gastone novelli

È ORA DI RISCOPRIRE GASTONE NOVELLI – LA GALLERIA INTERNAZIONALE D'ARTE MODERNA CA' PESARO DI VENEZIA DEDICA UNA MOSTRA AL PITTORE CHE, ALLA BIENNALE DEL 1968, IN FORMA DI PROTESTA, GIRÒ I SUO QUADRI MOSTRANDO AL PUBBLICO SOLO IL RETRO, DOVE COMPARIVA LA SCRITTA "LA BIENNALE E' FASCISTA" – RIELLO: “UN FORTE IMPEGNO ETICO HA ACCOMPAGNATO TUTTA LA SUA ATTIVITÀ. L'ITALIA DEGLI ANNI SESSANTA ANCHE QUANDO ERA "IMPEGNATA" ERA, A MODO SUO, UN PO' GODERECCIA. NON C'ERA PIÙ MOLTO SPAZIO PER SOLUZIONI FORMALI MOLTO COMPLESSE E DRASTICAMENTE CONCETTUALI, COME LE OPERE DI NOVELLI. A CENTO ANNI DALLA NASCITA, È GIUSTO E DOVEROSO RICORDARE L'ARTISTA E IL SUO IMPEGNO…”

Antonio Riello per Dagospia

 

gastone novelli biennale venezia

Gastone Novelli (Vienna 1925 - Milano 1968). Un nome importante ma purtroppo un po' trascurato, almeno negli ultimi due decenni, dal circuito museale dell'Arte Contemporanea (l'ultima mostra fu al Mart di Rovereto nel 1999). La Galleria Internazionale d'Arte Moderna Ca' Pesaro ha posto rimedio con una bella mostra. I curatori sono Elisabetta Barisoni e Paola Bonani.

 

Sono esposte una sessantina di opere, quasi tutte legate al periodo 1957-1968 (il più significativo dell'artista). Alcune opere sono esposte al pubblico per la prima volta. E' stato preparato anche una copioso - e chiaro - contributo sui suoi riferimenti culturali, soprattutto quelli letterari. L'ambiente di relazioni intellettuali di Novelli è insomma accuratamente definito. Il catalogo della mostra è edito da Electa.

 

Novelli ha uno storico legame con Venezia: un gesto polemico (e politico) accaduto nel 1968. Invitato alla trentaquattresima Biennale (con 14 opere: 12 quadri, 1 scultura e 1 intervento murario) decise, in segno di protesta, di girare i quadri mostrando al pubblico solo il retro, dove compariva la scritta "LA BIENNALE E' FASCISTA".

 

gastone novelli 03

Un forte impegno etico aveva, di fatto, accompagnato tutta la sua attività. Fu anche un viaggiatore curioso: Brasile, Grecia, Turchia. I soggiorni nell'Ellade furono assolutamente seminali per la sua esplosione creativa.

 

L'atmosfera artistica in cui inizia a muoversi è quella di Cagli, Burri, Perilli, Prampolini. L'Arte italiana dialoga da pari con le correnti artistiche internazionali più radicali. Non succedeva dal Futurismo.

 

La ricerca di Novelli si focalizza sul rapporto tra scrittura e immagine. Il segno diventa per lui un'entità intercambiabile: può essere visiva, verbale o (più spesso) un ibrido di risonanza tra le due. Le superfici sono, in un certo modo, sempre materiche, ma domina incontrastata la scrittura (nelle sue varie forme). E' uno scrittore/poeta di grande qualità che parla attraverso i suoi dipinti. Alterna rigore intellettuale (e formale) con un profondo senso dell'humor.

 

ca pesaro venezia gastone novelli

In estrema sintesi il suo lavoro potrebbe essere collocato tra gli stilemi dell'Informale e le fascinazioni intellettuali della Poesia Visiva (era un amico di Nanni Balestrini). La frase che compare nella sua opera "N1 Miles" (1961) basta forse da sola a spiegare la sua non comune sensibilità: "una di quelle notti bianche che in natura durano pochi minuti"

 

Il collage "Monumento alla Cronaca" (1960) porge comunque l'attenzione verso una sorta di Neo-Dadaismo. In altri lavori, d'altra parte, traspare la sua passione per la musica Jazz ("Thelonius" del 1960 ). L' opera "Archeo" del 1962 (dove i reperti prendono il posto delle parole) collega direttamente al suo profondo interesse per la Storia.

 

Anche la Politica lo coinvolge non poco: il quadro "Per una Rivoluzione Permanente (per Lev Trotsky)" (1965) ne è un ottimo e plastico esempio.

 

Raro il colore (anche quando c'è ha una sua timidezza, come ne "Il Re delle Parole" del 1961 oppure nel "Campo dei Giochi" del 1965). I toni di grigio (mai troppo scuri) in genere dominano gran parte delle sue opere. Sì, in breve, è un pittore in Bianco e Nero (come la Televisione di allora).

 

gastone novelli 01

L'Italia di quegli anni si stava lentamente preparando ad un benessere diffuso. Anche quando era "impegnata" era, a modo suo, un po' godereccia (aveva da riscattare secoli di miseria e la tragedia di una guerra che aveva lacerato il paese). Già si gustavano i primi assaggi della Pop Art americana.

 

E la pittura - più facile e comunicativa - della Scuola di Piazza del Popolo (Angeli, Festa, Fioroni, Schifano) era in forte ascesa. L'attenzione del pubblico italiano si coagulava su dipinti piuttosto colorati e visivamente allettanti.

 

Insomma non c'era più molto spazio per soluzioni formali molto complesse e drasticamente concettuali. Non erano ancora gli anni dell'Edonismo Reaganiano, ma il rigore iniziava a sedurre sempre meno la borghesia (e anche gli intellettuali di sinistra, un po' alla volta, avrebbero fatto lo stesso). Così Gastone Novelli, seppure rispettato e riconosciuto, non godette in fondo di una vera e propria popolarità. A cento anni dalla nascita, giusto e doveroso ricordare l'artista e il suo impegno.

 

GASTONE NOVELLI  1925-1968

Galleria Internazionale d'Arte Moderna Ca' Pesaro

Santa Croce 2076,   Venezia 30135

fino al primo Marzo 2026

 

gastone novelli per una rivoluzione permanente 1965

 

 

 

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