO IL CORAGGIO DI GIORGETTI E' STATO QUELLO DI MANDARE ALLO SBARAGLIO IL FIDO GARAVAGLIA: SE FEDRIGA NON SI E' NEMMENO PRESENTATO (SCUSA CRESIMA DEL FIGLIO), QUEL CUOR DI CONIGLIO DI ZAIA SI E' LIMITATO A FARE CIAO-CIAO CON LA MANINA: COSI', GARAVAGLIA SI E' RITROVATO AL FIANCO SOLO FONTANA (E ROMEO) – LA SPARATA ANTI-UCRAINA DI SALVINI (“DIRÒ STOP ALLE ARMI A KIEV”) DEFLAGHERA' NEL PROSSIMO CDM CHE DOVRA' DARE IL VIA AL PACCHETTO DI AIUTI A ZELENSKY DI 4 MILIARDI, FERMI DA GIUGNO – SUL RIPETUTO NO DI SALVINI, LA MELONI NICCHIA, MENTRE TAJANI PREME PER VOTARLA - TANTA FIBRILLAZIONE, PUR ESSENDO L'ITALIA IN FONDO ALLA CLASSICA DEI CONTRIBUTORI EUROPEI DI AIUTI ALL'UCRAINA, LA SVELO' CROSETTO IN UN'INTERVISTA ALLA BBC: "LA MAGGIORANZA DELL'OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E' CONTRARIA A SOSTENERE L'UCRAINA" - E MICA SOLO A DESTRA: SE IL M5S DI CONTE DA SEMPRE SBERTUCCIA I "CESSI D'ORO" DI ZELENSKY, ANCHE PER IL 70% DEGLI ELETTORI DEL PD SERPEGGIA UNA FORTE INSOFFERENZA (EUFEMISMO) PER LE SORTI DELLA DISGRAZIATA UCRAINA... - VIDEO

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…