GASP! FRIEDKIN “DIMISSIONA” RANIERI, PIENI POTERI A GASPERINI (ANNAMO BENE: FINORA LA ROMA HA COLLEZIONATO 11 SCONFITTE IN CAMPIONATO!) - HA VINTO IL TECNICO: DOPO MESI DI TENSIONI, LITIGI E SBROCCATE, I FRIEDKIN DANNO' IL FOGLIO DI VIA ANCHE AL DS MASSARA, I MEDICI E LO STAFF (SCELTI DA SIR CLAUDIO). IN ARRIVO GIUNTOLI E FORSE TOTTI. SI’, MA IN CHE RUOLO? LE VOCI DA TRIGORIA FUGGITE PARLANO DI UN GASP FUORI CONTROLLO CHE URLA, SBRAITA, FA PIANGERE I CALCIATORI E CHIAMA I DIRIGENTI DAVANTI A TUTTI CON UN SOPRANNOME IGNOBILE (MA SOPRATTUTTO, PERCHE’ LEGARSI A UN TECNICO CHE, RISULTATI ALLA MANO, FINORA HA FATTO PEGGIO DI MOURINHO E RANIERI?) – ZAZZARONI: “MOURINHO, POI DE ROSSI E ADESSO RANIERI. UNA LEGGENDA MONDIALE E DUE FIGLI DI ROMA BRUCIATI NEL GIRO DI SEI ANNI. QUALCOSA NON FUNZIONA ANCORA NELLA GESTIONE DEI FRIEDKIN…”
Ora è ufficiale, Ranieri lascia la Roma
(ANSA) L'AS Roma comunica che il rapporto con Claudio Ranieri è terminato". Lo fa sapere il club giallorosso in una nota. "Il Club desidera ringraziare Claudio per il suo significativo contributo alla Roma - si legge ancora - Abbiamo piena fiducia nel percorso che ci attende sotto la guida tecnica di Gian Piero Gasperini, con l'obiettivo condiviso di crescere, migliorare e ottenere risultati all'altezza della nostra storia".
ROMA, LA PRESENZA E LA GRATITUDINE
Ivan Zazzaroni per corrieredellosport.it - Estratti
Mourinho, poi De Rossi e adesso Ranieri. Una leggenda mondiale e due figli di Roma e valori della Roma bruciati nel giro di sei anni. Qualcosa non funziona ancora nella gestione dei Friedkin, una delle più prestigiose e ricche proprietà del calcio. L’assenza, la distanza non funziona, così come in passato non funzionò l’autonomia garantita a termine (fino a che contrasto non ci separi) a manager, avvocati e ds il più delle volte indicati dai cacciatori di teste. Gli americani pagano sempre profumatamente per i loro errori, ma gli effetti si ripercuotono inevitabilmente sui risultati della squadra e sulle professionalità più alte.
Ci sono volute addirittura due settimane per chiudere con Ranieri, dopo le dichiarazioni rilasciate a pochi minuti da Roma-Pisa. E sono state due settimane di voci, prese di posizione, divisioni nette, fastidi, incazzature, tormenti, di ho saputo che e invece...
Visti i riscontri ottenuti, credo che Claudio si sia pentito dell’uscita scomposta (lui, poi), intempestiva e critica nei confronti dell’allenatore, anche se ha sempre sostenuto di averla fatta «per il bene della Roma e per salvaguardare i giocatori». L’incompatibilità tra i due, che non si era manifestata nei mesi precedenti, è emersa tutta in una volta imponendo una conclusione radicale: Ranieri o Gasperini.
ryan friedkin foto mezzelani gmt 0058
La Roma è una cosa seria, hanno ricordato i tifosi. Per gestire certe incomprensioni sulle scelte importanti, sull’ordinario e sullo straordinario, per “sorvegliare” i caratteri forti serve sempre la mediazione di gente esperta e competente. Non dico un Marotta, ma quasi. E non basta cercarlo insistentemente: bisogna trovarlo.
(...) Non c’è giocatore o tecnico del passato (Baggio, Maldini, Liedholm, Zanetti, Maradona eccetera) che una volta sventolato davanti all’opinione pubblica abbia mai avuto un vero ruolo operativo o sia contato qualcosa. Ornamentale come sarebbe Totti, ennesimo tassello in stile Silvia Salis, panem et circenses, da dare in pasto al pubblico pagante e alla dose di ipocrisia che il sistema pretende, oppure parlanti e non abbastanza potenti (vedi Maldini e in parte Ranieri, che ha provato a forzare e ha perso) da guidare il processo. Forse Gasperini non diventerà Ferguson, ma nella testa dei Friedkin Ranieri non avrebbe mai potuto diventarlo. Se ne va per questo, soprattutto per questo.
LA CONGIURA DI ROMA VIA RANIERI E MASSARA COMANDA GASPERINI
Silvia Scotti per "la Repubblica" - Estratti
(...)
Ranieri via, e dopo di lui il diluvio.
Via Massara, il ds, via i medici, via gli addetti al recupero infortuni, a cascata via mezzo staff. Giuntoli che si scalda a bordocampo: sempre più solido il rapporto con l'altra parte del mondo Roma, quella di Gasperini. Altro giro, altra rivoluzione, altra rottura, un solo uomo al comando: era una sfida, l'allenatore non ha vinto, ha trionfato, la Roma è sua.
Tutto il resto è passato.
Non è stata una rottura consensuale tra la Roma e Ranieri, niente diamoci la mano è stato un piacere, restiamo amici. L'ex tecnico ex dirigente ex "alla Roma non dirò mai no, non la lascio" costretto a mollare, non sarà più il consulente della famiglia Friedkin. Lo aveva deciso già, a 74 anni era stanco di lamentele, parolacce, tensioni, ma non lo ha fatto sua sponte e a cuor leggero.
massara ranieri foto mezzelani gmt 0040
Gli è stato detto: accettiamo le dimissioni. Risposta: quali? Quindi, parliamone. La rottura era insanabile, uno dei due doveva mollare. Lo ha fatto Ranieri. L'ex tecnico, per una città senza memoria, ha preso la squadra in zona retrocessione l'anno scorso, l'ha portata a un punto dalla Champions (...)
Tutti i giorni a Trigoria doveva sentirsi dire: Gasp ha detto a quel giocatore che non è all'altezza, un altro calciatore è uscito da Trigoria piangendo, oggi ha detto parolacce, ieri ha dato del lei a quel dirigente che non gli piace, ieri non lo ha fatto salire sul pullman, lo chiama davanti a tutti con un soprannome ignobile.
striscione contro friedkin a ladispoli a la posta vecchia
Insostenibile per uno come Ranieri, furbo, scaltro, ma autorevole. Aveva già deciso di trattare con i proprietari, pensava a una estate in tv da commentatore, a un futuro senza stress e senza un allenatore che si lamenta di tutto, dal mercato all'unghia incarnita dell'ultimo primavera. E in più Ranieri non ha capito perché all'improvviso la tifoseria intera, e lui che ha il peso della città, ha preso le parti di Gasp. Schierati.
Difesa a oltranza: applausi, striscioni, cori, social, radio. All'improvviso l'amore. E quindi, quando è esploso prima della partita col Pisa, lui uomo incline alla diplomazia che cura sostanza ma anche forma dicendo che Gasperini "quarta scelta" era stato ingaggiato per un progetto sui giovani sa di aver sbagliato tempi e modi, sapeva che i Friedkin, riservati e discreti, non avrebbero gradito.
E infatti non l'hanno fatto. Dalla loro avevano una scelta da fare: dopo gli esoneri dolorosi di Mourinho e De Rossi non volevano spezzare un altro progetto. Zero titoli ok, non zero progetti. E dalla sua Gasp non ha capito perché si è trovato troppo solo a settembre, lui che aveva preso casa dall'altra parte di Roma rispetto a Trigoria, per stare vicino a Ranieri e far stare vicine le persone della loro famiglia.
La richiesta di arrivare a fine stagione a Ranieri e Gasp era insostenibile. Certe fratture non si curano, Gasperini si voleva sentire protetto, il senior advisor non pensava di dover affrontare un uomo così spigoloso, difficile, arrogante. La resa dei conti è arrivata: a Ranieri sono state chieste le dimissioni (quali?) per un addio "consensuale". Lo dimettono.
Lo staff che aveva costruito attende la stessa richiesta. Massara vuole lasciare (vuole? Lo farà oggi, ma volere è un concetto ampio) e seguire Ranieri. Che in cuor suo forse ripenserà a quando la scorsa estate ha rinunciato a prendersi la Nazionale alla disperata ricerca di un ct per amore della Roma. Oggi spera di essere coinvolto da Malagò nel progetto di rilancio della maglia azzurra, non importa in che ruolo.
Ma Roma ha già voltato pagina: Giuntoli all'orizzonte già lega con gli uomini di Gasperini. Altre promesse di amore fingendo di credere che sia eterno.






