fiac

GIORNI DI GLORIA PER PARIGI: LA FIAC CON 74 MILA VISITATORI SUPERA RIVALE FRIEZE A LONDRA (69 MILA), ANCORA LONTANA QUELLA DI BASILEA (90 MILA) - PINAULT UMILIA ARNAULT: ACQUISTA 37 OPERE IN UN MATTINO

Stefano Montefiori per il “Corriere della Sera - La Lettura

 

arte fiac 8arte fiac 8

Sono stati giorni di gloria, per Parigi: nella stessa settimana si sono tenuti la Fiac (Fiera internazionale di arte contemporanea) al Grand Palais e alla Città della moda, la riapertura del museo Picasso dopo cinque anni di lavori e polemiche, e l’inaugurazione della Fondation Louis Vuitton nel nuovo spettacolare edificio di Frank Gehry al Bois de Boulogne.

 

In un momento di crisi economica, politica e morale della Francia, Parigi è sembrata diventare la capitale dell’arte contemporanea e questa circostanza non è sfuggita alla classe politica: il premier Manuel Valls e la ministra della Cultura Fleur Pellerin hanno percorso assieme gli stand della Fiac, che per la prima volta ha ricevuto anche la visita del presidente della Repubblica, François Hollande. Occorreva mostrare ai francesi e al mondo che i politici sanno dare il giusto valore all’arte, specie quando è in grado di muovere ingenti capitali.

arte fiac 7arte fiac 7

 

Dal 23 al 26 ottobre la Fiac ha ricevuto oltre 74 mila visitatori, che hanno osservato — e talvolta comprato — le opere riunite in 191 gallerie (48 francesi e 143 straniere). Uno dei primi obiettivi, superare almeno in numero di visitatori la rivale Frieze a Londra (69 mila), è stato raggiunto. La moltiplicazione delle fiere internazionali è una delle tendenze degli ultimi dieci anni: ce n’erano 70 nel 2005, sono 200 oggi; con il primo posto che continua a spettare a quella di Basilea (90 mila appassionati). Gli altri grandi appuntamenti sono Art Basel Miami Beach e The Armory Show a New York.

 

arte fiac 6arte fiac 6

Al Grand Palais quest’anno nessuna opera ha dato particolare scandalo: ci ha pensato però Paul McCarthy a creare la polemica fuori dalla sede principale, con il gigantesco albero di Natale gonfiabile verde, a forma di giocattolo erotico, piazzato in mezzo a place Vendôme. L’artista californiano è stato aggredito in piazza mentre stava installando la sua opera, e la notte successiva l’albero è stato vandalizzato e sgonfiato. «La Francia sarà sempre dalla parte degli artisti — ha detto in sua difesa il presidente Hollande —, così come io sono a fianco di Paul McCarthy, che è stato infangato nella sua opera, quale che sia il giudizio che si potesse avere su di essa». Alla fine, è possibile che le proteste e il vandalismo contro McCarthy abbiano comunque regalato alla Fiac un’occasione in più per fare parlare di sé.

arte fiac 5arte fiac 5

 

Da quando, undici anni fa, ne ha preso la direzione, la neozelandese naturalizzata francese Jennifer Flay ha continuato ad allargare il raggio d’azione della Fiac e questo è stato probabilmente l’anno della consacrazione. Strapieno il Grand Palais, la fiera ha avuto per la prima volta un’appendice alla Città della moda, dove 68 gallerie si sono riunite sotto la dizione «Off(icielle)». L’anno prossimo, la Fiac si espanderà ancora con una prima edizione all’estero, a Los Angeles.

 

arte fiac 4arte fiac 4

La caccia a visitatori e compratori, al Grand Palais, ha fatto chiudere un occhio sulla distinzione tra arte contemporanea e moderna: Picasso (nato nel 1881 e morto nel 1973) era già al centro dell’attenzione per la riapertura del museo a lui dedicato nel Marais, ma le sue opere erano vendute da ben nove gallerie alla Fiac, che ha ospitato pure quadri di Vassily Kandinsky, Gustav Klimt e Edvard Munch (l’Armory Show a New York, per esempio, preferisce invece distinguere nettamente tra moderno e contemporaneo).

 

arte fiac 3arte fiac 3

Tra i nomi che hanno suscitato maggiore interesse ci sono le conferme di Roni Horn, l’artista newyorchese che ha presentato una serie di cinquanta foto di Isabelle Huppert e un gigantesco blocco di resina blu, pesante sei tonnellate, proposto dalla galleria Hauser & Wirth a 3,5 milioni di dollari; Rebecca Quaytman e le sue serigrafie; il duo scandinavo Elmgreen & Dragset, presenti allo stand della Galerie Perrotin con The Ecstasy and the Agony , una scultura in resina e legno che rappresenta due cuscini appoggiati l’uno all’altro nei quali affondano delle mani; oltre agli inevitabili americani Jean-Michel Basquiat, Jeff Koons e Christopher Wool.

 

arte fiac 2arte fiac 2

La Fiac è stata anche il teatro dell’eterna rivalità tra i due grandi imprenditori francesi appassionati di arte contemporanea, François Pinault (Kering) e Bernard Arnault (patron di Lvmh). Se Pinault negli anni scorsi si era mosso per primo installando la sua collezione tra Palazzo Grassi e Punta della Dogana a Venezia, quest’anno Arnault ha dominato la scena inaugurando la Fondation Louis Vuitton. Pinault si è consolato acquistando alla Fiac 37 pezzi, nello spazio di una sola mattina.

 

arte fiac 1arte fiac 1

Tra gli emergenti, da segnalare Moussa Sarr, trentenne che vive tra Parigi, Dakar e Londra, e che era rappresentato all’«Off(icielle)» dalla galleria De La Châtre: i suoi autoritratti ironici tra performance video e fotografia, denuncia semiseria di pregiudizi e discriminazioni, sono stati segnalati da molti critici, come i dipinti di Claire Tabouret, giovane artista francese tra astrazione e realismo.

 

Per Parigi un bilancio molto positivo, anche se il mercato francese dell’arte contemporanea resta al quarto posto del mondo, con solo il 3% delle vendite, molto distanziato dai leader: Cina, Stati Uniti e Regno Unito.

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…