striscioni

CALCIO DOTTO - "LO STRISCIONE CONTRO LA FIGLIA DI PREZIOSI, QUELLO MINATORIO DEI TIFOSI A BOLOGNA ("INTERVENITE O INTERVENIAMO"), L'ALTRO SULLO "ZINGARO" MILINKOVIC: L'EPIDEMIA DEL CRETINO AVANZA. E NON VENITEMI A DIRE CHE SONO RAGAZZATE INNOCENTI. IL CRETINO È PER DEFINIZIONE VIOLENTO. OCCORRE ISTITUIRE AL PIÙ PRESTO IL REATO DI VOLGARITÀ..." - E A TORINO SPUNTANO MANIFESTI OFFENSIVI CONTRO I TIFOSI GRANATA

Giancarlo Dotto per il Corriere dello Sport

striscione contro preziosi

 

È venuta l’ora di fare di tutta l’erba un fascio. La domanda inesorabile è: cosa siamo diventati? La risposta non può essere meno inesorabile: siamo diventati feccia. Perché lo siamo o perché, se non lo siamo, fingiamo di non sapere e di non vedere.

 

Il lenzuolo bianco in gradinata nord a Marassi che vomita su Paola, colpevole d’essere la figlia di Preziosi, quello che tuona e suona minaccioso a Casteldebole dove si allena il Bologna (“Intervenite o interveniamo!”), lo striscione a Roma di 25 metri esposto di notte sul viadotto di Corso Francia contro Milinkovic, chiamato “zingaro” come l’estremo degli insulti.

striscione contro preziosi

 

Sono solo gli ultimi di una marea, che al confronto Malagrotta è un letto di rose. Entrano negli stadi, vengono appesi dovunque, sui cornicioni, sui ponti, dentro e fuori gli stadi, passano per i social e per i microfoni. Liberi di colpire e sempre impuniti. Il movente è sempre lo stesso. Odia il prossimo tuo come te stesso. Odia senza che ci sia bisogno di una scusa per odiare. Che siano scritte, cori o spray urticanti. L’epidemia del cretino avanza. E non venitemi a dire che sono ragazzate innocenti.

striscione tifosi bologna

 

Non esistono cretini innocenti. Il cretino è per definizione violento. Nulla fa più paura di dieci cretini messi insieme e liberi di colpire. Il cretino fatto branco è un male assoluto. Lo slogan del cretino mastica all’infinito la stessa merda perché non ne riconosce il sapore. Per disperderlo non basta un idrante. Ci vuole una punizione esemplare, in assenza di una pedagogia esemplare.

 

striscione tifosi bologna

È arrivato il momento di chiederci perché in giro facce sempre meno presentabili e facce sempre più alterate o pietrificate, dalla rabbia o dalla noia. La vacuità pornografica, ecco cosa tiene insieme un trapper disco di platino di oggi alle strofe infamanti dei suoi adoratori. È accaduto qualcosa di terribile sotto i nostri occhi. Il massimo che possiamo fare è raccontarcelo.

 

Qui siamo ben oltre l’ultrà da stadio, quando l’ultrà è ovunque. Qui la violenza è oscura e impenetrabile perché non c’è un soggetto riconoscibile, ma migliaia di sicari arruolati dal nulla. Li trovi nel tuo condominio o al prossimo incrocio. La bestia è in ogni luogo, una metastasi senza fine. La riconosci facile. Dall’ottusità imperforabile dello sguardo. Impossibile distinguere. È sempre, tutta, la stessa bestia.

scritte fuori dal franchi

 

Le scritte infami a Torino contro Scirea e le vittime di Superga, i cori e gli striscioni disgustosi ovunque contro i napoletani, le repliche a Napoli al Rione Sanità (“Meglio una moglie troia e un figlio frocio che essere juventino” o “L’ho uccisa non perché mi tradiva ma perché era juventina”). I manichini bruciati e impiccati. La gente nelle grandi città che circola in auto con le mazze da baseball. Puzzano tutti della stessa ascella malata.

scirea

 

Battaglia persa? Poco ma sicuro. La dinamica è sempre la stessa. Bisogna toccare il fondo. Il fondo lo stiamo toccando. Basta saperlo. Illuminato e gentile tiranno, se ci sei, batti un colpo. E se non ci sei lasciati inventare. Occorre istituire al più presto il reato di volgarità, se la volgarità è l’antefatto di ogni violenza. La premessa di ogni stupro, psicologico prima ancora che fisico.

 

La volgarità è perseguibile perché contagiosa. Una simpatica e anziana signora che per sentirsi contemporanea in un talent televisivo dice “cazzo “ ogni tre parole” non sa di essere lei stessa un sicario di questo male che ci sta soffocando, lei che dovrebbe guidarci per mano.

 

giancarlo dotto

L’uomo di suo non è votato all’amore e alla bellezza, deve essere portato con mano. Ma è la mano che manca. E senza la mano siamo monchi. Il Salvini o il Di Maio di turno, non potete non sapere che scritte come quelle di Genova, Bologna, Roma, Torino o Napoli non sono trascurabili derive calcistiche, ma la prova clamorosa che stiamo pompando qualche centesimo o qualche arma di difesa in più in una società gravemente malata. Sono l’avanguardia di un mattatoio sociale. Vanno biasimate di brutto, subito, in un discorso alla nazione.

 

La pazzia non è che tutto questo accada, la pazzia è che a tutto questo non si dia risposta. Che può essere solo una, punire e non buttare le chiavi. Ma inventare una nuova porta.

 

striscione contro milinkovic

manifesti contro i tifosi del toro

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…