marcell jacobs paolo crepet

CHE SUCCEDE A MARCELL JACOBS? - L’ENNESIMO INFORTUNIO, CHE RISCHIA DI CHIUDERE LA SUA STAGIONE, È IL SEGNALE DI UNO SCARSO EQUILIBRIO PSICOFISICO, CON MENTE SENSIBILE E MUSCOLI FRAGILI? – CREPET: “JACOBS È AL CENTRO DI UN'ESASPERAZIONE GENERALE PER CUI È AMMESSO L'ATTO STRAORDINARIO O IL NULLA. GLI CHIEDEREI: MARCELL, SEI CORAGGIOSO? E SE LO SEI, PERCHÉ NON COMINCI A PENSARE DI PIÙ A TE?" – IL PRESIDENTE DELLA FEDERATLETICA CERCA DI SPEGNERE IL CASO DEL FORFAIT NELLA STAFFETTA: “NESSUNA LITE, JACOBS VOLEVA CORRERE MA HA AVVERTITO UN FASTIDIO AL POLPACCIO”

1 – JACOBS INFORTUNI E DESIDERI, EQUILIBRI DELICATI. IL MEDICO: «AVREBBE BISOGNO DI TEMPO»

Gaia Piccardi per il “Corriere della Sera”

 

marcell jacobs

La risonanza di martedì, a Roma, sarà decisiva per capire se la stagione di Marcell Jacobs è finita a Monaco, con l'oro europeo nei 100 e la rinuncia alla batteria della staffetta, o può continuare. Il sovraccarico funzionale al polpaccio sinistro, la causa dell'ultimo dei guai fisici in un anno complicato, può sciogliersi in qualche giorno oppure trasformarsi nell'anticamera di una lesione. Obbligatoria la prudenza.

 

«Il polpaccio è un maledetto, fa quello che vuole - conferma il dottor Rodolfo Tavana, lunga militanza nel calcio (Milan), ex mezzofondista e responsabile medico della Pro Patria negli anni d'oro di Cova e Panetta -. È un muscolo molto impegnato, che interessa due articolazioni: manda messaggi contraddittori, è rognosissimo».

 

L ALLENAMENTO DI MARCELL JACOBS

Il re d'Europa e di Olimpia è rimasto in Baviera, prosegue le terapie, riflette con il team su come evitare che nel 2023, la stagione in cui metterà nel mirino l'unico oro che gli manca (Mondiale all'aperto, a Budapest), gli infortuni continuino a perseguitarlo. Poiché è la testa che comanda il corpo, l'opinione di chi naviga nei meandri della mente è interessante.

 

«Quando si è insicuri dentro, la probabilità di dare eccessiva importanza a un sintomo cresce esponenzialmente - spiega Paolo Crepet, psichiatra, sociologo, scrittore e grande estimatore del campione azzurro -. Jacobs è al centro di un'esasperazione generale per cui è ammesso l'atto straordinario o il nulla: se fosse arrivato secondo all'Europeo, cioè, sarebbe stato un flop. Ma chi pensa questo non conosce la mente umana».

 

paolo crepet

Cosa consiglierebbe allo sprinter? «Gli chiederei: Marcell, sei coraggioso? E se lo sei, perché non cominci a pensare di più a te? Se non ferma l'orologio si fa male: non nel corpo, nell'anima».

 

Ma il mondo gira a trecento all'ora, i ritmi dell'atletica sono sincopati, dal virus gastrointestinale di Nairobi in poi è stata tutta una corsa contro l'orologio per risolvere imprevisti e curare malanni. «Il problema è proprio questo: la mancanza di tempo» sottolinea Tavana. Elongazione del bicipite sinistro (Savona), contrattura dell'adduttore della coscia destra (Eugene), sovraccarico del polpaccio sinistro (Monaco).

 

PAOLO CREPET

«C'è stato un disbalance ma sono mancati i tempi per riportare il corpo in equilibrio. È come una macchina da rally che fori una gomma: si può aggiustare però un pilota sensibile continua ad avvertire una micro-atmosfera di differenza con le altre. Quando ho visto Jacobs sui blocchi a Monaco con il kinesiotape sul polpaccio mi si è acceso un campanello d'allarme. Non direi che Jacobs è fragile e credo sia seguito da un team capace (non si corrono i 100 in 9"80 per caso), però pensare contemporaneamente a riabilitazione e performance non è facile. Ripari la lesione muscolare, certo, ma poi è necessario tutto un lavoro di rimessa in equilibrio».

 

L'equilibrio del corpo viaggia insieme a quello della mente. «Io vedo Jacobs prigioniero di un cortocircuito - dice Crepet -. Più si ferma, più aumentano i dubbi e la pressione dell'opinione pubblica, che lo vuole sempre vincente. Ha un corpo vulnerabile e una mente sensibile. Il rapporto interrotto e poi ripreso con il padre, quindi non risolto, è un elemento di fragilità profonda: l'incontro al matrimonio sarà un momento tutt' altro che banale».

paolo crepet

 

Le insicurezze generano dilemmi: corro o non corro? Ma il corpo non va pensato come un problema né la fragilità come un difetto: «È una grande opportunità per smettere di inseguire i propri fantasmi, invece. Se si accende una spia, non va ignorata. Per resettare mente e corpo è indispensabile fermarsi, per poi ripartire più forti». La risonanza di martedì, lo spartiacque di Marcell Jacobs.

 

 

 

 

 

2- EUROPEI ATLETICA: MEI 'JACOBS VOLEVA CORRERE, NESSUNA LITE' 

stefano mei foto mezzelani gmt041

(ANSA) - "Marcell Jacobs voleva correre la staffetta, quando e' andato in pista ha riavvertito un dolore al polpaccio, in un punto diverso da quello della finale dei 100": lo dice Stefano Mei, presidente della Fidal, facendo il punto sulla rinuncia dell'olimpionico alla 4x100. "Il suo allenatore era un po' più perplesso, Marcell era disponibile ma poi ha dovuto rinunciare", ha aggiunto Mei, parlando da Casa Italia a Monaco per il bilancio di fine Europei. "Ho voluto io un confronto con lui e il suo allenatore per capire quale fosse la situazione: assolutamente non c'e' stata alcuna lite ne' alterco".

 

"Forse qualche errore e' stato commesso- ha aggiunto Mei, parlando della rinuncia di Jacobs alla 4x100 - tornassimo indietro faremmo forse qualcosa di diverso. Ma e' andata cosi'".Il presidente Fidal ha ricordato che "Jacobs ha avuto il coraggio di andare a Eugene ma si e' dovuto fermare, poi ha avuto il coraggio di venire qui e ha vinto l'oro. Nella vita di un atleta succedono queste cose, ed e' normale che un allenatore voglia preservare l'integrità del suo atleta, e che l'atleta pensi di voler correre. Ma io stesso, prima dei Mondiali e di questi Europei, a Marcell avevo detto 'se non te la senti non correre'. Sono stato atleta, so cosa vuol dire".

 

 

 

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