FISCHIETTI WESTERN – IL DESIGNATORE DEGLI ARBITRI GIANLUCA ROCCHI MINACCIA LE DIMISSIONI DOPO IL COMUNICATO DELLA LAZIO IN CUI IL CLUB LAMENTAVA I “CONTINUI ERRORI ARBITRALI” – IL TUTTO ARRIVA MENTRE IL PRESIDENTE DELL’AIA, ANTONIO ZAPPI, È A PROCESSO PER PRESUNTE PRESSIONI LEGATE AL CAMBIO AI VERTICI DEGLI ORGANI TECNICI DI SERIE C E SERIE D – LE DIMISSIONI DI ROCCHI E UNA CONDANNA DI ZAPPI PORTEREBBERO A UNA PARALISI SENZA PRECEDENTI DEL MONDO ARBITRALE – IL SOSPETTO È CHE DIETRO CI SIA UNA “BATTAGLIA POLITICA”: LA FIGC STA LAVORANDO A UNA RIFORMA PER…
Estratto dell’articolo di Franco Vanni per "la Repubblica"
Gli arbitri nella bufera. Da domenica, la tensione alta fin dai primissimi turni per i tanti errori dei direttori di gara italiani, è esplosa in una battaglia di comunicati, risposte e recriminazioni. Fino a esplodere nella minaccia del designatore Rocchi, che ha tagliato in due il pomeriggio con un annuncio a sorpresa: «Se qualcuno non crede alla nostra buona fede, io domani mattina lascio».
[…] Tutto era partito dal gol del pareggio dell'Udinese contro la Lazio, segnato da Davis al 95' dopo un tocco di mano: Lotito aveva protestato con una lettera infuocata alla Lega serie A cui lamentava i «continui errori arbitrali», chiedeva un tavolo con gli arbitri e un resoconto scritto sulle decisioni prese accusando i fischietti di mancare di «uniformità di indirizzo»: non di giudizio, attenzione.
Parole che Rocchi ha letto come un attacco alla buona fede dei suoi arbitri. A rispondere a Lotito era stato il destinatario della lettera, il presidente della Lega, Ezio Simonelli: «Sul fatto che la credibilità del campionato sia minata, non mi trovo. Ci vuole rispetto per la classe arbitrale». Ma a Rocchi evidentemente non è bastato.
Il suo exploit arriva dopo mesi di tensioni interne al mondo arbitrale per il processo al presidente Zappi, che ha spaccato l'Aia. La battaglia giudiziaria ha ovviamente ripercussioni politiche, con una frattura tra una corrente dei direttori di gara e la Federcalcio, che ha inquisito e mandato a processo — si celebrerà il primo grado il 12 gennaio — il capo dell'Aia. Non è tranquillo lo stesso Rocchi, che non vuol diventare il bersaglio di lotte politiche.
Da giorni valuta seriamente di rimettere il mandato, con il rischio per gli arbitri — se Zappi fosse condannato — di trovarsi senza presidente e senza designatore. In pratica, l'intero mondo arbitrale rischierebbe una paralisi senza precedenti. Mentre all'orizzonte la Figc di Gravina lavora a una riforma per professionalizzarne i contratti e i ruoli, attraverso una nuova struttura sul modello inglese, svincolata dalla cara vecchia Aia. […]


