big paralimpiadi russia doping

IL COMITATO NON RUSSA - IL TRIBUNALE ARBITRALE DELLO SPORT CONFERMA L'ESCLUSIONE TOTALE DELLA RUSSIA DALLE PARALIMPIADI. TUTTO, NON SOLO L'ATLETICA - TROPPI 35 CASI DI DOPING INSABBIATI IN 4 ANNI: L’INTERO SISTEMA E’ CORROTTO. LA RABBIA DELLO ZAR PUTIN

Paolo Garimberti per “La Repubblica

 

PARALIMPIADI RUSSIAPARALIMPIADI RUSSIA

Il Tribunale arbitrale dello sport ha dato ragione al Comitato paralimpico, che era stato molto più coerente, e coraggioso, del Cio: niente Paralimpiadi per lo sport russo.

 

Tutto, non soltanto l' atletica, come è avvenuto nelle Olimpiadi appena concluse a Rio. Una decisone politica, tuona Mosca, che ha ricevuto uno schiaffo ancora più duro di quello che fu inferto dalla pubblicazione del rapporto McLaren, che aveva portato all' esclusione dell' atletica dai Giochi.

 

Thomas 
Bach
Thomas Bach

Ma anche la scelta del Cio (che aveva bandito l' atletica russa, ma aveva lasciato alle singole federazioni internazionali la scelta per gli altri sport) fu una scelta politica, proprio perché pilatesca.

 

Invece la decisione del Ipc, il Comitato paralimpico, è stata lineare e coerente. Trentacinque casi positivi tra gli atleti paralimpici russi insabbiati in 4 anni significano che l' intero sistema è corrotto e, quindi, che l' intero Paese va escluso dai Giochi. La motivazione è impeccabile: contesta alla Russia «l' incapacità di adempiere alle proprie responsabilità associative e in particolare all' obbligo di rispettare il codice antidoping dell' Ipc e il codice mondiale antidoping, di cui è anche uno dei firmatari».

 

PUTIN AUTOGRAFO ALLE PARALIMPIADI PUTIN AUTOGRAFO ALLE PARALIMPIADI

L' opaco sistema dell' antidoping russo - o se si preferisce il limpido metodo del doping di Stato adottato ormai da anni dalla Russia di Putin nel motto che è importante vincere, non partecipare - è denunciato con estrema efficacia. Come del resto era ampiamente spiegato nel rapporto McLaren, che aveva messo il dito nella piaga: nulla è cambiato nello sport della Russia di oggi rispetto all' Unione Sovietica di ieri, che aveva trascinato nella sua sistematica violazione dell' etica sportiva quasi tutti i Paesi satelliti: c' era una sorta di Patto di Varsavia del doping, che aveva nella Germania Est di Honecker e nella Bulgaria di Zhivkov i suoi alfieri.

 

PARALIMPIADI A SOCHI PARALIMPIADI A SOCHI

Il Cio non aveva voluto portare l' affondo che il rapporto McLaren suggeriva oltre ogni ragionevole dubbio (eppure si sapeva, per l' autodenuncia di uno dei suoi responsabili, Grigory Rodchenkov, ora riparato negli Usa, che la colata di oro di cui si era ricoperto Putin alle Olimpiadi invernali di Sochi era gonfiata dal testosterone).

 

Hanno avuto paura, i signori del Cio, delle conseguenze politiche, appunto, che l' esclusione di uno dei più potenti suoi membri poteva avere: sugli equilibri interni e, magari, o soprattutto, sulla rielezione dei suoi vertici, a cominciare dal presidente Thomas Bach. E c' è stato pure una sorta di risarcimento proprio durante i Giochi di Rio.

paralimpiadi paralimpiadi

 

Yelena Isinbayeva, la campionessa dell' asta (a dire il vero mai risultata positiva nonostante i suoi sensazionali record), che si era erta a difensore della causa dello sport russo, è stata eletta rappresentante degli atleti nel Cio. Una scelta che ha consentito al presidente del Comitato olimpico russo Aleksandr Zhukov di parlare di "rivincita" sulla Federazione di atletica.

 

paralimpiadi x scherma paralimpiadi x scherma

Ma se si vanno a guardare i numeri dei voti il dubbio di una elezione pilotata sono legittimi: Isinbayeva ha avuto 1.365 voti su 11.245 aventi diritto. La veemente reazione del premier Dmitri Medvedev dimostra che la Russia non ci sta e non ci starà mai. Tra l' altro il primo ministro, che Putin usa come un fantoccio tanto da farlo diventare presidente pro-tempore quando lui non poteva per vincoli costituzionali, ha finito per mettere una toppa peggiore del buco definendo quella del Comitato paralimpico «una decisione cinica e un colpo a tutti i disabili, non solo quelli russi».

ban paralimpiadi cip big ban paralimpiadi cip big

 

Quasi a dire che gli atleti disabili, proprio in quanto tali, hanno il diritto di ricorrere a un "aiutino" chimico. Ma al di là delle "gaffe" verbali del sempre impacciato Medvedev, nelle sue dichiarazioni emerge una tesi cara al Cremlino: quella del complotto. Che è stata usata anche di recente per alzare la tensione in Ucraina, quando la Russia ha denunciato un complotto da parte di Kiev per riprendersi la Crimea.

 

PARALIMPIADI 2012 - ANNALISA MINETTI CON LA MEDAGLIA DI BRONZOPARALIMPIADI 2012 - ANNALISA MINETTI CON LA MEDAGLIA DI BRONZO

Accuse non provate, ma che hanno consentito a Mosca di avvertire che al prossimo G20 non parteciperà ai colloqui del tavolo cosidetto "formato Normandia" (che comprende lo stesso Putin, il presidente ucraino Poroshenko, e i loro omologhi francese e tedesco) sullo stato di attuazione degli accordi di Minsk. E mentre il ministro degli Esteri russo lanciava le accuse di complotto all' Ucraina il suo collega della Difesa, Sergej Shoigu, dichiarava che negli ultimi tre anni la Russia aveva creato 4 nuove divisioni, 9 brigate e 22 reggimenti e ne aveva dispiegato la maggior parte nel distretto militare meridionale, confinante con l' Ucraina.

 

putin e medvedev in palestra  8putin e medvedev in palestra 8

La "dizinformatsija", la disinformazione, è sempre stata un' arte nell' Unione Sovietica. Ed è tornata ad esserlo nella Russia guidata da un ex ufficiale superiore del Kgb, circondato per giunta al Cremlino e negli altri palazzi del potere da un "cerchio magico" formato quasi esclusivamente da suoi ex colleghi. E non solo la disinformazione, ma anche metodi brutali di lotta politica, interna e internazionale.

 

Una documentatissima inchiesta pubblicata qualche giorno fa dal New York Times s' intitolava: "Sempre più oppositori del Cremlino finiscono morti". Mentre uno dei più autorevoli centri di ricerca americano, il Csis, sostiene che la Russia sta prendendo il sopravvento in quella che viene definita "la guerra fredda cibernetica", soprattutto nei confronti degli Stati Uniti.

 

putin e medvedev in palestra  6putin e medvedev in palestra 6

Ma nello sport l' opacità non ha diritto di cittadinanza. La coraggiosa decisione del Comitato paralimpico pone con estrema forza una domanda: se non cambia, lo sport russo può ancora continuare a far parte del consesso internazionale? E questa domanda non interpella soltanto il Comitato olimpico. Visto che la Russia è il Paese destinato a ospitare il prossimo Mondiale di calcio nel 2018. O vogliamo che la faraonica farsa di Sochi 2014, a onore e gloria del nuovo zar, si ripeta anche in quella occasione?

 

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?