ALONSO GIÙ DAL CAVALLINO - LA FAVOLA È FINITA: DIVORZIO TRA LA FERRARI E IL PILOTA SPAGNOLO (CHE TORNA IN MCLAREN) - MARPIONNE: “L’AZIENDA È PIÙ IMPORTANTE DI QUALSIASI PARTNER” - AL POSTO DI ALONSO, VETTEL O HAMILTON

Stefano Mancini per “la Stampa

 

ALONSO FERRARIALONSO FERRARI

C’erano una volta un pilota che voleva restare alla Ferrari per sempre e una Ferrari che faceva di tutto perché lui vivesse felice e contento. La favola è finita: dietro le frasi di facciata c’è ancora un pilota, Fernando Alonso, che se ne vuole andare ma vorrebbe sentirsi dire «resta con noi», e una squadra che lo ringrazia ma lo lascia libero di partire perché «la Ferrari è molto più importante di qualsiasi partner» (parole di Sergio Marchionne). 
 

Insomma, si stanno definendo i dettagli del divorzio. Tra le clausole segrete del contratto ce n’è una che consentirebbe al pilota di andarsene a fine stagione, con due anni di anticipo sulla scadenza e senza pagare penali. Se al contrario fosse il team a scaricarlo la penale ci sarebbe eccome.

 

marchionne marchionne

Ecco il motivo della melina e delle frasi, più o meno sincere, con cui le parti si scambiano effusioni e manifestazioni di stima. Alonso sarebbe pure rimasto in cambio di un bel ritocco all’ingaggio (30-35 milioni a stagione) e di un coinvolgimento diretto nella scelta dei nuovi tecnici. Ma la nuova gestione Marchionne-Mattiacci, pur riconoscendogli lo status di miglior pilota in circolazione, ne ha ridotto il potere all’interno della squadra.

 

A Suzuka per il Gran premio del Giappone, il pilota spagnolo è stato protagonista di una conferenza stampa al limite del surreale in cui ha risposto con frasi sibilline alle domande sul futuro.

 

MARCO MATTIACCI MARCO MATTIACCI

«Non vivo su Marte, conosco le indiscrezioni e la tempesta in atto - ha detto - ma quello che dobbiamo fare ora è ritrovare armonia e lottare in pista contro la Williams per il terzo posto». Poi una seconda priorità: «Tutto quello che farò sarà per il bene della Ferrari. Sono sempre stato fortunato a scegliere dove correre e sarà così anche adesso, ma prendendo il minimo rischio». 

 

Se la decisione fosse quella di rispettare il contratto, non servirebbero tante parole. La replica di Luca Montezemolo, presidente uscente della Ferrari (il 13 ottobre lascerà il timone a Marchionne), rappresenta la pietra tombale su un rapporto cominciato nel 2010 e passato attraverso emozioni forti (i titoli persi all’ultima gara nel 2010 e 2012) e zero vittorie.

Sebastian  Vettel Sebastian Vettel

 

«Alonso per me è il migliore del mondo, stiamo lavorando per trovare la soluzione migliore per lui e per la Ferrari nel reciproco rispetto - ha spiegato Montezemolo -. Fernando sta parlando con Mattiacci, non c’è l’assillo di chiudere oggi o domani mattina».
 

L’annuncio è atteso a partire dal 13 ottobre. Due i punti interrogativi: dove andrà Alonso e chi prenderà il suo posto. Probabile destinazione è la McLaren-Honda, che gli ha offerto un triennale da 100 milioni.

 

Resta un piccolo margine in Mercedes, nel caso (improbabile) in cui Hamilton perdesse il Mondiale e litigasse con la squadra. Per la sostituzione, in testa c’è Sebastian Vettel, un pedigree con 4 titoli mondiali e un presente in Red Bull avvelenato dalla presenza di Daniel Ricciardo che lo batte con regolarità.

 

rosberg e hamilton quando pilotavano i kart nel 2001rosberg e hamilton quando pilotavano i kart nel 2001rosberg e hamilton rosberg e hamilton

A parte Hamilton, l’alternativa è Jules Bianchi, 25 anni della Marussia, prodotto del vivaio Ferrari. «Io sono pronto», ha detto ieri il francese. Ma una coppia Raikkonen-Bianchi sarebbe impresentabile: il posto per Bianchi si libererà più probabilmente nel 2016.

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?