BARCELLONA, CICLO FINITO - BUTTATO FUORI DALLA CHAMPIONS, SCONFITTO IN LIGA DALL’ATLETICO DI SIMEONE: CONO D’OMBRA PER LO SQUADRONE DI MESSI - E SABATO PROSSIMO, CONTRO IL REAL DI ANCELLOTTI, IL “CHOLO” PROVA A CENTRARE IL ‘DOBLETE’ (LIGA E COPA DEL REY)

Francesco Persili per ‘Dagospia'

Si può giocare un calcio migliore di quello offerto dal Barcellona in questi anni? Probabilmente no, ma si può vincere lo stesso se hai in panchina uno come Diego Pablo Simeone. L'allenatore-condottiero ha portato l'Atletico Madrid a fare la rivoluzione di Spagna.

Col pareggio al Camp Nou nell'ultima giornata della ‘Liga loca' i materassai di Madrid vincono il loro decimo titolo, 18 anni dopo il ‘doblete' di Antic (Liga e Copa del Rey), ma quella volta Simeone era in campo. Ora come allora, il Cholo è decisivo. Anche i tifosi blaugrana lo riconoscono e dedicano un lunghissimo applauso, ricambiato, al tecnico argentino sui titoli di coda di una partita che ha chiuso l'età dell'oro culè. «L'ovazione degli aficionados blaugrana? Una delle cose più belle che si può vedere su un campo di calcio», ammette Simeone.

Si può allenare un club che ha un fatturato quattro volte più piccolo di due superpotenze del calcio europeo, Real e Barca, e giocarsi fino in fondo la Liga e la Champions? Probabilmente sì, a patto che trovi un allenatore come Simeone che ti martella con il mantra del ‘partido a partido', una gara alla volta, e punta tutto sul collettivo: «Difendere bene per attaccare meglio», l'essenza del cholismo va oltre la mistica del trabajo & corazon. Lavoro e cuore, umiltà e la voglia di lottare contro tutte le avversità. L'atto di fede nei confronti di una squadra «che conosce le sue virtù ma anche i propri difetti». È la forza rappresentata dal compagno al tuo fianco, è il calcio, signori: passione, spirito di gruppo, coraggio, e chi ce l'ha, lo deve dare agli altri.

Si vede da quelle linee strette e corte che si muovono sul terreno del Camp Nou davanti alla marea blaugrana. Sacrificio ma anche qualità, ripartenze e raddoppi, Messi non trova spazi, il blob colchonero sembra avere ancora una volta la meglio del ‘Tiki-Tata' blaugrana, che è un invito a diffidare delle imitazioni del gioco di Guardiola. Ma gli infortuni di Diego Costa e Arda Turan fanno capire che il destino è pronto a sgambettare ancora una volta l'Atleti.

Al 33esimo, quando Alexis Sanchez fulmina Courtois con un destro all'incrocio, ci si prepara alla retorica sull'ultima recita del Barca e sulla prima vittoria ‘normale' degli alieni blaugrana. I 447 tifosi colchoneros arrivati fino a Barcellona sono sopraffatti dalle lacrime e dalle emozioni. Time out.

Cosa sia successo negli spogliatoi del Camp Nou tra il primo e il secondo tempo lo racconta Simeone al termine della partita: «Ho detto che potevamo farcela, ero sicuro che avremmo segnato non stavamo giocando male: da quel momento è iniziata una partita diversa, siamo stati epici».

Il palo di Villa, la rumba di Pinto ogni volta che ha il pallone tra i piedi, il colpo di testa vincente di Godin, quell'allegria di essere vivi e non dover dare spiegazioni al riguardo, come direbbe lo scrittore cileno Roberto Bolaño. «Abbiamo giocato un secondo tempo impressionante, è stato grandioso, abbiamo fatto la storia», Simeone si esalta a ripensare a quei minuti in trincea. L'odore della battaglia sportiva, altro che quello della casa dei vecchi.

La grande bellezza dei colchoneros è alzare la temperatura agonistica senza perdere testa, equilibrio ed organizzazione tattica. Il simbolo dell'impavido Atletico è Gabi, l'alter Simeone in campo, che negli ultimi minuti prende per mano la squadra e la trascina nell'epica sportiva. Viene annullato un gol a Messi, entrano Neymar e Xavi. Piquè va a fare il centravanti e reclama un rigore. Tutto inutile, dopo un recupero di tre minuti, la banda Simeone può finalmente alzare le braccia al cielo dopo aver scritto una appassionante storia di sport.

Mentre il Barca dà lezione di stile anche nella sconfitta, il capitano rojiblanco Gabi assicura che da lunedì tutti penseranno alla finale di Champions e a un possibile doblete contro il Real che smania per la Decima. Ma adesso, dopo anni di attese, delusioni, cessioni dolorose (Torres, Forlan, Falcao e ora probabilmente anche Diego Costa, vicinissimo al Chelsea) il popolo colchonero ha solo voglia di ritrovarsi alla ‘Fuente di Neptuno' per festeggiare la decima Liga. Per ora gli unici a vincere ‘la Decima' sono loro, i materassai di Madrid che hanno rivoluzionato il calcio spagnolo. Uno spettacolo. Anzi, uno spettaCholo.

 

 

LIONEL MESSI TATA MARTINO E LEO MESSIDIEGO COSTA DIEGO COSTA SIMEONE simone

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…